Bitcoin mining: previsto un forte calo della difficulty
Bitcoin mining: previsto un forte calo della difficulty
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Bitcoin mining: previsto un forte calo della difficulty

By Marco Cavicchioli - 24 Mag 2022

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Negli ultimi giorni il block-time medio giornaliero di Bitcoin è stato quasi sempre sopra i 10 minuti, con picchi a quasi 12 minuti. Ci si aspetta una riduzione della difficulty per il mining di Bitcoin. 

L’hashrate del Bitcoin mining cala: attesa diminuzione della difficulty

bitcoin miner difficulty
Atteso un calo del 4% del livello di difficulty attuale

Questo rallentamento della velocità con cui dovrebbero essere minati i blocchi, il cui ritmo ideale sarebbe in media di uno ogni 10 minuti, si deve al recente aumento della difficulty. 

Com’era prevedibile, in un momento non buono per il prezzo di BTC, un tale aumento della difficulty ha fatto crollare la profittabilità del mining, dato che ha comportato un incremento dei consumi energetici a fronte di una riduzione del valore dei BTC incassati dai miner. 

La profittabilità del mining di Bitcoin, infatti, a partire dal giorno del crollo del prezzo, l’11 maggio, è scesa fino a poco più di 0,1$ al giorno per THash/s. È un livello che non si vedeva da novembre 2020, prima che iniziasse l’ultima grande bullrun. All’epoca 1 BTC valeva circa 13.000$, la difficulty era di circa 20T, e l’hashrate a 114 Ehash/s. 

Oggi un Bitcoin vale circa 30.000$, la difficulty è salita a 31,2T, e l’hashrate a 225 Ehash/s. 

Riducendosi in modo significativo la profittabilità, a causa dell’aumento della difficulty contemporaneamente ad un calore del valore di BTC, inevitabilmente i miner spengono le macchine meno efficienti e profittevoli, e così l’hashrate cala. 

Infatti, l’hashrate, dopo aver toccato un nuovo massimo storico assoluto ad inizio maggio ad oltre 250 Ehash/s, ora è sceso attorno a 225, facendo inevitabilmente aumentare il block-time. 

Domani dovrebbe avvenire il prossimo aggiustamento automatico della difficulty, e si stima che si tratterà di una riduzione vicina al 4%. Dovrebbe tornare poco sopra i 30T, ovvero poco sopra il livello che aveva ad inizio mese prima dell’aumento del 10 maggio che ha portato la difficulty a raggiungere un nuovo record storico. 

Come reagiranno i miner a questa riduzione?

Sebbene sicuramente questo aggiustamento avrà un impatto sia sul block-time sia sulla profittabilità del mining, potrebbe invece non avere effetti significativi sul prezzo di BTC. 

Da un lato è vero che maggior profittabilità significa minor necessità di vendere i BTC incassati da parte dei miner, ma è improbabile che la profittabilità aumenterà così tanto da convincere molti miner a ridurre significativamente la vendita sul mercato dei BTC da loro minati. 

Bisogna ricordare che vengono creati e dati in premio 6,25 BTC in ogni singolo blocco minato, ed al ritmo di un blocco ogni 10 minuti sono circa 900 i BTC che vengono creati ogni giorno. Quando i miner hanno problemi di profittabilità tendono a vendere sul mercato tutti, o quasi, i BTC incassati. Visto che si tratta di un volume complessivo di circa 27 milioni di dollari al giorno, le attività di vendita possono anche avere qualche effetto sul mercato. 

Bisognerà attendere la primavera del 2024 perché questo ritmo venga dimezzato, con il passaggio a 3,125 BTC per blocco. 

Se non altro, però, il taglio della difficulty di domani dovrebbe aiutare i miner a poter continuare a minare anche a fronte di un valore di Bitcoin così tanto sceso nelle ultime settimane.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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