Credit Agricole sospende i servizi in Russia
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Credit Agricole sospende i servizi in Russia

By Marco Cavicchioli - 25 Mar 2022

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Qualche giorno fa la nota banca Credit Agricole ha sospeso tutti i propri servizi in Russia.

La sospensione dei servizi Credit Agricole in Russia

Lo riferisce Reuters, dicendo che la banca francese si è unita al ritiro dalla Russia di altre banche internazionali dopo l’invasione dell’Ucraina.

Infatti pochi giorni prima anche la rivale francese BNP Paribas aveva dichiarato di aver informato i propri clienti aziendali in Russia che non avrebbe più elaborato le loro transazioni.

Come si era comportata in precedenza con la Russia Credit Agricole?

In precedenza Credit Agricole aveva già anche interrotto tutti i nuovi finanziamenti per le società russe, ed aveva rivelato che la sua esposizione a Russia e Ucraina era di circa 6,4 miliardi di euro (7,05 miliardi di dollari).

Il dividendo del 2021 però non dovrebbe essere influenzato dalle perdite dovute alla cessazione della fornitura dei propri servizi ai russi. 

La banca ha anche aggiunto che la propria priorità è quella di aiutare e sostenere i suoi 2.400 dipendenti in Ucraina che stanno cercando di garantire il proseguimento delle attività bancarie di base nonostante siano colpiti in pieno dalla guerra.

Inoltre la controllata Crédit Agricole CIB in Russia ha 170 dipendenti russi. Non svolge attività retail e lo scorso anno ha generato un utile netto di 3,7 milioni di euro.

Sospesi anche i fondi del Lussemburgo

Oltre alla sospensione dell’erogazione dei servizi bancari alle aziende russe, sono anche stati sospesi due terzi dei fondi lussemburghesi con forte esposizione alla Russia, grazie ad un apposito intervento dell’autorità di regolamentazione dei titoli del Granducato del Lussemburgo. 

Queste misure mirano ad impedire soprattutto alle aziende russe di fare affari con l’estero ed in particolare con il resto d’Europa e con gli Stati Uniti.

Bitcoin
Non risulta ancora che i russi abbiano iniziato ad utilizzare in massa Bitcoin

La Russia non ha ancora utilizzato in massa Bitcoin

Nonostante ciò non risulta ancora che i russi abbiano iniziato ad utilizzare in massa Bitcoin per aggirare queste limitazioni. 

Va tuttavia detto che BTC non è una perfetta alternativa ad euro o dollaro per effettuare transazioni internazionali a causa del suo valore ancora decisamente volatile. L’alternativa migliore sarebbe quella di usare stablecoin, tuttavia anche in questo caso per ora non si sono riscontrati grossi incrementi nel loro utilizzo. 

Ad esempio prendendo in considerazione le transazioni di USDT su rete Tron si nota che i livelli attuali sono simili a quelli di fine gennaio, e addirittura inferiori a quelli di dicembre. 

USDT è in assoluto la stablecoin più usata al mondo ed ormai la maggior parte delle transazioni avviene su rete Tron grazie a fee molto ridotte rispetto a quelle della rete Ethereum. 

Qualora però i blocchi e le limitazioni attuali relativi all’utilizzo di valute fiat dovessero perdurare, è lecito attendersi un incremento dell’utilizzo delle criptovalute per le transazioni internazionali dei russi.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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