Revolut: in arrivo lo staking crypto
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Revolut: in arrivo lo staking crypto

By Marco Cavicchioli - 7 Feb 2023

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Revolut ha lanciato il servizio di staking crypto. Sul loro sito web ufficiale si legge

“Attualmente supportiamo lo staking per Ethereum (ETH), Cardano (ADA), Polkadot (DOT) e Tezos (XTZ). Stiamo lavorando per supportare più token crypto in futuro. Il nostro prodotto di staking XTZ è alimentato dalle API TzKT”.

L’iniziativa non è ancora stata pubblicizzata molto, e l’ha rivelata ieri altfi

Per ora è limitata a ETH, ADA, DOT e XTZ, ma in futuro le criptovalute che potranno essere messe in staking su Revolut potrebbero aumentare. 

Lo staking crypto

Lo staking crypto è l’immobilizzazione di token su un nodo validatore di una blockchain basata su Proof-of-Stake (PoS). Infatti i nodi validatori per poter convalidare i blocchi con PoS hanno bisogno di avere immobilizzati un certo numero di token (ad esempio 32 per ETH), quindi le blockchain basate su PoS obbligatoriamente devono avere dei nodi validatori con molti token in stake. 

Attualmente sulla nuova Beacon Chain di Ethereum ci sono quasi 16,4 milioni di ETH in staking, ovvero più del 13,5% di tutti gli ETH esistenti. 

Il fatto è che a chi mette in staking i propri token viene dato in cambio un rendimento pagato nella stessa valuta, grazie alla distribuzione delle fee sulle transazioni ed eventualmente alla creazione di nuovi token. In questo momento ad esempio l’APR per lo staking di ETH è del 4,9%, quindi se dovesse rimanere fisso per 12 mesi consentirebbe un incremento del 4,9% degli ETH messi in staking. 

Moltissimi exchange offrono il servizio di staking, ovvero offrono la possibilità ai loro utenti di mettere in staking i token sui nodi gestiti dall’exchange o da partner dell’exchange. Fino ad ora Revolut invece non offriva ancora questa opportunità, ma grazie alle API TzKT ora lo offre. 

Lo staking crypto su Revolut: come funziona

Revolut sul suo sito web scrive che lo staking di criptovalute offre la possibilità di guadagnare ricompense in cambio del possesso di alcuni token su Revolut. Guadagnare queste ricompense è facile, perché è sufficiente accettare i termini per attivare il servizio staking, ed inviare i propri token al servizio medesimo. 

Il servizio è basato su un fornitore terzo, quindi comporta alcuni rischi. Oltre a quelli legati alle blockchain su cui si basano i token, ci sono anche quelli legati al fornitore del servizio, che non è Revolut. 

Per quanto riguarda gli ETH messi in staking su Revolut questi in realtà vengono inviati al validatore, mentre le altre crypto rimangono su wallet di proprietà di Revolut. 

Inoltre gli ETH messi in staking non possono essere sbloccati o prelevati fino a che non verrà implementato l’aggiornamento Shanghai, atteso per il prossimo mese. Gli altri token invece possono essere sbloccati in questo momento, anche se non necessariamente lo sblocco è istantaneo. 

Ovviamente per poter prelevare le crypto messe in staking bisognerà prima sbloccarle.

Revolut ha anche imposto un numero minimo di token che può essere messo in staking. Tale limite varia a seconda della criptovaluta, ma è molto basso. 

Le commissioni e tasse di Revolut sullo staking crypto

La società ha deciso di imporre una commissione sui rendimenti ottenuti con lo staking. Tale commissione è del 15% sui guadagni ottenuti con ETH, del 20% per Cardano, del 25% per Polkadot e del 30% per Tezos.

Gli APY visualizzati agli utenti sono già al netto di queste commissioni, così come i rendimenti effettivamente pagati da Revolut sullo staking. Per questo motivo sembreranno inferiori a quelli ufficiali. 

Revolut avverte i propri utenti che potrebbe essere necessario pagare delle tasse su questi rendimenti, e che la società non è responsabile dell’effettuazione di questi pagamenti. Il regime di tassazione dei proventi derivanti da staking crypto varia da Stato a Stato, quindi è necessario informarsi bene in modo da evitare spiacevoli sorprese in futuro. 

Da notare che Revolut ha circa 25 milioni di clienti in tutto il mondo, anche se la stragrande maggioranza è concentrata nel Regno Unito e nell’Unione Europea. Offre servizi crypto ormai da diversi anni, sebbene non sia una società specializzata in servizi crypto ma una banca digitale. 

Le banche e le crypto

Le banche digitali come Revolut hanno dato una fortissima spinta innovativa a questo settore così tradizionale. 

Infatti, ad esempio, sono ancora pochissime le banche tradizionali che offrono servizi crypto, e probabilmente nessuna offre lo staking. 

Invece le nuove banche digitali fin da subito hanno voluto aggiungere ai propri servizi quelli legati alle criptovalute, anche perchè si rivolgono a target che in genere sono molto più interessati alle innovazioni finanziarie rispetto a quelli tradizionali. 

Il fatto è che per una vera e propria banca regolamentata non è facile offrire servizi crypto con livelli di sicurezza compatibili con i requisiti di sicurezza che è obbligata a rispettare. Tuttavia banche digitali innovative come Revolut hanno preferito una strategia magari più difficile da portare avanti in totale sicurezza, ma maggiormente in grado di venire incontro alle esigenze ed ai desideri dei target più giovani. 

Banche e crypto: una relazione complicata

Il rapporto tra le banche e le criptovalute è ancora complicato, soprattutto per due motivi. 

Il primo è proprio quello della sicurezza, dato che per molte banche è troppo rischioso offrire servizi crypto a clienti che esigono certezze e sicurezze quasi assolute. Sebbene in campo finanziario in realtà non ve ne siano, l’esigenza della clientela bancaria tradizionale da questo punto di vista è così profonda e radicata che molte banche preferiscono non voler nemmeno correre il rischio di dare l’idea di essere disposte ad arrischiarsi in questo settore. 

Il secondo motivo invece è di tipo culturale, dato che le criptovalute sono a tutti gli effetti una sfida diretta nei confronti proprio del mondo bancario, ovvero centralizzato, trusted e per nulla disintermediato.

Le vere criptovalute sono decentralizzate, trustless e disintermediate, offrendo pertanto agli utenti un’alternativa completamente differente all’offerta delle banche. 

Per questo motivo il mondo bancario tradizionale vede il settore crypto come una specie di rivale, se non addirittura un aspirante aggressore. Tale conflitto oltretutto è reciproco, quindi non corre per nulla buon sangue tra il settore crypto ed il mondo bancario tradizionale. *

Il rapporto tra crypto e Revolut

Le banche digitali come Revolut fanno da tramite, perché affondano le proprie radici in entrambi i mondi. Potrebbero rivelarsi un vero e proprio ponte che non solo collega questi due mondi ancora così distanti, ma che a lungo termine li potrebbe fare avvicinare a tal punto da far cadere molte delle barriere che attualmente li tengono distanti, soprattutto a livello culturale. 

D’altronde non è un mistero che le fasce più giovani della popolazione adulta dei Paesi sviluppati preferiscano le nuove banche digitali ai vecchi servizi bancari tradizionali, tanto da far immaginare che sia solo una questione di tempo prima che i servizi crypto sbarchino in massa nell’intero sistema bancario.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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