L’aggiornamento sulla class action di Elon Musk Dogecoin: in programma la conferenza del tribunale
L’aggiornamento sulla class action di Elon Musk Dogecoin: in programma la conferenza del tribunale
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L’aggiornamento sulla class action di Elon Musk Dogecoin: in programma la conferenza del tribunale

By Alessia Pannone - 13 Dic 2022

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La class action per Elon Musk ai danni della Dogecoin Foundation è stata recentemente aggiornata dopo che, nella giornata di ieri, i querelanti hanno depositato il secondo reclamo modificato. Infatti, ora è in programma la conferenza del tribunale. 

La Dogecoin Foundation è una società del Colorado che ha creato e gestisce Dogecoin in collaborazione con Elon Musk dal 2018. Si ricorda, inoltre, che la crypto Dogecoin è diventata prestigiosa proprio dal momento in cui Musk, il genio di Tesla e ora proprietario di Twitter, ne ha dimostrato il suo supporto. 

La seconda denuncia a carico di Elon Musk nel caso Dogecoin

Dopo sei mesi di ulteriori garanzie e violazioni RICO da parte di Elon Musk, i querelanti hanno presentato la seconda denuncia, modificata lunedì 12 dicembre, con il permesso della Corte

Nello specifico, questa include tutta la condotta del signor Musk da quando la denuncia originale è stata presentata il 16 giugno 2022 e un’ulteriore manipolazione delle scorte, dopo che la denuncia modificata è stata presentata il 6 settembre 2022.

La SEC, Securities and Exchange Commission, l’8 settembre 2022 ha annunciato che quasi tutte le criptovalute sono in realtà titoli regolati dalle leggi sui titoli, che hanno richiesto modifiche supplichevoli. La Corte ha quindi programmato una conferenza per il 20 gennaio 2023 e gli imputati hanno assunto un avvocato.

Inoltre, gli accusatori di Musk hanno annunciato che un nuovo querelante, dopo aver risposto al loro avviso statutario SEC, è stato aggiunto poiché aveva perso $150.000 scambiando Dogecoin. Inoltre, altri quattro querelanti sono stati rimossi in modo che ci siano solo cinque rappresentanti di classe totali.

L’accusa afferma inoltre che molti membri della classe hanno perso denaro nella gamma $60.000 – $75.000 e ci sono circa due milioni di membri della stessa che hanno perso collettivamente miliardi di dollari. I querelanti hanno identificato almeno uno dei portafogli Dogecoin di Musk che coincide con il suo pompaggio e scarico di Dogecoin. 

Dogecoin è un’impresa criminale multimiliardaria: le parole dei querelanti su Elon Musk 

I querelanti, in merito a Elon Musk e alla Dogecoin Foundation, non si sono risparmiati nell’esprimere le loro opinioni, sostenendo:  

“Insieme, Musk, la Dogecoin Foundation e Tesla sono impegnati in un’impresa criminale multimiliardaria che ha frodato milioni di persone, compresi i nostri cinque querelanti e la classe dei possessori di Dogecoin su miliardi di dollari. Tre esperti indipendenti affermano che Musk è responsabile della manipolazione di Dogecoin e i querelanti hanno trattenuto un perito, Stan Smith,per dimostrare come e perché Dogecoin non è altro che uno schema piramidale/Ponzi.” 

Inoltre, seguendo ancora ciò che i querelanti sostengono, mentre Musk ha aumentato il prezzo del 36.000% dal 2019 al 2021 (da $ 0,002 a $ 0,73), successivamente il prezzo è sceso del 90% (da $0,73 a $0,05) ed è salito solo a $ 0,08 – $ 0,10 di recente a causa dell’acquisto di Twitter da parte di Musk e dell’ulteriore pompaggio illegale di Dogecoin. 

Invitano, infine, chiunque abbia perso denaro scambiando Dogecoin o detenga Dogecoin in perdita, a partecipare gratuitamente all’azione legale collettiva, insieme anche a chiunque abbia pagato commissioni di cambio Dogecoin, commissioni minerarie o commissioni spread dal 16 giugno 2016. 

Non è la prima volta per Musk: tutte le denunce e le accuse dopo l’acquisizione di Twitter 

La denuncia a carico di Musk sul caso della Dogecoin Foundation, non è purtroppo la prima per l’imprenditore di Tesla. Anzi, si va solo ad aggiungere ad una collezione che Musk ha alimentato dal momento in cui è diventato il nuovo CEO di Twitter solo qualche mese fa.

Infatti, da quando ha acquistato Twitter, Elon Musk non smette di essere al centro dell’attenzione mediatica. Dopo le polemiche per i sondaggi, come quello su Trump, per le spunte blu a pagamento e per i licenziamenti di massa, ora le autorità di San Francisco stanno indagando in merito al fatto che alcune stanze della sede della società sembra siano state trasformate in dormitori senza alcun permesso. 

Così, letti e tende che, nella denuncia di alcuni dipendenti sembrerebbero rispondere alla richiesta di un lavoro ad alta intensità di cui il magnate ha parlato per il suo Twitter 2.0, hanno nuovamente attirato l’attenzione delle autorità.

Dunque, secondo alcune fonti, sembra che, citando alcuni dipendenti, in diversi uffici sono stati messi letti, in alcuni casi fino ad otto, e tende che sembrano rispondere alla richiesta di “lavoro duro e ad alta intensità” di cui Elon Musk necessita. 

Alcuni dipendenti, in particolare, hanno denunciato alle autorità le modifiche avvenute senza che nessuna richiesta di adibire parte dell’edificio a uso residenziale sia stata avanzata. Il dipartimento di San Francisco che si occupa dell’ispezione dei palazzi intende, infatti,  controllare la sede di Twitter dopo le denunce.

Musk e i cambiamenti di Twitter: 1,5 miliardi di profili pronti per essere eliminati 

Come anticipato, Elon Musk ha portato non pochi cambiamenti da quando è diventato il CEO di Twitter e, nella maggior parte dei casi, questi non sono stati in nessun modo ben accetti dai dipendenti in primis.

Ora, un’altra delle ultime novità che il genio di Tesla vuole apportare a Twitter è l’eliminazione di 1,5 miliardi di profili dalla piattaforma. Elon Musk, ha recentemente annunciato tramite un post quanto segue: 

“Twitter inizierà presto a liberare lo spazio occupato da 1,5 miliardi di profili. Si tratta di ovvie cancellazioni di account che risultano senza tweet e senza accesso da anni.” 

In sede, invece, previsti i robot e via al licenziamento di massa, che ha portato ai danni di Musk a una citazione in giudizio da parte dei dipendenti lesi dal provvedimento. I quali sostengono che i licenziamenti di massa di Musk hanno innescato molteplici violazioni dei diritti dei lavoratori.

A questo, inoltre, si aggiunge la denuncia di due addetti delle pulizie presso la sede di Twitter a San Francisco, che hanno raccontato alla BBC di essere stati licenziati senza ricevere alcuna indennità. 

I lavoratori hanno aggiunto che le loro mansioni saranno sostituite da robot. Un senatore californiano ha commentato che Musk sta trattando l’ex staff “come spazzatura”. E il procuratore della città di San Francisco, David Chiu, ha annunciato un indagine per verificare se il miliardario abbia violato la legge.

Non finisce qui, perché ulteriori fonti riferiscono di come, sotto la guida di Musk, la vita per i dipendenti di Twitter sia radicalmente cambiata. Se prima potevano lavorare ovunque, ora sono costretti alla loro scrivania nel tentativo di mostrare quella dedizione alla Twitter 2.0 che Musk non solo chiede, ma pretende per conservare i posti di lavoro.

Alessia Pannone

Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.

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