Apple permetterà agli sviluppatori di vendere NFT in giochi ed app
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Apple permetterà agli sviluppatori di vendere NFT in giochi ed app

By Vincenzo Cacioppoli - 26 Set 2022

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Il colosso di Cupertino, Apple, ha deciso di permettere la vendita di NFT attraverso il suo App Store.

La vendita di NFT sullo store di Apple

Con un annuncio che era atteso da tempo, Apple ha fatto sapere che permetterà agli sviluppatori di vendere i propri NFT tramite il suo app store, all’interno di giochi ed app, anche se la cosa ha suscitato qualche perplessità nella comunità crypto.

Ora, gli sviluppatori delle app attuali possono vendere NFT all’interno delle app e le nuove app possono avere NFT al loro interno. Tuttavia, come evidenziato da alcuni, si punta l’attenzione sulla pesante commissione del 30% di ogni transazione NFT da parte di Apple. Evidentemente, quindi, il boom che ha riscosso lo scorso anno il mercato degli NFT ha attirato anche un colosso come Apple, che ha deciso evidentemente di lanciarsi in questo interessante mercato per fare ulteriore business, approfittando della sua posizione dominante sul mercato delle app, grazie al suo App Store.

Molte start up proprio per questo motivo sembrano non essere affatto interessate ad utilizzare l’App store, mentre secondo la societa, molte sarebbero state già le richieste da parte di sviluppatori e start up. Molte start up accusano che le regole che avrebbe imposto loro Apple e le commissioni al 30% rendono impossibile utilizzare l’App Store. 

Apple è cercata di correre ai ripari, riducendo la commissione al 15% per le aziende che fatturano sotto al milione di dollari, ma la risposta delle società del settore continua a rimanere assai debole. Basti pensare che il costo delle transazioni media si aggira intorno al 2%, 3%. 

Ma non sono solo le alte commissioni ad allontanare gli sviluppatori dell’App Store, ma anche altre regole, come quella per esempio che le transazioni devono essere effettuate in dollari o altre valute, e non criptovalute.

Arthur Sabintsev della società blockchain Pocket Network, ha dichiarato  alla pubblicazione di questo annuncio da parte di Apple, che questo problema:

“rende davvero difficile dargli un prezzo perché devi programmare tutti questi valori in modo dinamico”.

Sabintsev ha affermato, perciò, di aver consigliato a uno dei suoi clienti di consentire agli utenti di acquistare valuta in-app:

“Nello stesso modo in cui lo fanno alcuni giochi. Acquistano la valuta e quella transazione fa guadagnare ad Apple il 30%, quindi la spendono in-app per le offerte”.

Gli obiettivi incerti di Apple

Apple avrebbe anche richiesto a tutti gli sviluppatori che hanno rilasciato giochi con NFT di trasferirli solo come acquisti in-app. Un regola che lede il principio della disintermediazione tipica degli asset crittografici basati su blockchain, che possono essere trasferiti liberamente tra portafogli crittografici senza necessità di supervisione di terze parti. In tal caso, gli NFT vengono venduti in modalità peer-to-peer senza commissioni aggiuntive ad eccezione delle “commissioni del gas” o di una “tassa di vendita” imposta dal gioco stesso.

Per alcuni addirittura tutte queste regole fanno sembrare che non ci sia una grande interesse reale da parte di Apple di sviluppare questo settore degli NFT, che nei primi mesi del 2022 ha subito un forte rallentamento, sulla scia dei grandi cali del mercato delle criptovalute. 

Alexei Falin, CEO della nota piattaforma NFT Rarible, ha affermato:

“Sembra che la posizione sia che Apple non voglia davvero che gli utenti [dell’App Store] siano in grado di acquistare o vendere NFT. È quasi impossibile perché si tratta di abbonamenti fissi o prezzi fissi”.

Falin ha anche sostenuto come ci siano voluti diversi mesi per avere l’ao di rarible sull’App store, contro i pochi giorni per Google Play Store. L’App Store di Apple attualmente ospita già 3,59 milioni di app e 984.000 giochi.

Mentre Apple sembra adottare una politica sostanzialmente restrittiva verso tutto ciò che riguarda gli NFT, altri colossi sembrano, invece, voler puntare con decisione soprattutto alla luce dei nuovi sviluppi che si potrebbero avere con il Web3 e il Metaverso.

Disney vuole sviluppare la sua idea di metaverso

La società nei giorni scorsi ha inserito un annuncio di lavoro su Linkedin per la ricerca di un avvocato specializzato in transazioni su asset digitali con particolare riferimento al mondo degli NFT, per esplorare nuove opportunità tecnologiche.

L’annuncio di lavoro recita:

“Partecipa con i team aziendali mentre pianificano nuovi progetti tecnologici emergenti globali in segmenti supplementari, come il metaverso e la finanza decentralizzata.

Aiutare nell’esecuzione della due diligence per progetti NFT, blockchain, mercati di terze parti e fornitori di servizi cloud e nella negoziazione e stesura di accordi complessi per tali progetti”.

D’altra parte il CEO della società, Bob Chapek, ha più volte affermato, l’ultima il 10 settembre scorso, che Disney è pronta ad esplorare la nuova frontiera del metaverso:

“Lo chiamiamo storytelling di prossima generazione. Non usiamo la parola Metaverso troppo spesso perché ci sono così tanti capelli.”

A febbraio la Disney aveva assunto un manager di Business Development con specifico focus sul mondo degli NFT. L’ex CEO della Disney aveva affermato mesi fa di esser rimasto stupito di quanti oggetti Disney in NFT avesse trovato sulla piattaforma OpenSea, di cui la maggior parte senza i diritti per crearle, quindi piratate.

Sempre a febbraio la società le prime quattro collezioni di NFT, col nome di “Golden Moments”, una per ogni franchise della Disney: Pixar, Star Wars, Marvel e studio d’animazione. Le collezioni sono andate sold out in poche ore sulla piattaforma Veve, che si è occupata delle vendite.

Il settore degli NFT ha già conquistato il mondo della moda, con i principali brand del settore, da Gucci a Prada a Richmond, Cartier Hublot e Nike che hanno già lanciato collezioni uniche in NFT nei mesi scorsi.

Ad agosto il colosso del caffè Starbucks ha lanciato il suo programma reward in NFT, mentre il mondo dello sport sta trovando proprio negli NFT una nuova forma di allargare il proprio business, grazie alle nuove possibilità di interazione con i propri fan.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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