Il rapporto Euro/Dollaro ancora in parità
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Il rapporto Euro/Dollaro ancora in parità

By George Michael Belardinelli - 23 Ago 2022

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L’Euro pareggia di nuovo il valore del dollaro. Era già successo il mese scorso e questo avrà delle conseguenze che modificano lo stato delle cose.

Il tasso di cambio della coppia Euro/Dollaro è ancora in parità

EUR/USD ancora in parità dopo che già il 13 luglio scorso avevano raggiunto questa soglia che non veniva sfiorata dal 2002.

Questa volta l’euro, non solo ha raggiunto la parità, ma è andato anche sotto il valore della valuta americana, cosa che comporta delle conseguenze tra le due economie che vanno analizzate. 

Le tensioni energetiche tra Russia e UE, la crisi americana e cinese su Taiwan, il costante rafforzamento del dollaro spinto da una politica monetaria aggressiva sui tassi da parte della Federal Reserve, sostengono questo trend performante del dollaro a discapito della valuta europea. 

In primo luogo, le esportazioni del vecchio continente gioveranno di questa situazione che crea condizioni più facili di esportazione, anche e non solo verso gli Stati Uniti, che per l’Italia, ad esempio, rappresentano il terzo mercato più importante per volumi. 

Nel 2021 le stime dell’export di prodotti italiani in America ammontano a $61 miliardi e questo dato, ora al netto del dato sull’inflazione, può decisamente crescere.

Se per settori come moda, macchine, prodotti enogastronomici e meccanica può essere un vantaggio, non lo è per altri settori.

Il cambio premia gli USA, non solo per i prodotti che vendono, ma anche perché essendo il dollaro una valuta di riferimento, la maggior parte dei prodotti seguono la stessa sorte. 

L’energia in generale, il petrolio e il gas naturale liquido, che con le navi oltrepassa l’oceano Atlantico, saranno per forza più cari. 

dollar euro exchange rate
Il tasso di cambio EUR/USD scende sotto la parità

L’effetto della parità sulle condizioni economiche generali

La bilancia commerciale tra import ed export vede l’Italia come un Paese fortemente importatore e soprattutto da Stati Uniti e Cina, per cui sotto questo aspetto non ci saranno vantaggi per il Bel Paese alla fine dei conti, ma probabilmente sarà leggermente più conveniente fare impresa in Italia. 

Il turismo rispecchia lo stesso quadro descritto sopra, con viaggi oltreoceano che diventano sempre più esosi per i cittadini europei, ma un flusso inverso più favorevole che porterà gli yankee a fare qualche visita in più da queste parti. 

Per quanto riguarda il punto di vista finanziario e dei mercati in generale, dipende tutto dall’esposizione che ciascun portafoglio ha verso un determinato Paese, un ETF, un fondo o altro prodotto finanziario. Questo performerà meglio se riguarderà i prodotti energetici, ad esempio, così come un prodotto finanziario che ha in pancia titoli europei legati al settore gastronomico o del turismo performerà sicuramente meglio del 2021.

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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