Continua il periodo di difficoltà delle stablecoin
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Continua il periodo di difficoltà delle stablecoin

By Marco Cavicchioli - 23 Mag 2022

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In questo periodo sono molti i gestori di stablecoin che cercano di dissipare i dubbi sollevati dal caso UST sulla loro reale solvibilità. 

Le stablecoin sono abbastanza solvibili?

solvibilità stablecoin
Non finiscono le perplessità sulle stablecoin

In particolare, sono i gestori di stablecoin collateralizzate a cercare di dimostrare di essere solvibili. 

Infatti, se da un lato UST era una stablecoin algoritmica senza sufficienti riserve per poter rimanere realmente ancorata al valore del dollaro sul lungo periodo, le stablecoin collateralizzate alla pari devono sempre avere in cassa sufficienti riserve per coprire il 100% del valore dei token emessi. 

Ad esempio, pochi giorni fa Tether, ovvero il gestore della principale stablecoin al mondo (USDT), ha pubblicato l’ultimo report indipendente sulle sue riserve, aggiornato però solo al 31 marzo. 

La seconda stablecoin più utilizzata al mondo è USDC, di Circle, e visto ciò che sta accadendo in questo periodo il gestore ha promesso di pubblicare report settimanali sulle loro riserve. 

Questa mossa sembra a tutti gli effetti un tentativo di avvantaggiarsi proprio nei confronti di USDT, visto che di recente qualcuno ha nuovamente messo in discussione la solvibilità di Tether, ma quasi nessuno aveva messo in discussione quella di Circle. 

Oltretutto si tratta di due stablecoin che non hanno mai perso realmente l’aggancio con il dollaro, se non per brevissimi momenti e con percentuali di depeg decisamente ridotte. 

Utenti ancora in dubbio sulla sicurezza delle stablecoin

In altri termini, attualmente, non vi è alcuna evidenza concreta che possa realmente far presumere che USDT e USDC non siano completamente collateralizzati, ma nonostante ciò alcuni utenti hanno ancora dubbi. 

Tali dubbi da un lato sono la semplice conseguenza dell’implosione di UST, ovvero la stablecoin algoritmica dell’ecosistema Terra, ma dall’altro sono causati da un processo di verifica delle riserve di Tether che da molti viene contestato. 

Il punto che convince poco è il fatto che per questa verifica sono state scelte società indipendenti che non hanno una reputazione intonsa. 

Da questo punto di vista USDC, che ha dietro anche la società quotata in borsa Coinbase, sembra dare maggiori garanzie soprattutto nei confronti di coloro che nutrono più timori. 

Basti pensare che nelle ultime settimane la capitalizzazione di mercato di USDT è scesa da 83 a 73 miliardi di dollari, mentre quella di USDC è salita da 48 a 53 miliardi. Quella di BUSD (la stablecoin di Binance) invece è salita da 17 a 18 miliardi. 

Oltre a USDT ha perso capitalizzazione anche DAI, ovvero l’unica grande stablecoin algoritmica funzionante, scesa da 7 a 6 miliardi di dollari. 

Bisogna ricordare che l’implosione di UST da sola ha ridotto la capitalizzazione di mercato delle stablecoin ancorate al dollaro di circa 18 miliardi, non ancora recuperati. 

Infatti, prima della sua implosione in totale le cinque principali stablecoin ancorate al dollaro capitalizzano quasi 175 miliardi di dollari, mentre ora ne capitalizzano solo 150

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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