Mike Winkelmann e il suo museo per esporre arte digitale
Mike Winkelmann e il suo museo per esporre arte digitale
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Mike Winkelmann e il suo museo per esporre arte digitale

By Alessia Pannone - 27 Ott 2022

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Mike Winkelmann, meglio conosciuto come Beeple, sta costruendo un suo museo per esporre l’arte digitale, ovvero l’arte che ha a che fare con gli NFT, non fungible token.

Il museo progettato da Winkelmann sarà in parte adibito a studio e in parte spazio espositivo per mostre temporanee, senza tempi lunghi prefissati, di arte digitale.

L’annuncio è stato fatto da Winkelmann alla conferenza Tech Live del Wall Street Journal.

Beeple ha, infatti, dichiarato che, grazie anche alla ormai storica vendita da Christie’s per quasi 70 milioni di dollari l’anno scorso, sta progettando uno spazio espositivo di 50.000 piedi quadrati a Charleston, nella South Carolina, per mettere in mostra l’arte digitale, inclusa la sua.

Come sarà strutturato il museo di Mike Winkelmann 

Come già anticipato, Beeple ha dichiarato che, anche se una parte dello spazio sarà utilizzato come studio, la proprietà sarà utilizzata principalmente come museo pubblico.

L’artista ha confessato la sua preoccupazione in merito al fatto che l’arte digitale NFT non stia ottenendo la visibilità che merita nel mercato dell’arte tradizionale. Dunque, la decisione di Winkelmann è quella di esporre le opere degli artisti digitali che più ammira e che più ritiene interessanti, oltre alla sua.

Inoltre, Beeple ha aggiunto di non aver intenzione di vendere le opere di questi artisti, in quanto vuole che il museo rimanga uno spazio non commerciale. Tra le novità rispetto a un museo tradizionale, ha raccontato alla conferenza, l’intenzione è quella di accorciare i tempi delle mostre rispetto alla maggior parte delle gallerie d’arte o dei musei tradizionali.

Dunque, invece di impiegare mesi per organizzare uno spettacolo e lasciarlo identico per uno svariato lasso di tempo, Winkelmann cercherà di cambiare l’arte digitale esposta senza l’immobilismo tipico delle mostre a cui si è abituati.

Perchè Beeple vuole creare un museo di arte digitale 

L’iniziativa di Winkelmann non parte a caso. Infatti, come dichiara lui stesso, l’idea arriva anche sull’ondata di difficoltà che gli artisti digitali stanno affrontando negli ultimi tempi, a causa delle scarsa domanda per le loro opere NFT.

Infatti, molto scarsa è la frenesia per le opere NFT ora, rispetto all’iniziale eccitazione che aveva pervaso tutti al culmine della pandemia di Covid-19.

A tal proposito Beeple confessa:

“Quando il mercato delle criptovalute è quasi crollato questa primavera, ha portato con sé il mercato dell’arte basata su NFT: la casa d’aste Christie’s ha venduto solo $ 4,6 milioni di NFT durante la prima metà di quest’anno, rispetto ai $ 150 milioni dell’anno scorso” ha dichiarato lo stesso Beeple alla conferenza Tech Live del Wall Street Journal.

Pare che, negli ultimi anni, Winkelmann ha visitato musei in tutto il mondo per avere un’idea migliore di come i curatori e i visitatori presentano e interagiscono con l’arte digitale.

“Il mio spazio espositivo nella Carolina del Sud si concentrerà sull’esperienza reale dell’arte digitale, piuttosto che sulla speculazione che la circonda”.

Le preoccupazioni di Mike Winkelmann riguardo l’arte NFT 

Il signor Winkelmann ha affermato che intende trarre vantaggio dalle lezioni apprese come fenomeno dell’arte digitale NFT per aiutare altri artisti emergenti durante la recessione

Beeple è speranzoso e si aspetta che l’arte digitale sopravviva all’attuale clima di mercato, anche se ha messo in conto la probabilità che si verifichi una vagliatura di opere d’arte minori. Allo stesso modo in cui la tecnologia NFT, che non ha valore di intrattenimento o ampia utilità, probabilmente perderà valore e scomparirà.

Inoltre, Winkelmann ha aggiunto:

“Siamo decisamente in un inverno crittografico. Le persone sono iperconcentrate sui prezzi e cose del genere, e penso che l’obiettivo corretto sarebbe costruire cose che avranno un valore a lungo termine nello spazio. La tecnologia fondamentale non è cambiata negli ultimi sei mesi. Se ti concentri sulla fornitura di prodotti che le persone trovano divertenti o utili, andrà tutto bene.”

Il signor Winkelmann ha detto di aver tirato fuori parte della sua fortuna dalle criptovalute prima che il mercato crollasse, ma da allora l’ha reinvestito.

Beeple si unisce definitivamente ai grandi artisti che aprono i propri musei e prospetta che i suoi mostrino l’arte digitale in modo diverso rispetto alla proliferazione di produzioni artistiche immersive che stanno spuntando ultimamente, incentrate su artisti come Vincent Van Gogh.

Winkelmann è anche consapevole che può fare molto di meglio rispetto alle poche gallerie blue-chip, le quali mostrano arte digitale che inghiotte le stanze. Questo perché le tecnologie blockchain rappresentano un modo molto più significativo per raccogliere il lavoro, a detta di Beeple.

Internet Festival: l’arte al tempo degli NFT

Durante lo scorso Internet Festival si è parlato dell’“L’arte al tempo degli NFT e della Blockchain”, in un pomeriggio di approfondimenti, curato da Lorenzo Guasti e Serena Tabacchi.

In particolare, si è parlato della vendita dell’’11 marzo 2021 dell’opera d’arte NFT “The first 5000 days” dell’artista Beeple. Il collage contenente le sue prime cinquemila opere giornaliere, è stato battuto all’asta da Christie’s per 70 milioni di dollari.
Dopo questa vendita, il mondo dell’arte e del collezionismo è cambiato per sempre e non sarà mai più lo stesso. 

In quanto, prima degli NFT, anche per il più famoso artista digitale, è sempre stato difficile reclamare il proprio posto nel mercato dell’arte, a causa dell’impossibilità di rendere unica e non riproducibile la sua opera.

Lorenzo Guasti, curatore dell’Internet Festival, dichiara

“Gli NFT rendono unici e originali tutti i prodotti artistici digitali. Prima dei token, c’era il rischio di duplicazioni o contraffazioni. Con gli NFT diventa impossibile, perché l’NFT è uno smart contract, cioè un contratto scritto su una blockchain. E, una volta che è scritto nella blockchain, diventa indelebile e non falsificabile. Dunque, diventa un exchange che può essere venduto o comprato”.

Infatti, gli NFT hanno permesso agli artisti di sperimentare una tecnologia che prima di allora era accessibile solo a chi aveva una conoscenza più tecnica. Inoltre, hanno permesso agli artisti di connettersi tra loro tramite piattaforme, marketplace o social media.

Alessia Pannone

Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.

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