Lite tra Vitalik Buterin e Michael Saylor
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Criptovalute

Lite tra Vitalik Buterin e Michael Saylor

By Vincenzo Cacioppoli - 1 Ago 2022

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Con un tweet piuttosto polemico, Vitalik Buterin, il fondatore di Ethereum è entrato ancora una volta in polemica con i massimalisti di Bitcoin e in particolare con quello che forse è considerato il principale esponente di questa corrente, il CEO di Microstrategy, Michael Saylor.

Tutto sarebbe nato da un critica da parte di Saylor alla blockchain fondata da Buterin, che avrebbe definito, durante un’intervista, Ethereum immorale. 

Lo scontro tra Buterin e Saylor

Parlando di securities law, il CEO di Microstrategy ha spiegato come le leggi sui titoli pongano le loro basi nel cosiddetto Decalogo, un insieme di principi biblici relativi all’etica e al culto:

 “La base delle leggi sui titoli è che non devi mentire, imbrogliare o rubare. Questa è la base della legge. Questa è la base della legge” .

Questo è il motivo per cui Saylor considererebbe Ethereum come intrinsecamente immorale.

Qualcuno ha fatto notare come nel 2000 proprio Saylor fu condannato per una violazione di quelle stesse leggi che adesso difende a spada tratta. 

I problemi di MicroStrategy in bear market

Molto probabilmente Saylor, che si trova in grandi difficoltà a causa delle grosse perdite di Bitcoin, che secondo alcune indiscrezioni starebbe causando 1 miliardo di dollari di perdite al suo fondo, cerca di perorare sempre più la causa di Bitcoin, come unica criptovaluta pura presente sul mercato.

Buterin ad aprile aveva scritto un lungo post sul suo sito personale proprio per commentare i cosiddetti “massimalisti di Bitcoin”, definizione secondo alcuni coniata da lui stesso, e le loro idee a proposito della blockchain delle criptovalute:

 “Molte persone della persuasione “blockchain, non Bitcoin” sostengono che la criptovaluta sia la prima applicazione delle blockchain, ma è molto noiosa e il vero potenziale delle blockchain risiede in cose più grandi ed eccitanti”.

Secondo Buterin, Bitcoin è un’applicazione appositamente semplice, e quindi non in grado di avere nessun’altra applicazione che quella di riserva di valore, proprio per evitare che qualcosa possa andare storto, sottinteso che la sua blockchain sia molto più complessa e innovativa:

“Bitcoin apprezza davvero la semplicità, e in particolare la bassa complessità tecnica, per ridurre la possibilità che qualcosa vada storto. Di conseguenza, non vuole aggiungere le funzionalità e gli opcode più complicati necessari per poter supportare contratti intelligenti più complicati in Ethereum”.

Saylor, invece, avendo in portafoglio quasi 130.000 Bitcoin per un controvalore di quasi 4 miliardi di dollari, gli ultimi dei quali acquistati a fine giugno, potrebbe ormai sentirsi quasi costretto a difendere a spada tratta il BTC.

Durante il suo lungo video in cui ha definito Ethereum un imbroglio, Saylor ha anche specificato cosa per lui rappresenta Bitcoin per l’industria delle criptovalute:

“Come puoi vedere, penso che Bitcoin sia economicamente, tecnicamente ed eticamente valido. Hai un milione di ragioni per cui. Potremmo parlarne per migliaia di ore. “E la cosa semplice da fare è semplicemente usare Bitcoin come token e poi costruire su quel protocollo monetario e su quella risorsa monetaria, ma se non hai intenzione di farlo, devi sicuramente pensare a lungo e duramente sulle implicazioni economiche, etiche e tecniche di ciò che stai facendo”.

Su Ethereum, Saylor già in passato ha espresso i suoi dubbi anche in merito alla sua continua necessità di nuovi aggiornamenti, come quello previsto il 19 settembre di Merge:

“Tecnicamente valido significa che ho bisogno di vedere la funzione del protocollo per quella cosa dopo circa 5-10 anni. Quindi non lo sappiamo nemmeno noi. Destra? Perché se fai un hard fork e lo modifichi, ogni volta che esegui un grande aggiornamento, introduci nuove superfici di attacco”.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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