La Russia non sta aggirando le sanzioni con Bitcoin
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La Russia non sta aggirando le sanzioni con Bitcoin

By Marco Cavicchioli - 20 Mar 2022

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In questi giorni si parla tanto della possibilità che la Russia possa utilizzare Bitcoin per aggirare le sanzioni internazionali. 

Perché la Russia non può usare Bitcoin per aggirare le sanzioni

Una risposta a questa domanda l’ha data il fondatore e CEO dell’exchange crypto italiano The Rock Trading, Andrea Medri, durante una recente intervista

The Rock Trading è in assoluto l’exchange crypto ancora operativo più antico al mondo, visto che è nato addirittura nel 2011. Tutti gli altri exchange crypto nati in precedenza al mondo non sono più operativi. 

Medri pertanto ha moltissima esperienza con le transazioni in criptovalute, quindi conosce bene come si muovono tali flussi di denaro in rete. 

Ad una domanda esplicita relativa al fatto che la Russia possa usare Bitcoin per aggirare le sanzioni Medri risponde in modo netto: no. 

Infatti sebbene i flussi risultino aumentati, ovvero in media quadruplicati, tali numeri portano ad escludere categoricamente questa ipotesi. 

Medri dice: 

“Il volume complessivo aggiuntivo di BTC e USDT nei giorni dal 24 febbraio al 7 marzo ammonta a 350 milioni di dollari. Si tratta di una dimensione troppo piccola per coprire movimentazioni necessarie a controbilanciare le sanzioni, che riguardano ordini di grandezza di 100 volte superiori”. 

È pertanto certo che attualmente la Russia non stai utilizzando né Bitcoin né altre criptovalute per aggirare le sanzioni

Inoltre Medri fa notare anche che non è possibile che uno Stato che gestisce volumi così grandi di transazioni internazionali possa passare in modo rapido dal sistema finanziario tradizionale a quello crypto, perché per farlo occorrerebbe un’infrastruttura tecnologica adeguata che richiede molto tempo per essere messa a punto.

Russia sanzioni Bitcoin
la Russia non stai utilizzando né Bitcoin né altre criptovalute per aggirare le sanzioni.

Gli oligarchi russi e le criptovalute

Il discorso invece cambia se al posto che concentrarsi sui movimenti dello Stato russo ci si concentra su quelli degli oligarchi. 

Medri infatti non esclude che gli oligarchi possano usare Bitcoin per evitare confische. Infatti i super-potrebbero utilizzare le criptovalute per mettere al sicuro i propri averi. Tuttavia, sempre analizzando i flussi, afferma che al momento ciò non sta accadendo. 

In altri termini i volumi di scambio e di invio di Bitcoin in quella zona del mondo risultano essere troppo piccoli per poter sostenere il loro utilizzo da parte oligarchi per mettere al riparo il grosso dei loro patrimoni.

Medri aggiunge: 

“Se si guarda all’analisi dell’attivazione giornaliera di indirizzi bitcoin, e anche al numero di transazioni sulla blockchain, si evince come entrambi i parametri seguano un trend stazionario da inizio 2022, incompatibile con l’ingresso di capitali freschi in entrata nel sistema”. 

Impossibile firmare Bitcoin

Quindi mentre da un lato è da escludere che la Russia stia usando, o possa usare nel futuro prossimo, le criptovalute per aggirare le sanzioni, dall’altro è possibile escludere che lo stiano facendo anche gli oligarchi, ma costoro in futuro potrebbero farlo. 

Medri aggiunge anche che l’aumento dei volumi di scambio delle criptovalute in quella zona del mondo sembra essere dovuto soprattutto ai cittadini comuni, dato che le transazioni di grossi importi non sembrano essere aumentate di molto. 

Il fatto è che le transazioni in BTC non possono essere in alcun modo fermate, limitate o ostacolate, se si ha accesso ad Internet, e ciò viene incontro soprattutto a coloro che invece hanno problemi a scambiare denaro con le piattaforme tradizionali. 

Se questo risulta essere relativamente semplice da fare con piccoli importi, diventa invece più complesso con importi elevati, perché è molto difficile nascondere operazioni di grossa entità, anche utilizzando Bitcoin. 

Pertanto le criptovalute in Russia ed Ucraina sembra stiano aiutando soprattutto il popolo, e non specificatamente le élite. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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