Ethereum rimanda l’aggiornamento per la difficulty bomb
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Ethereum rimanda l’aggiornamento per la difficulty bomb

By Marco Cavicchioli - 3 Mag 2022

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Ethereum ha rimandato il lancio dell’aggiornamento difficulty bomb, che serve a rendere il mining di ETH più dispendioso e meno redditizio

L’aggiornamento per la difficulty bomb di Ethereum è stato rimandato

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Ethereum Foundation decide di rimandare l’aggiornamento difficulty bomb in vista del Merge

La difficulty bomb renderebbe più difficile il mining dei blocchi con Proof-of-Work, tanto da renderlo talmente dispendioso ed inefficiente da farlo diventare potenzialmente non redditizio.

Servirebbe ad incentivare la transizione alla Proof-of-Stake, in modo da convincere forzosamente i miner a smettere di minare ETH con PoW. 

Infatti, l’attuale blockchain di Ethereum basata su PoW non verrà completamente dismessa una volta passati a PoS, ma diverrà una delle sottocatene della nuova Beacon Chain basata su PoS. 

Tuttavia, si spera che tutti gli utenti smetteranno di usarla quando verrà effettuato il Merge e diverrà completamente operativa la nuova blockchain. 

Visto però che non esiste un modo per impedire che venga utilizzata, sarebbe utile imporre una modifica all’attuale protocollo Ethereum che di fatto mandi in perdita i miner che eventualmente dovessero decidere di continuare a tenerla in vita. 

Per questo motivo è stata ideata la difficulty bomb, che per l’appunto farebbe diventare il mining di ETH con PoW talmente difficile da non essere più redditizio. 

I motivi del rinvio

Il fatto però è che la difficulty bomb renderebbe anche l’attuale rete molto più lenta, e per questo motivo venerdì, i principali sviluppatori di Ethereum, hanno deciso di non prendere in considerazione questa misura, per ora, perlomeno fino al momento del Merge. 

In questo modo l’attuale blockchain basata su PoW continuerà a funzionare come ora fino al momento del lancio ufficiale definitivo della nuova Beacon Chain basata su PoS.

Questa decisione però genera il rischio che anche dopo il Merge ci sarà qualche miner che continuerà a minare ETH con PoW per incassare il premio. 

Non è ancora chiaro come verrà risolto questo problema, ma l’ipotesi che circola è quella di applicare la difficulty bomb contemporaneamente o poco dopo il Merge. In questo modo non entrerebbe in funzione prima del lancio definitivo ed ufficiale della nuova Blockchain basata su PoS, ma non appena questo avverrà potrebbe iniziare a scoraggiare la continuazione del mining sulla vecchia catena. 

In altre parole in questo momento non c’è ancora una data precisa né per il Merge né per la difficulty bomb. 

Bisogna tenere presente che la difficulty bomb porterebbe il block-time medio dagli attuali 12 o 13 secondi a 21 o 25 secondi, con l’ipotesi che possa essere portato addirittura a 30 secondi per scoraggiare in modo netto il mining. 

Si tratterebbe di un dimezzamento della velocità di esecuzione delle transazioni, se non di una riduzione di due terzi, quindi difficilmente compatibile con la piena usabilità della rete Ethereum in mancanza della PoS. 

Secondo Tim Beiko, che guida gli incontri degli All Core Devs delle Ethereum Foundation, sarebbe meglio rimandare la discussione sulla difficulty bomb alla riunione del 13 maggio o addirittura a quella del 27 maggio, in modo da potere nel frattempo continuare ad effettuare tutti i test per vedere come potrebbe funzionare. 

Va infine ricordato che il passaggio da PoW a PoS è molto delicato e decisamente critico, ed è per questo motivo che i dev stanno procedendo con molta cautela. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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