Michael Saylor: non c’è alternativa a Bitcoin
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Michael Saylor: non c’è alternativa a Bitcoin

By Marco Cavicchioli - 16 Set 2022

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Secondo l’ormai celebre ex CEO di MicroStrategy, Michael Saylor, non ci sarebbe alternativa a Bitcoin. 

Saylor pubblica sovente tweet simili apparentemente criptici, ma in questo caso non è difficile capire cosa voglia dire. 

Essendo un noto massimalista, sta dicendo che nessuna delle altre criptovalute può essere veramente alternativa a Bitcoin, nemmeno Ethereum. Infatti, il tweet non è stato pubblicato a caso proprio nel giorno del Merge. 

La cosa curiosa è che le altre criptovalute comunemente vengono chiamate altcoin, ovvero alternative coin, ma su questo concetto c’è un po’ di confusione. 

Infatti, le prime criptovalute alternative che sono nate, tra cui ad esempio Litecoin, si proponevano in effetti di sostituire Bitcoin in qualche specifico utilizzo. Litecoin, ad esempio, si prefiggeva di essere un’alternativa come mezzo di pagamento, ma questo proponimento si è poi perso nel corso del tempo. 

Il fatto è che inizialmente esisteva solo Bitcoin, quindi si presumeva che dovesse poter essere utilizzato per qualsiasi uso della moneta. 

Nel corso del tempo il numero delle altcoin è esploso, e molte di queste si sono specializzate a fare meglio cose che Bitcoin non faceva benissimo. 

L’idea di Michael Saylor nei confronti di Bitcoin

Ormai Bitcoin è visto soprattutto come un asset finanziario per gli investimenti, in particolare come forma di protezione da politiche monetarie eccessivamente espansive delle Banche Centrali. Per tutti gli altri utilizzi ci sono altcoin spesso molto più specializzate per un uso specifico, quindi lo scenario attuale è molto diverso da quello durante il quale nacque il concetto di criptovaluta alternativa. 

Oggi come oggi per lo specifico utilizzo di Bitcoin sui mercati finanziari non c’è in effetti una reale alternativa, perchè ETH viene visto come un cosa diversa, e nessuna altra criptovaluta gode oggi di una considerazione simile a quella di Bitcoin. 

Quindi l’affermazione di Saylor non è difficile da capire se la si riferisce al contesto attuale, ed in particolare alla presunta rivalità nei confronti di Ethereum. 

Se, invece, ci si porta ancora dietro la definizione originale di altcoin, ovvero “criptovaluta concorrente rispetto a Bitcoin nel suo complesso”, potrebbero sorgere dei dubbi a riguardo, dato che ad esempio, tanto per citare un caso specifico, su Bitcoin di NFT praticamente non ne circolano più. 

Ma è possibile che Saylor volesse dire anche altro. 

Ovvero, è possibile che stesse cercando di far capire che Bitcoin in sé non può essere realisticamente sostituito, ad oggi. In altri termini, nemmeno Ethereum, con la sua politica monetaria variabile e modificata già diverse volte, potrebbe farlo. 

Saylor già molte altre volte ha sottolineato il concetto che Bitcoin c’è e rimarrà, e che non verrà scalzato da nessuna altra criptovaluta. Quindi non solo attualmente non ci sono in circolazione criptovalute realmente alternative a Bitcoin nel ruolo che si è ritagliato sui mercati finanziari negli ultimi anni, ma è estremamente improbabile anche che ve ne saranno in futuro. Si tratta di un esperimento molto difficilmente replicabile, e che a dirla tutta potrebbe anche ormai non aver proprio più senso di provare a replicare. 

Forse, però, Saylor voleva anche dire un’altra cosa. 

La continua sfida tra Bitcoin ed Ethereum

Infatti, ormai da molto tempo si parla di un possibile sorpasso della capitalizzazione di mercato di ETH nei confronti di quella di BTC, ma ciò non è mai accaduto e non è mai nemmeno andato veramente vicino ad accadere. 

Ad esempio dopo il Merge, ovvero il più grande singolo avanzamento di Ethereum di sempre dopo la sua nascita, il rapporto tra le due capitalizzazioni è aumentato a favore di Bitcoin, passando da 1,85 a 2,11. In attesa del Merge di Ethereum aveva guadagnato, passando da un terzo alla metà della capitalizzazione di mercato di Bitcoin, ma ora che il Merge è arrivato il trend potrebbe essersi invertito. 

Il picco massimo annuale in tal senso, ovvero 3,15, è stato toccato proprio nel momento di maggiore difficoltà dei mercati crypto, a metà giugno, e questo rivela che quando ci sono problemi rimane sempre BTC il vero bene rifugio sui mercati crypto, oltre alle stablecoin. 

Ethereum recupera nei confronti di Bitcoin in particolare nei momenti di entusiasmo, forse proprio a causa di un eccesso di entusiasmo che prima o poi inevitabilmente finisce. 

Pertanto è possibile che Saylor abbia voluto avvertire che, ora che il Merge è avvenuto, l’avvicinamento di Ethereum a Bitcoin potrebbe interrompersi, se non addirittura invertirsi. 

Pur non dimenticandosi che Saylor non è persona imparziale su queste cose, dato che è un massimalista Bitcoin, i suoi ragionamenti riguardo Bitcoin non devono essere sottovalutati, perché ha iniziato a capire il suolo che Bitcoin stava assumendo sui mercati finanziari più di due anni fa, quando il suo prezzo era ancora inferiore ai 12.000$. 

Inoltre, sono in molti a ritenere che Bitcoin in effetti al giorno d’oggi non abbia nessuna reale alternativa di alcun tipo. Le altcoin svolgono altri ruoli, alcuni svolti anche meglio di quanto potrebbe fare Bitcoin, ma vanno considerate come un’altra cosa rispetto a BTC e non dei diretti concorrenti. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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