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Cosa succede al prezzo della crypto Dogecoin? I rally della moneta innescati da Elon Musk e altro ancora

Come sappiamo, nel 2021, il prezzo della crypto Dogecoin è salito del 23.000%. Il famoso e finora imbattuto rally della moneta, come per quasi ogni altra cosa che la riguarda, è stato innescato dall’imprenditore miliardario e ora CEO di Twitter Elon Musk. 

Adesso, la domanda della community affezionata alla memecoin è un’altra, e cioè se la storia possa ripetersi per il prezzo di DOGE anche quest’anno. Vediamo di seguito tutti i dettagli. 

Focus sul prezzo della crypto Dogecoin: si ripeterà il rally del 2021? 

Allo stato attuale, DOGE viene scambiato fino a $0,0942, in rialzo di circa il 94% rispetto al minimo dello scorso anno. Tuttavia, nonostante il suo importante rimbalzo, il suo prezzo è ancora dell’88% inferiore al suo massimo storico di $0,76, stabilito a maggio 2021. 

Dunque, la coppia DOGE/USD rimane lontana dallo stabilire un’inversione rialzista decisiva su tempi più lunghi. Come anticipato sopra, il prezzo della crypto Dogecoin è salito di oltre il 23.000% nel 2021 primariamente a causa del supporto di Elon Musk. 

Fatto curioso è che DOGE ha raggiunto il suo massimo dopo che il nuovo CEO di Twitter lo ha definito un “trambusto” durante la sua apparizione al Saturday Night Live nel maggio 2021.

Tuttavia, tra il 2022 e il 2023, il prezzo di DOGE è entrato in un lungo ciclo ribassista prolungato, a causa sia delle normative stringenti della Fed e sia del crollo di diverse e importanti società crypto come Terra (LUNA), Three Arrow Capital e FTX. 

Va sottolineato che, nonostante la tendenza al ribasso di Dogecoin, nell’ottobre del 2022 si è comunque visto un rimbalzo del prezzo del 100% per la moneta. Ovviamente, la ripresa ha coinciso con l’acquisizione di Twitter da parte di Musk, dato che gli appassionati speravano che DOGE diventasse il token di pagamento ufficiale della piattaforma di social media. 

Tuttavia, ancora oggi Musk non ha aggiunto un’opzione di pagamento DOGE su Twitter. Fattore di notevole importanza è stata però la sostituzione a inizio mese, seppur breve, dello storico logo dell’uccello azzurro della piattaforma con la mascotte ufficiale di Dogecoin, il meme Shiba Inu. 

Grazie a questa mossa di Musk, DOGE è salito fino al 40% sulle notizie e non solo. Facile pensare, dunque, che la speculazione potrebbe aiutare Dogecoin a sostenere i suoi guadagni. Anche se il prezzo più alto di tutti i tempi è ancora lontano del 700%. 

Una delle tante mosse di Musk a favore di Dogecoin: il momentaneo cambio di logo di Twitter 

Come anticipato sopra, il 3 aprile Twitter, dunque Elon Musk, ha cambiato l’icona del social media con quella del simbolo del popolare token meme Dogecoin. Di conseguenza, come era prevedibile, Dogecoin è stato in forte rialzo subito dopo la notizia. 

Nello specifico, il suo prezzo era aumentato di oltre il 22% in un’ora a $0,09784. Non contento, poco dopo il cambio di icona, il CEO di Twitter e Tesla ha twittato il seguente meme, che sembrava indicare il fatto che il cambiamento sarebbe durato per un po’: 

In ogni caso, questa non è stata la prima mossa di Elon Musk che ha fatto muovere, in un verso o nell’altro, il prezzo della crypto Dogecoin. Infatti, diversi studi di mercato in passato hanno suggerito che i tweet di Musk su DOGE tendono a far salire il suo prezzo. 

Per tutto il 2021, Musk ha promosso la criptovaluta con slogan come “Dogecoin è la criptovaluta del popolo” e si è autoproclamato “Dogefather”. L’anno scorso, invece, Tesla ha lanciato una nuova serie di ‘fischietti ’ispirati alla serie Cybertruck. 

In particolare, ogni fischietto aveva un prezzo di 1.000 DOGE. Inoltre, vediamo che anche il collega miliardario americano Mark Cuban ha elogiato Dogecoin, sostenendo che potrebbe essere utilizzato per risolvere il problema dello spam di Twitter.

La causa contro Musk, accusato di promuovere il prezzo della crypto Dogecoin

Non molto tempo fa, l’investitore Keith Johnson ha accusato Musk di truffa e manipolazione del prezzo della criptovaluta Dogecoin avviando una causa da $258 miliardi. 

Secondo Johnson, nello specifico, il CEO di Twitter avrebbe spinto al rialzo il prezzo della criptovaluta Dogecoin promuovendola per suo “profitto e divertimento”. 

Inoltre, lo accusa di aver sfruttato uno schema piramidale sfruttando che avrebbe consentito una manipolazione del valore della criptovaluta. 

Di conseguenza, Johnson ha chiesto a Musk e alle aziende Tesla e Space X la cifra di 258 miliardi di dollari, di cui 86 miliardi quantificati come perdite relative all’anno 2019 e 172 miliardi in danni. 

Nei documenti depositati al tribunale a seguito della denuncia presentata da Keith Johnson, si legge, infatti, quanto segue:

“Gli imputati affermano falsamente che Dogecoin rappresenta un investimento legittimo, mentre invece non ha alcun valore, e non paga alcun interesse o dividendo: è semplicemente una truffa.” 

Come prevedibile, Elon Musk non ha tardato molto per mostrare la sua difesa. Nello specifico, all’inizio del mese, Musk e i suoi avvocati hanno chiesto a un giudice degli Stati Uniti di archiviare la causa. 

Gli avvocati di Musk hanno infatti spiegato che il suo supporto a Dogecoin sui social media, che includeva commenti come “Dogecoin Rulz” e “no highs, no low, only Doge”, era troppo vago per giustificare una denuncia per frode. Gli avvocati, a difesa del CEO di Twitter, hanno dichiarato quanto segue: 

“Non c’è nulla di illegale nel twittare parole di supporto o immagini divertenti su una criptovaluta legale che continua a mantenere un market cap di quasi 10 miliardi di dollari.” 

In conclusione, gli avvocati di Musk hanno definito le dichiarazioni su Dogecoin come “tweet innocui e spesso sciocchi” per convincere il giudice a respingere la causa multimiliardaria.

Alessia Pannone
Alessia Pannone
Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.
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