Euro ai minimi sul dollaro dal 2002
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Euro ai minimi sul dollaro dal 2002

By George Michael Belardinelli - 6 Lug 2022

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Il super dollaro annuncia l’arrivo della crisi in Europa, crisi che presto si farà sentire anche dall’altra parte dell’oceano.

La coppia fiat euro/dollaro è ai minimi storici

dollaro recessione usa
Il dollaro sembra dominare l’euro per il momento, ma la recessione è vicina anche negli USA

Il Sole 24 Ore in un recente articolo spiega come il cambio Euro-Dollaro (che ad oggi è a 1,026) è prossimo alla parità e complice la congiuntura dei mercati e l’inflazione alle stelle che non accenna ad arrestare la sua corsa. Questo vuol dire solo una cosa, recessione. 

Gli fa eco Bloomberg che spiega come il supporto di 1,03 già raggiunto nei mesi invernali del 2015 e i primi mesi del 2016 non era stato mai sfondato e per risalire a tale valore bisogna tornare indietro al 2002, anno in cui era l’euro ad apprezzarsi sulla moneta americana. 

Il timore è quello di un’importante frenata della crescita e l’arrivo della recessione tanto temuta. Il sentimento è che questa arriverà sia nel vecchio continente che in quello americano, ma con tempi ed intensità differenti. 

Non era mai successo negli ultimi vent’anni di avere questo cambio di tasso tra le principali valute mondiali e questo porterà delle conseguenze. 

L’Europa sconta maggiormente la crisi energetica. Il problema degli approvvigionamenti è molto più sentito che negli Stati Uniti d’America poiché il principale fornitore è sostanzialmente fuori dai giochi a causa delle stesse sanzioni imposte dall’occidente. 

La simmetria importante sta nell’iperinflazione che in America, però, è stata contrastata con maggiore vigore dalla Fed che ha applicato una politica monetaria molto aggressiva con rialzi dei tassi (il prossimo previsto a fine luglio) di 75 punti base per volta che hanno calmierato la situazione pur essendo lontani da una soluzione.

L’inflazione colpisce in maniera più efficace l’Europa che pur adottando misure di contrasto, non ha una mano pesante come quella usata da Powell

Come sta reagendo l’Europa davanti a tali condizioni economiche

Lagarde si vede impegnata su due fronti: da un lato la crisi energetica che vede una forte carenza di gas e idrocarburi mentre la compensazione dai Paesi arabi subisce una battuta di arresto, e dall’altra la lotta appunto al CPI. 

Lo scenario prospettato induce a pensare gli analisti al fatto che la recessione alle porte avrà tempi e intensità differenti e che colpirà con forza maggiore l’Europa. 

La sensazione comune è che ne faranno le spese tutti i Paesi, sia quelli meglio posizionati, come la Germania e l’Olanda, che i PIIGS (Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna). L’onda d’urto sarà qualcosa mai vista prima e si teme per la sopravvivenza della moneta Fiat del continente che potrebbe essere salvata da un debito comune europeo secondo alcuni insiders. 

Le posizioni di molti trader in questi due giorni sono andate short e hanno preferito vendere spesso in perdita in vista di un riposizionamento e proprio del comportamento del cambio Euro-Dollaro che riprende in favore di quest’ultimo la sua dominance come bene rifugio.

In questo momento l’oro non assume la sua storica posizione di bene rifugio attestandosi a 1760 dollari dopo aver rotto il supporto dei 1800. L’euro è in pieno tracollo e una valuta comune tra i Paesi Brics è lungi dal nascere. 

Bitcoin che è l’altro candidato come bene rifugio sembra fare fatica e lateralizza da qualche settimana tra i 18.000 e i 20.000 dollari.

Il cambio Euro-Dollaro pone la valuta americana come il vero asset rifugio e costringe tutti a riposizionarsi, o comunque a un cambio di strategia sul lungo periodo, una cosa impensabile fino solo a un mese fa.

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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