L’emittente di USD Coin non andrà in Borsa
L’emittente di USD Coin non andrà in Borsa
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L’emittente di USD Coin non andrà in Borsa

By Marco Cavicchioli - 6 Dic 2022

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Ieri il co-fondatore e CEO di Circle, la società che emette USD Coin, ha rivelato la cessazione della proposta di transazione deSPAC. 

Dal punto di vista tecnico si tratta della risoluzione reciproca della proposta di aggregazione aziendale tra Circle Internet Financial e Concord Acquisition Corp, società quotata in Borsa al NYSE con il ticker CND. 

La proposta di aggregazione aziendale era stata annunciata a luglio 2021, e poi successivamente modificata a febbraio 2022. Nel caso in cui fosse andata in porto, Circle sarebbe diventata un’azienda quotata in Borsa. 

La cessazione della proposta aggregazione aziendale è stata approvata da entrambi i consigli di amministrazione di Circle e Concord, ma la collaborazione tra le due società continuerà. 

Allaire ha dichiarato che Concord è stata una partner forte durante questo processo, e che sono delusi dal fatto che i termini per portare a compimento l’aggregazione siano scaduti. Nonostante ciò Circle mantiene in vita la strategia di diventare una società pubblica andando in borsa, per migliorare fiducia e trasparenza. 

Circle e USD Coin

La società è stata creata nel 2013 da Jeremy Allaire e Sean Neville, ed ha sede a Boston. 

Inizialmente è stata finanziata da Goldman Sachs, ma in seguito si sono aggiunti anche BlackRock, Fidelity Investments, Marshall Wace e Fin Capital. 

Nel 2018 raccolse 110 milioni di dollari in capitale di rischio per creare USD Coin (USDC), una stablecoin completamente collateralizzata in dollari. 

Nel terzo trimestre del 2022 Circle ha avuto entrate totali di 274 milioni di dollari, con 43 milioni di utile netto, chiudendo il trimestre con quasi 400 milioni in liquidità.

USD Coin

USD Coin, ovvero USDC, è al momento la seconda stablecoin al mondo per capitalizzazione di mercato. 

Il suo prezzo ovviamente non ha risentito della notizia del fallimento della fusione con Concord, rimanendo sempre fisso attorno a 1$. 

Nel corso di quest’anno però la sua capitalizzazione di mercato ha avuto due forti crescite seguite da due cali. 

La prima crescita c’è stata da fine 2021 fino a marzo 2022, con la capitalizzazione salita a 53,5 miliardi di dollari. 

Tra aprile ed i primi di maggio era poi scesa fin sotto i 49 miliardi, ma con l’implosione della stablecoin algoritmica UST e le paure per la tenuta di USDT, a giugno era salita fin oltre i 56 miliardi. 

Da luglio è iniziato un calo che ha portato fino ai 42 miliardi di inizio novembre, prima che il fallimento di FTX portasse di nuovo paura sui mercati crypto facendo di nuovo scendere la capitalizzazione di USDT e salire quella di USDC fino agli attuali 43 miliardi. 

Per quanto riguarda il prezzo, invece, non si sono registrati significativi scostamenti dal peg con il dollaro. 

La quotazione in Borsa

Sebbene l’idea di quotarsi in Borsa, grazie alla fusione con Concord, risalga all’anno scorso, è dopo l’implosione dell’ecosistema Terra/Luna di maggio, con la capitolazione totale e definitiva di UST, che sembrava essere diventata davvero importante. 

Infatti, le società quotate in Borsa hanno obblighi decisamente maggiori nei confronti degli azionisti, come quello di rivelare pubblicamente le proprie operazioni principali e condividere bilanci e situazione finanziaria. 

Per l’emittente di una stablecoin sarebbe stato piuttosto utile avere l’obbligo di pubblicare queste informazioni tramite la SEC, in modo da fare maggiore solidità al suo business, e fiducia agli utilizzatori. 

Quando a maggio iniziò la fuga di USDT, si credeva che USDC avrebbe potuto scalzarla dal mercato grazie ad un’ipotetica maggiore solidità. Ciò invece non è avvenuto, tanto che ora USDT ha di nuovo preso le distanze, con una capitalizzazione di 65 miliardi di dollari ed un volume di scambi di una dozzina di volte maggiore. 

Senza la quotazione in Borsa appare difficile che USDC possa sfidare USDT, anche perchè USDT è davvero molto utilizzato come token di scambio, e non solo per fare trading sugli exchange crypto. 

Pertanto non stupisce che il CEO di Circle abbia dichiarato che intendono ancora quotarsi in Borsa, solo che non potranno farlo tramite una fusione con Concord. 

Le stablecoin

Concentrandosi solo sulle stablecoin in dollari, attualmente ne esistono tre principali, con USDT che domina il mercato seguita a ruota da USDC, e BUSD di Binance che capitalizza meno della metà di USDC. Tuttavia, proprio grazie a Binance, il volume di scambio di BUSD sui mercati crypto è più del doppio di quello di USDC. 

Nonostante USDC sia quella maggiormente regolamentata, gli operatori dei mercati crypto continuano a preferire soprattutto USDT, ed in seconda battuta BUSD.

Al quarto posto c’è la stablecoin algoritmica DAI, con solo 5 miliardi di dollari di capitalizzazione ed un volume di scambi irrisorio confronto a quello delle prime tre. 

Tutte le altre stablecoin in dollari, comprese Pax Dollar, TrueUSD, USDD e Gemini USD, non hanno né volumi né capitalizzazione di mercato significativi. 

Il fatto che USDC non sia riuscita a superare USDT nemmeno quest’anno, e non riesca nemmeno a superare BUSD per volumi di scambio, la dice lunga sulle preferenze degli operatori dei mercati crypto, che preferiscono stablecoin emesse da società crypto a quelle emesse da società perfettamente regolamentate. È possibile che giochi un ruolo chiave la privacy in questa scelta, dato che essendo Circle una società completamente regolamentata si pensa che il livello reale di privacy di USDC sia inferiore. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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