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Il Merge di Ethereum, opportunità o disfatta
Il Merge di Ethereum, opportunità o disfatta
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Il Merge di Ethereum, opportunità o disfatta

By George Michael Belardinelli - 24 Lug 2022

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Finalmente si è riusciti a definire una data per il Merge e la cosa pone un interrogativo agli analisti, il dilemma se questo passaggio sarà un’opportunità piuttosto che un problema.

Possibili risvolti del Merge di Ethereum

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Con il Merge la rete Ethereum passerà al PoS e non avrà più bisogno delle attività di mining

Il Merge è un passaggio che porterà Ethereum da Proof of Work, sistema basato sul mining, a Proof of Stake, basato sullo staking.

Questo passaggio è teso ad abbattere le commissioni sulle transazioni e costituisce un cambio nella tipologia dell’algoritmo di consenso, con l’obiettivo di rendere tutto più sicuro e veloce. 

L’opportunità riguarderà anche la scalabilità, ma si dovrà seguire una roll up programmatica che vedrà il secondo passo l’anno seguente. 

Il Merge non sarà un’opportunità solo per gli investitori che tardano o holdano la valuta, ma anche per tutti i sistemi basati su Ethereum e sull’intero asset delle crypto. 

Eliézer Ndinga, direttore della ricerca di 21Shares, ha dichiarato:

“I prelievi di Ether non avverranno fino a 6-12 mesi dopo il Merge, in seguito all’aggiornamento Shanghai. I prelievi saranno limitati a sei validatori ogni epoca, ovvero ogni ~6 minuti, per evitare bank run e mantenere la rete sicura”.

Secondo la maggior parte degli analisti la tappa del Merge è una tappa fondamentale che premierà la serietà del progetto Ethereum sia in quanto piattaforma che in quanto criptovaluta. 

Merge e futuro valore di ETH

Le previsioni vedono Ether salire a 5.700 dollari entro il 2025 e raggiungerà quota $14.400 entro il 2030.

Nonostante la Federal Reserve sia costretta a remare contro per anni di politica espansiva, che hanno portato il Paese a un’inflazione galoppante, alzando periodicamente i tassi di interesse causando un freno naturale al prezzo di Ether e crypto in genere, la valuta di Buterin ha reagito bene a livello macroeconomico. 

Il 26-27 luglio la Fed si pronuncerà nuovamente e le previsioni indicano un nuovo aumento dei tassi questa volta compreso tra i 75 e i 100 punti base. 

Il Bureau of Economic Analysis (BEA) degli Stati Uniti il 28 luglio farà uscire la stima che riguarda la crescita del PIL del secondo trimestre. 

Il dato sarà seguito con grande attenzione in quanto un’eventuale conferma negativa del secondo trimestre sarà la sentenza di una recessione tecnica con tutte le conseguenze del caso, anche e non solo per il settore delle criptovalute

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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