Nasdaq sceso ai minimi da ottobre 2020
Nasdaq sceso ai minimi da ottobre 2020
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Nasdaq sceso ai minimi da ottobre 2020

By Marco Cavicchioli - 11 Ott 2022

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Ieri l’indice Nasdaq 100 (NDX) ha perso un ulteriore 1%, portandosi sotto gli 11.000 punti. 

Si tratta di un livello così basso da non venire toccato addirittura da ottobre 2020. 

Nasdaq: l’indice tecnologico raggiunge i minimi di ottobre 2020

Con il crollo dei mercati finanziari di marzo 2020, dovuto all’inizio della pandemia, il valore di questo indice scese addirittura sotto i 7.000 punti, ma grazie alle iniezioni di liquidità della Fed a fine aprile era già tornato quasi a 9.000 punti. 

A fine giugno dello stesso anno superò per la prima volta nella storia quota 10.000 punti, facendo registrare il nuovo massimo storico assoluto, mentre la prima volta che raggiunse gli 11.000 fu a metà luglio, ovviamente con un nuovo record. 

Quindi la discesa degli ultimi giorni lo ha riportato su livelli raggiunti per la prima volta a luglio 2020, grazie alla poderosa immissione di liquidità della Fed sui mercati finanziari che in soli quattro mesi aveva prima fatto recuperare tutto ciò che era stato perso con l’inizio della pandemia, e poi aveva prodotto un’ulteriore crescita del 14%. 

A partire da agosto 2020 la continuazione della crescita dovuta al QE della Fed aveva rallentato per qualche mese, tanto che dopo un picco ad oltre 12.000 punti l’indice Nasdaq 100 era tornato sugli 11.000 punti a fine ottobre. Dai primi di novembre 2020 iniziò un’ulteriore fase di crescita che per quasi due anni non ha più permesso ad NDX di tornare sulla soglia degli 11.000 punti, abbattuta ieri con la chiusura a 10.926. 

Il picco massimo della bullrun del 2021 è stato toccato a novembre, con addirittura 16.764 punti. Da novembre 2020 la crescita accumulata fu del 53%. 

Tuttavia, non appena la Fed ha smesso di inondare i mercati di liquidità la crescita si è arrestata, e quando ha iniziato a ritirare liquidità per cercare di frenare l’escalation dell’inflazione è scoppiata la bolla speculativa che aveva iniziato a formarsi ad aprile 2020. 

Il livello attuale del Nasdaq, probabilmente non a caso, è quello che raggiunse a luglio 2020 quando la prima fase della crescita dovuta al QE si arrestò per qualche mese. Quindi possiamo affermare che sono stati persi tutti i guadagni generatisi durante la seconda fase di crescita, ovvero da novembre 2020 a novembre 2021, nella fase più clamorosa della bolla speculativa. 

La corsa al ribasso è finita?

A questo punto resta da capire se lo sgonfiamento di questa bolla si arresterà, dato che ora è stata spazzata via tutta la crescita ingiustificata accumulata durante la seconda fase della bullrun causata dal QE. 

In fondo il livello attuale è solo del 13% superiore ai livelli precedenti al crollo di marzo 2020, quindi potrebbe anche essere un livello sostenibile dato che la Fed di certo non ritirerà dal mercato tutta la liquidità immessa nel 2020 e nel 2021. 

Anzi, se da febbraio 2020 a marzo 2022 il bilancio della Fed è passato da 4.200 miliardi di dollari ad un incredibile 8.900 miliardi, da allora è sceso solamente fino a 8.759 miliardi di dollari. Quindi il ritiro della liquidità dai mercati in realtà sta procedendo molto più lentamente della sua immissione, tanto da far presupporre che la Fed non ritirerà gran parte della liquidità immessa nel 2020 e nel 2021. 

Va aggiunto che questo ritiro ha subito un’accelerazione a partire da metà settembre, quindi è di fatto attualmente nella sua fase più acuta. 

Bisogna, però, ricordare che i mercati anticipano sempre gli eventi, tanto che la fine della bullrun a novembre 2021 ha preceduto di parecchi mesi la fine effettiva del QE. Non appena la Fed fece sapere che avrebbe ridotto gli acquisti sui mercati finanziari, riducendo quindi al tempo stesso la creazione di moneta, i mercati stessi hanno iniziato quasi immediatamente a prezzare questa riduzione, tanto che la bullrun si fermò. 

Questo accadde quando ancora la Fed stava creando moneta per immettere liquidità sui mercati finanziari, ovvero gli investitori e gli speculatori cercarono di anticipare il nuovo trend che avrebbe inevitabilmente portato al QT (Quantitative Tightening, l’inverso del QE). 

Quando poi ad aprile 2022 la Fed smise di creare moneta, i mercati reagirono subito con un ulteriore crollo, prezzando già in anticipo il QT quando non era ancora iniziato. 

Infatti, il 4 aprile 2022 iniziò la seconda forte fase di calo dell’indice Nasdaq 100 del 2022, mentre la vera e propria riduzione del bilancio della Fed iniziò dopo la metà di maggio. 

I mercati cercano sempre di anticipare gli eventi, “scontando” le possibili notizie future sui prezzi. Quindi in realtà il QT è già stato prezzato da tempo, compresa la sua intensificazione. 

La terza forte fase di calo dell’indice Nasdaq 100 del 2022 è iniziata il 22 agosto, mentre l’accelerazione del QT è iniziata dopo la metà di settembre. 

L’evoluzione della politica monetaria

Per capire come i mercati potrebbero reagire nelle prossime settimane, o nei prossimi mesi, agli ulteriori cambiamenti della politica monetaria della Fed bisognerebbe avere un’idea abbastanza chiara della direzione che potrebbe prendere a tal proposito la Banca Centrale statunitense. 

In questo momento, in realtà, c’è molta incertezza, perché se da un lato circolano prepotentemente ipotesi riguardanti un possibile ulteriore inasprimento dell’attuale politica monetaria restrittiva della Fed, con tassi di interesse sempre più alti ed un QT di lunga durata, dall’altro c’è, invece, chi crede che la Fed prima o poi possa optare per un leggero allentamento, vista la situazione economica. 

Il rischio che tutto ciò contribuisca ad innescare una forte e duratura recessione c’è, quindi non è assurdo immaginare che la Fed possa voler evitare questo scenario rendendo un po’ meno restrittiva la sua politica monetaria. 

Molto probabilmente dipenderà dall’inflazione, perchè se dovesse continuare a scendere come negli ultimi due mesi potrebbe in effetti esserci spazio per un allentamento. Se invece dovesse ri-acuirsi lo scenario facilmente potrebbe diventare ancora più cupo di quanto non sia già. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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