Approvazione del MiCA e conflitti normativi tra i Paesi membri dell’UE
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Approvazione del MiCA e conflitti normativi tra i Paesi membri dell’UE

By Vincenzo Cacioppoli - 6 Lug 2022

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La Commissione europea e il Parlamento sembrano finalmente giunti ad un accordo sulla nuova normativa per il settore crypto.

Europa: l’attesa dell’entrata in vigore del MiCA per regolamentare l’ecosistema crypto

La Presidenza del Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla proposta sui mercati delle criptovalute (MiCA) che copre gli emittenti di criptovalute non garantite e le cosiddette stablecoin, nonché le sedi di negoziazione e i portafogli in cui gli asset sono detenuti. 

In una nota della Commissione europea pubblicata il 30 giugno scorso, si legge:

“Questo quadro normativo proteggerà gli investitori e preserverà la stabilità finanziaria, consentendo al contempo l’innovazione e promuovendo l’attrattiva del settore delle criptovalute. Ciò porterà maggiore chiarezza nell’Unione Europea, poiché alcuni stati membri hanno già una legislazione nazionale per le criptovalute, ma finora non esisteva un quadro normativo specifico a livello dell’UE”.

Se ne parlava da tempo della possibilità di trovare finalmente un accordo su un quadro regolatorio che dovrebbe mettere ordine al settore delle criptovalute. Il MiCA è stato ufficialmente approvato proprio il 30 giugno e dovrebbe entrare in vigore nella primavera prossima. 

Sulla questione era entrato anche nel merito il Ministro dell’economia  francese, Bruno Le Maire, che aveva fatto leva sui rischi connessi allo sviluppo senza regole delle criptovalute e in particolar modo delle stablecoin, soprattutto alla luce di quello accaduto con Terra.

Le Maire si esprime a riguardo:

“I recenti sviluppi in questo settore in rapida evoluzione hanno confermato l’urgente necessità di una regolamentazione a livello dell’UE. MiCA proteggerà meglio gli europei che hanno investito in queste risorse e preverrà l’uso improprio delle criptovalute, pur essendo favorevole all’innovazione per mantenere l’attrattiva dell’UE. Questo regolamento storico porrà fine al selvaggio west cripto e conferma il ruolo dell’UE come normatore per i temi digitali”.

BCE: possibile conflitto normativo all’interno del SEBC

unione europea mica
Le leggi vigenti in ambito crypto nei Paesi dell’UE rischiano di essere in conflitto tra loro

Nel comunicato stampa ufficiale del Consiglio europeo si legge che il nuovo regolamento proteggerà i consumatori, e consentirà di evitare schemi fraudolenti. Oltre a mirare alla tutela degli operatori retail sul mercato crypto, il MiCA introduce anche dei requisiti finanziari minimi che Vasp e/o Casp dovranno rispettare. 

Il problema è che, dopo l’approvazione ufficiale, la BCE teme uno sovrapposizione normativa tra i regolamenti imposti dalle varie Banche Centrali. In particolare, in relazione alle attività svolte in ambito crypto e della finanza tradizionale all’interno dei Paesi membri all’Unione europea. 

Questo potrebbe generare anche dei futuri conflitti in merito alla trasmissione della politica monetaria nei Paesi coinvolti. La Banca Centrale europea costituisce il nucleo dell’Eurosistema e del Sistema europeo delle Banche Centrali. 

Il SEBC è stato istituito dal trattato di Maastricht ed è costituito dalla BCE e dalle Banche Centrali nazionali dei 27 stati membri dell’Unione europea. 

Questo sistema costituisce la base giuridica della politica monetaria unica ed è facile pensare come un conflitto normativo tra Paesi, che mira a regolare un mercato in rapida espansione, possa generare difficoltà non trascurabili. 

Essendo l’organo esecutivo, bisognerà vedere come reagirà a riguardo la BCE prima che il MiCA entri in vigore definitivamente, cercando in qualche modo di stare al passo con la velocità di evoluzione del settore crypto.

Ulteriori estensioni normative per il mercato europeo

Gli enti regolatori europei hanno rilevato la necessità di ricevere informazioni dagli operatori del settore su transazioni e trasferimenti per evitare casi di riciclaggio e truffe a tutela dei clienti. 

Grande attenzione è stata posta anche sulle stablecoin, vero e proprio pilastro del mercato crypto.

Nella nota della commissione, si legge:

“Ad ogni possessore di stablecoin sarà offerto un credito in qualsiasi momento ea titolo gratuito dall’emittente, e le regole che regolano il funzionamento della riserva prevederanno anche un’adeguata liquidità minima. Inoltre, tutte le cosiddette stablecoin saranno vigilate dall’Autorità bancaria europea (EBA), con la presenza dell’emittente nell’UE come prerequisito per qualsiasi emissione”.

Intanto il Parlamento europeo ha dato il via libera nei giorni scorsi al pacchetto di norme sulle big tech, che mira a limitarne il potere monopolistico su quelle che capitalizzano più di 75 miliardi di dollari.

Secondo la Reuters, però, il pacchetto di regole approvato martedì scorso a Bruxelles potrebbe essere limitato dalla mancanza di veri poteri di controllo da parte degli enti europei preposti. 

Oltre al Digital Markets Act (DMA) il Parlamento ha anche approvato il Digital Services Act (DSA) che impone alle piattaforme online di aumentare i controlli sui contenuti che vengono veicolati.

Le pene per le violazioni a queste due normative in teorie sarebbero assai salate perché possono arrivare anche al 10% del fatturato per la DMA e al 6% per la DSA. 

Quello che lascia un pò perplessi è la formazione di una task force di 80 persone con una dotazione finanziaria di 12 milioni di euro, per controllare che le big tech rispettino i dettami delle leggi appena approvate.

Il commissario per il mercato interno e i servizi, Thierry Breton, ha subito bloccato sul nascere le polemiche a tal proposito, affermando che si tratta di un inizio e che in seguito ci saranno nuove assunzioni e nuove dotazioni finanziarie e investimenti. 

Breton scrive in una nota:

“Abbiamo iniziato ad adattare l’organizzazione interna a questo nuovo ruolo, anche spostando le risorse esistenti, e prevediamo anche di aumentare le assunzioni il prossimo anno e nel 2024 di inserire il personale del team DG CONNECT dedicato con oltre 100 dipendenti a tempo pieno”.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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