HomeCriptovaluteLa crypto Cronos (CRO) ha leggermente recuperato

La crypto Cronos (CRO) ha leggermente recuperato

Attorno alla metà di dicembre il prezzo della crypto Cronos (CRO) era sceso ai minimi annuali, sotto quota 0,056$. 

Cronos è entrato in sofferenza a causa del fallimento di FTX, perchè CRO è la criptovaluta di Crypto.com. 

Le paure riguardo Crypto.com e la sua crypto Cronos (CRO)

FTX era uno dei maggiori exchange crypto del mondo. Era centralizzato e regolamentato, quindi in molti credevano che fosse solido e gestito a dovere. 

Invece, con la sua implosione si è scoperto che non lo era affatto: era gestito molto male ed aveva fondamenta debolissime. Il fatto che avesse sede nelle Bahamas per molti ha significato che i controlli delle autorità sulla sua gestione siano stati troppo pochi e troppo poco approfonditi, consentendo di fatto una malagestione che difficilmente viene consentita in altri Paesi. 

Dopo il suo crollo, poco prima della metà novembre hanno iniziato a circolare varie ipotesi secondo cui anche l’exchange crypto regolamentato Crypto.com potesse avere gli stessi problemi. 

Infatti, durante i giorni del crollo del token FTT di FTX, anche CRO perse il 33%, passando da 0,12$ a 0,08$ in soli tre giorni. 

Però un breve recupero sopra quota 0,09$, il prezzo è tornato a scendere, toccando gli 0,057$ il 14 novembre. 

In quei momenti c’era il timore che il crollo di FTX contagiasse anche altri exchange, e Crypto.com era uno di quelli su cui si concentravano tali timori. 

Invece Crypto.com ha retto molto bene a quel momento di panico, tanto che già il giorno successivo il prezzo di CRO era tornato a 0,076$. 

Non si trattava però di un vero e proprio recupero, ma solo di un rimbalzo tecnico, tanto che a partire dal giorno successivo è iniziata una nuova corsa al ribasso. 

In quelle settimane c’era la paura che l’exchange non riuscisse a far fronte all’immensa richiesta di prelievi da parte dei clienti, con diverse voci che lo davano sull’orlo del fallimento. Ciò non è accaduto, perchè Crypto.com ha continuato ad elaborare tutti i prelievi senza apparenti problemi, ma il prezzo di CO ha continuato a scendere fino a far registrare il nuovo minimo annuale due volte, il 17 ed il 20 dicembre, a poco più di 0,055$. 

La dissoluzione dei timori

A partire dal 21 dicembre tali dimori però sembra abbiano iniziato a dissolversi. 

Non si può ancora affatto dire che si siano già dissolti, ma dato che Crypto.com continua a non avere problemi a soddisfare tutte le richieste di prelievo, e visto che tali richieste sono in calo rispetto ai picchi delle scorse settimane, sembra proprio che tale dissoluzione sia perlomeno iniziata. 

Il 25 dicembre il prezzo di CRO era tornato brevemente sopra gli 0,06$, mentre ora è sceso a 0,057$. 

In altre parole la fase calante potrebbe anche essersi conclusa, mentre ora potrebbe essersi innescata una fase di lateralizzazione sopra gli 0,055$. 

Non bisogna però dare nulla per scontato, perchè in una situazione di sofferenza simile bastano poche notizie cattive per far riprendere la discesa. 

Oltretutto l’intero mercato crypto non sta passando un buon momento, sebbene sia ormai da metà novembre in una fase di lateralizzazione per certi versi simile a quella di CRO dell’ultima settimana. 

Il 2022 della crypto Cronos (CRO)

Il 2022 è stato un anno pessimo per la criptovaluta Cronos, ma il giudizio migliora un po’ se si analizza il suo andamento sul lungo periodo. 

Il picco massimo storico lo ha toccato a novembre dell’anno scorso quando per un breve momento superò gli 0,96$. La perdita accumulata da allora supera il 94%. 

Ad inizio 2022 il prezzo era di circa 0,55$, ovvero dieci volte quello attuale. 

Ma il picco di novembre 2021 è stato causato dal gonfiarsi di una clamorosa bolla speculativa. 

Infatti, a novembre 2020, prima che iniziasse l’ultima grande bull run dei mercati crypto, il prezzo era inferiore agli 0,06$, quindi nel corso del 2021 ha fatto segnare un eccellente +1.500%. 

La cosa curiosa è che lo scoppio della bolla ha riportato il prezzo di CRO nel corso del 2022 più o meno agli stessi livelli pre-bolla. Per questo motivo è possibile che il crollo sia terminato, a meno di ulteriori notizie negative. 

Va però detto che nel corso del 2020 il prezzo aveva toccato un picco a 0,17$, ovvero quasi tre volte il livello attuale. Questo suggerisce piuttosto chiaramente che per Cronos la situazione attuale è davvero di forte sofferenza. 

Il raddoppio degli utenti

Di recente però proprio Crypto.com ha pubblicato un report secondo il quale nel corso del 2023 i proprietari di criptovalute a livello globale potrebbero quasi raddoppiare. 

Il report svela che nel 2022 si è comunque verificato un aumento dell’utilizzo delle criptovalute a livello globale, nonostante le difficili condizioni macroeconomiche. Infatti il numero complessivo di persone al mondo che posseggono criptovalute avrebbe superato la soglia dei 400 milioni, raggiungendo i 402 milioni a novembre. 

Il tasso medio di crescita mensile nel corso del 2022 è stato del 2,9%, e secondo le previsioni di Crypto.com nel 2023 potrebbero diventare tra i 600 e gli 800 milioni. Si tratterebbe del 10% dell’intera popolazione mondiale. 

Da notare che nel 2022 in nessun mese si è verificato un decremento degli utilizzatori di criptovalute, sebbene a marzo, aprile e luglio l’incremento sia stato vicino allo zero. 

L’aumento maggiore si è verificato a settembre, ovvero il mese del passaggio a PoS di Ethereum, ed il secondo maggiore ad agosto. 

Stupisce però che mentre a maggio, ovvero durante il mese dell’implosione dell’ecosistema Terra/Luna, siano aumentati del 4,4%, a novembre, durante il crollo di FTX, siano aumentati solamente dell’1,5%. Però questo potrebbe essere spiegato dal fatto che il crollo di FTX è partito poco dopo l’inizio del mese, mentre l’implosione di Terra ha avuto luogo da poco prima di metà mese in poi. Infatti a giugno l’aumento degli utenti è stato solo dell’1,2%. 

Secondo il report di Crypto.com il mercato crypto si trova ancora in “inverno” (il cosiddetto “crypto winter”), ma questa è solo una delle fasi naturali dei cicli di mercato. 

Da notare che anche questo report utilizza gli halving di Bitcoin come riferimento per l’individuazione dei cicli.

bitcoin halving cicle

Interessante anche il fatto che a novembre siano aumentati in proporzione i volumi di scambio sugli exchange decentralizzati, dopo il crollo di FTX, dopo diversi mesi in cui invece si erano ridotti. Curiosamente la riduzione è iniziata a giugno con il fallimento di Celsius. 

Il ruolo dei DEX

Vista la fragilità degli exchange centralizzati, stupisce un po’ che nel corso del 2022 non sia aumentata la quota di mercato dei DEX, ovvero gli exchange decentralizzati. 

Infatti sebbene sia aumentata soprattutto a novembre, in realtà era diminuita molto da giugno in poi. Infatti il livello di novembre è risultato comunque inferiore a quello di inizio anno. 

Ciò che non si spiega è perché gli utenti impauriti per come vengono gestiti i loro fondi sugli exchange centralizzati continui ad utilizzarli in grande maggioranza. È possibile che semplicemente in molti non sappiano come fare ad utilizzare i DEX, dato che i CEX sono progettati per essere il più facili possibile da usare, ma non va escluso che in molti non sappiano nemmeno dell’esistenza dei DEX, o di dove trovarli, o del fatto che si utilizzano con wallet non-custodial. 

Quello che si fa davvero fatica a comprendere è perchè molti si ostinino a voler utilizzare wallet custodial pur avendo paura che il loro custode perda tutti i loro fondi. È vero che i wallet non-custodial richiedono molto maggiore impegno nella protezione del seed e delle chiavi private, ma risolvono a monte il problema del doversi fidare di un custode terzo. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
RELATED ARTICLES

MOST POPULARS