Il nuovo rapporto sullo stato del settore blockchain in Europa
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Il nuovo rapporto sullo stato del settore blockchain in Europa

By Vincenzo Cacioppoli - 17 Set 2022

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L’EU Blockchain Observatory and Forum (EUBOF) ha appena pubblicato un rapporto dettagliato aggiornato sullo stato attuale dell’ecosistema blockchain in Europa.

La prima versione del rapporto è stata pubblicata nel 2020. Lo studio aggiornato aggiunge nuovi paesi e segnala nuovi sviluppi relativi a blockchain e criptovalute in tutta Europa negli ultimi 2 anni.

Gli aggiornamenti sullo sviluppo della tecnologia blockchain in Europa

È appena uscito il nuovo dettagliato rapporto sulla situazione del settore della blockchain in vari paesi d’Europa, ad opera dell’EUBOF, l’osservatorio blockchain europeo. L’Osservatorio e Forum dell’Unione europea sulla blockchain mira ad accelerare l’innovazione blockchain e lo sviluppo dell’ecosistema blockchain all’interno dell’UE, contribuendo così a consolidare la posizione dell’Europa come leader globale in questa nuova tecnologia innovativa.

L’Institute For the Future (IFF) dell’Università di Nicosia e Netcompany-Intrasoft hanno guidato il team scientifico che ha prodotto questo interessante e molto dettagliato rapporto, che, oltre ai partner EUBOF, includeva importanti contributori e intervistati come per esempio  il vicepresidente del Parlamento europeo, l’eurodeputato Eva Kaili.

Il report analizza appunto i passi avanti sia dal punto di vista normativo e regolatorio e sia dal punto di vista dell’adozione e della tecnologia applicata alla blockchain in Europa negli ultimi mesi. Il rapporto prende in esame tutti i 27 Paesi facenti parte dell’Unione Europea, più la Gran Bretagna, il Liechtenstein, la Svizzera e la Norvegia.

Per ognuno di questi Paesi viene fornita una scheda informativa che analizza tutti i dati riscontrati a livello di sviluppo normativo e tecnologico per ciascun paese, che culmina poi in una valutazione del livello di maturità normativa ed ecosistemica per tutti loro nel complesso. Secondo il rapporto, Cipro, Francia, Malta, Estonia, Svizzera e Regno Unito sono i leader europei, combinando ecosistemi imprenditoriali maturi con quadri normativi chiari.

I risultati del report

Nel lungo report si legge:

“È stato riscontrato che un totale di sei paesi migliorano i livelli di maturità degli ecosistemi (Belgio, Slovacchia, Finlandia, Francia) o i loro ambienti normativi (Bulgaria, Regno Unito), con il Regno Unito e la Francia che avanzano al livello più alto delle principali nazioni blockchain d’Europa, per unirsi a Cipro, Estonia, Malta e Svizzera”. 

Il nostro Paese si troverebbe in una posizione assolutamente intermedia tra quelli più sviluppati sia a livello normativo che di adozione tecnologica.

Il report continua poi:

“L’Italia ha una serie di iniziative pilota sponsorizzate dallo stato volte a testare le applicazioni blockchain nel governo, nonché un gran numero di piloti privati, per lo più da istituzioni finanziarie, mentre fan di calcio token sono in aumento e stanno contribuendo in modo significativo all’adozione della blockchain nel paese. Il paese è stato uno dei primi al mondo a riconoscere la validità legale e l’applicabilità degli smart contract nel 2019”.

Il professor George Giaglis, direttore esecutivo dell’IFF, responsabile del report, ha dichiarato: 

“Siamo orgogliosi di aver collaborato con la Commissione europea e i nostri partner presso l’Osservatorio Blockchain dell’UE per pubblicare una versione aggiornata del nostro rapporto di punta sullo stato dell’ecosistema Blockchain europeo. Abbiamo condotto dozzine di interviste ad esperti in tutti i paesi europei e raccolto dati su iniziative normative, stato dell’ecosistema imprenditoriale, iniziative educative e comunità di pratica in ogni paese. Il risultato, a nostro avviso, rappresenta l’analisi più approfondita e aggiornata dello stato dell’ecosistema blockchain europeo fino ad oggi”.

Dal punto di vista normativo, il report cita l’importante passo avanti operato dal parlamento europeo a marzo con la definitiva approvazione del MiCA, il primo regolamento per il mondo delle criptovalute all’interno dell’Unione europea, che dovrebbe entrare a pieno regime solo a fine 2023. Oltre alla proposta MiCA, il report spiega come sia stata avanzata anche un proposta riguardante in generale il pacchetto della Finanza Digitale, che  include anche una proposta per un regime pilota sulle Infrastrutture di mercato DLT, una proposta per la resilienza operativa digitale e una proposta di chiarimento o modifica determinate norme dell’UE relative ai servizi finanziari.

Il report conclude:

“La Commissione è ben consapevole del potenziale della finanza decentralizzata (DeFi) e delle relative innovazioni per razionalizzare il settore finanziario e offrire servizi efficienti, solidi e trasparenti”.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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