HomeCriptovaluteA cosa è dovuto il crollo crypto di oggi?

A cosa è dovuto il crollo crypto di oggi?

Oggi la capitalizzazione complessiva del mercato crypto ha subito un crollo fin poco sopra i 1.200 miliardi di dollari, mentre ieri era superiore ai 1.250 miliardi ed il 18 aprile era superiore anche ai 1.280 miliardi. 

Come si può notare da questi dati in realtà non si tratta di un vero e proprio crollo, ma di un ritracciamento. 

Ad esempio il prezzo di Bitcoin ancora ieri mattina era superiore ai 30.000$, ma nel corso della giornata è sceso poco sopra i 29.000$, e durante la notte è poi sceso anche fino a 28.600$. In seguito è leggermente rimbalzato fino a 28.900$. 

Il prezzo di Ethereum ieri mattina era di 2.100$, poi sceso a 1.970$ nel corso della giornata, ed a 1.920$ durante la notte. Ora è leggermente rimbalzato fino a 1.950$. 

Tuttavia sebbene non si tratti affatto di un crollo, ma di un semplice ritracciamento, potrebbe non essersi ancora concluso. 

Le ragioni del crollo del mercato crypto di oggi

Dietro questo ritracciamento ci sono probabilmente due ragioni principali. 

La prima, banalmente, è che nel corso delle ultime settimane i prezzi erano saliti molto, e nel corso dei primi mesi del 2023 erano salito anche molto velocemente. 

Ad esempio, Bitcoin fino a ieri era a +83% da inizio anno, tanto da far presumere che un ritracciamento fosse possibile. Ethereum era a +76%, ma il suo prezzo era salito del 12% in soli due giorni dopo l’aggiornamento Shapella del 12%. 

Visto che la crescita del mercato crypto non è mai lineare, spesso dopo un periodo di aumenti veloci e consistenti si innesca un ritracciamento temporaneo, come sta accadendo in questi giorni. 

Ma c’è anche un altro motivo. 

Infatti, l’aggiornamento Shapella di Ethereum ha finalmente sbloccato gli ETH in staking dopo più di due anni.

In un primo momento questo non aveva causato una corsa ai prelievi, seguita da un’ondata di vendite, ma ciò era dovuto anche al fatto che non tutte le staking pool di Ethereum avevano abilitato i prelievi già a partire dal 13 aprile. 

Ieri ad esempio li ha abilitati Binance, ovvero la terza maggiore staking pool di Etherum al mondo, e nella prima settimana di maggio li abiliterà Lido, ovvero la principale staking pool di ETH. 

Non è quindi un caso che il prezzo di Ethereum stia tornando ai livelli precedenti all’aggiornamento, ovvero quelli dell’11 aprile, perchè visto che non si è innescata la corsa ai prelievi non appena Shapella è stato applicato, qualcuno riteneva che il pericolo fosse scongiurato.

Ieri, invece, si è concretizzato lo scenario che era stato ampiamente previsto ormai da settimane, solo che è avvenuto con una settimana di ritardo rispetto al previsto. 

I livelli chiave da tenere in considerazione

Detto questo, va aggiunto che i livelli di prezzo attuali di Bitcoin ed Ethereum in realtà non preoccupano affatto, per ora. 

Basti pensare che ETH attualmente ha un prezzo che è superiore persino a quello dell’11 aprile, ed è inferiore in questo 2023 solamente a quello toccato nei giorni seguenti all’aggiornamento. 

Un discorso simile vale anche per Bitcoin, il cui prezzo attuale è perfettamente in linea con quello di fine marzo, inferiore in questo 2023 solamente a quello successivo al 9 aprile. 

Tuttavia, non bisogna dimenticare il fatto che il ritracciamento iniziato ieri potrebbe continuare ancora, soprattutto in vista dell’apertura dei prelievi su Lido. 

In questo momento il livello da tenere d’occhio per Bitcoin sembrerebbero essere i 25.000$, ovvero quello che in teoria potrebbe fungere da supporto per eventuali risalite. 

Già durante i mesi scorsi le risalite, veloci e consistenti, del prezzo di Bitcoin sono state intervallate da decisi ritracciamenti, come quello del 9 febbraio e soprattutto quello della prima metà di marzo, quando passò in soli otto giorni da 23.700$ a 20.300$. 

Non si tratta di veri e propri crolli, ma di ritracciamenti che non fanno perdere nemmeno il 20% del valore di mercato. Si tratta di dinamiche assolutamente comuni e naturali in un mercato sempre volatile come quello delle criptovalute. 

Atteso un rimbalzo dopo il crollo crypto di oggi?

Nel caso in cui il prezzo di Bitcoin in questa fase non dovesse scendere sotto i 25.000$, ci si potrebbe attendere in seguito un rimbalzo. 

Per questo ipotetico rimbalzo le soglie di attenzione sembrano essere tre. 

La prima, ovviamente, è quella di un semplice ritorno a quota 30.000$, raggiunta ad inizio aprile per la prima volta da maggio 2022. Un rimbalzo tale non sarebbe particolarmente interessante. 

La seconda invece sarebbe già più interessante, perchè dal confronto con il 2019 emergono come possibile traguardo i 35.000$ entro giugno. 

Il confronto con il 2019 è molto interessante, sia perchè fino ad ora approssimativamente i due trend sono risultati essere per certi versi simili, sia soprattutto perchè anche il 2019 fu un anno di rimbalzo dopo il bear-market post bolla del 2018. 

Da questo punto di vista i 35.000$ sono una soglia piuttosto importante, perchè se un livello tale non dovesse essere raggiunto prima della fine di giugno significherebbe che le similitudini con il 2019 sarebbero terminate. 

Ma c’è anche una terza soglia. 

Infatti vi sono diverse previsioni che convergono nell’affermare che nel corso del 2023 il prezzo di Bitcoin avrebbe la possibilità di muoversi anche verso i 40.000$. Non tutti gli analisti sono d’accordo con questa previsione, ma la media sembra essere proprio questa. 

I mercati crypto probabilmente seguiranno di conseguenza. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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