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Champagne: venduta la bottiglia più cara al mondo in NFT
Champagne: venduta la bottiglia più cara al mondo in NFT
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Champagne: venduta la bottiglia più cara al mondo in NFT

By Amelia Tomasicchio - 1 Ago 2022

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Una bottiglia di champagne dell’azienda Avenue Foch è stata venduta per 2 milioni e mezzo di dollari in forma di NFT, stabilendo il record per la bottiglia più cara al mondo.

Record per l’acquisto di una bottiglia di champagne accompagnata da un NFT

champagne avenue foch nft
Magnum 2.5 di Avenue Foch venduta per 2 milioni e mezzo di dollari

La bottiglia, o meglio l’NFT legato alla proprietà della bottiglia stessa, è stata acquistata dai fratelli imprenditori italiani Giovanni e Piero Buono, che hanno partecipato ad un’asta per aggiudicarsi il bottino.

In particolare si tratta di una magnum di Premier Cru del 2017 a base Pinot Nero, Meunier e Chardonnay e prodotta nella tenuta di Allouchery-Deguerne, ma quello che le rende speciali sono il fatto che ogni bottiglia è accompagnata dall’NFT di una Bored Apes Mutant di cui i fratelli avranno la proprietà intellettuale.

L’idea del progetto è di Shammi Shinh, imprenditore britannico ed esperto di champagne di lusso che ha messo sulla piattaforma Opensea la bottiglia per 2.500 ETH.

Shinh ha spiegato:

“Essendo venduto come NFT, mi aspetto alcuni scambi sul mercato prima che la bottiglia approdi al suo possessore definitivo. Gli NFT sono i nuovi diamanti e spero in una maggiore consapevolezza delle persone”.

Questa la loro dichiarazione: 

“Non abbiamo intenzione di berlo, pensiamo invece che sarà un buon investimento. C’è molta turbolenza nel mondo finanziario, le cose stanno cambiando geopoliticamente molto rapidamente. Le persone facoltose cercheranno per un po’ un posto dove immagazzinare la loro ricchezza e, perché no, potrebbe essere uno champagne uno di questi posti”.

La bottiglia sull’etichetta ha anche altri disegni della collezione Sneaky Vampire Syndicate ed è tempestata di diamanti Swarovski.

La magnum non è stata pagata in criptovalute ma in dollari, in una vendita privata. O almeno questa è stata la “giustificazione” del fatto che l’NFT sia stato bruciato su Opensea.

Il vino va su blockchain

Non è la prima volta che delle aziende ideano progetti per legare l’industria del vino a quello della blockchain e degli NFT.

Ad esempio, qualche mese fa fu pubblicizzata l’iniziativa “Battilana 1850 token”, nome dell’NFT che veniva regalato ai clienti che acquistavano sullo shop online una confezione da 6 bottiglie di Battilana Timorasso d.o.c. 2020. Il Non-Fungible Token, disponibile in 333 esemplari, garantisce a chi lo possiede numerosi ed esclusivi vantaggi.

In collaborazione con OVER, il vino è anche arrivato sul metaverso. Il progetto venne realizzato da Wine Bottle Club per migliorare la distribuzione del vino pregiato, creando un ecosistema globale e duraturo. I loro servizi sono di diverse tipologie, come gli NFT, degustazione di bottiglie e iscrizioni al club VIP, ma anche esperienze immersive nel metaverso.

Amelia Tomasicchio

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di diversi magazine crypto all'estero e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder e direttrice di Cryptonomist. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e sta scrivendo un libro sugli NFT per Mondadori. Inoltre, ha lanciato due progetti NFT chiamati The NFT Magazine e Cryppo, oltre ad aiutare artisti e aziende ad entrare nel settore.

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