Estonia: la prima licenza Bitcoin per la banca Striga
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Estonia: la prima licenza Bitcoin per la banca Striga

By Eliano Martellucci - 23 Set 2022

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L’Estonia concede alla banca Striga la licenza per poter trattare Bitcoin e criptovalute.

La banca Striga è il primo VASP autorizzato in Estonia: licenza Bitcoin rilasciata

Per la prima volta, l’Estonia concede una licenza per operare con Bitcoin e crypto alla banca Striga.

Bitcoin Magazine riporta così la notizia:

La grande novità è che Striga rappresenta il primo VASP (Virtual Asset Service Provider) ad essere approvato, dopo che l’Estonia ha emanato un quadro normativo più stringente per chi opera nel mondo crypto

A tal proposito, il Ministro delle Finanze del Paese ci tiene a sottolineare:

“Questo significa che la legislazione non contiene alcuna misura intenta a vietare ai clienti di possedere e scambiare asset virtuali e in nessun modo richiede agli utenti di condividere le loro chiavi private dei wallet”.

L’annuncio della nuova riforma è stato dato dalla Financial Intelligence Unit del Paese. Sono state rafforzate le misure per la prevenzione di attività, come il riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo. L’obiettivo è quello di permettere a consumatori ed investitori di operare in un ambiente più sano e sostenibile. 

Le nuove linee guida introdotte per i VASP

Per i VASP, invece, sono state introdotte nuove disposizioni e requisiti minimi da rispettare per poter ottenere la licenza. 

Primo fra tutti, è la procedura del KYC (Know Your Customer), che serve a qualsiasi fornitore di servizi finanziari, e non, di identificare la natura del cliente. Questo permette di limitare l’accesso a tutti quegli utenti che sono soliti svolgere attività non conformi alla legge e immorali. Tra queste rientrano l’evasione fiscale, il finanziamento di attività terroristiche e riciclaggio di denaro – anche se per quest’ultima ci sono delle disposizioni apposite chiamate AML (Anti Money Laundering).

Se il VASP in questione non è in grado di profilare adeguatamente l’utente, allora dovrà implementare un’analisi dei rischi in tempo reale.

Inoltre, chi intende offrire prodotti e servizi relativi all’ambito crypto deve avere in qualche modo una connessione geografica con il territorio locale. La sua attività, quindi, deve essere ricollegabile ai confini estoni. 

Per quanto riguarda questo punto, il Ministro delle Finanze dell’Estonia ha spiegato:

“Sotto le nuove regole, la Financial Intelligence Unit può negare la licenza laddove l’entità non svolge alcuna attività di business in Estonia, né ha un’apparente connessione con l’Estonia”.

Infine, l’istituzione che intende fare domanda al fine di ottenere la licenza, deve rispettare alcuni requisiti minimi di capitale. 

Secondo quanto dichiarato dal Ministro delle Finanze:

“I VASP dovranno presentare un capitale sociale minimo di €125.000 o €350.000, in base al tipo di servizio offerto, aumentato dall’attuale quota di 12.000 euro”.

Questo rappresenta il requisito più stringente, che crea delle barriere all’entrata maggiori, soprattutto per le società di più piccole dimensioni. 

Il lato positivo, però, è legato proprio a chi otterrà la licenza ufficiale per poter operare come VASP, che avrà sicuramente una struttura finanziaria più solida e stabile. In questo modo, si riuscirà a garantire una maggiore sicurezza ed affidabilità al cliente. 

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