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L’ex presidente di PayPal abbraccia di nuovo le crypto: le dichiarazioni su Bitcoin Lightning Network

Di recente, l’ex presidente di PayPal ha espresso nuove opinioni pro crypto, nello specifico riaffermando il loro impegno nel costruire su Bitcoin Lightning Network e nell’adoperarsi per realizzarne il pieno potenziale. 

Egli, inoltre, sottolinea che è giunto il momento in cui il mondo necessita di un protocollo aperto universale per i pagamenti. Vediamo di seguito tutti i dettagli. 

L’importante spinta verso l’adozione crypto dell’ex presidente di PayPal 

Come anticipato, l’ex presidente di PayPal ha recentemente dichiarato che stanno sviluppando sistemi su Bitcoin Lightning, poiché crede che sia arrivato il momento per il mondo di adottare un protocollo aperto universale per i pagamenti.

Già in precedenza, David Marcus, questo il nome dell’ex presidente di PayPal, aveva sottolineato che solo Bitcoin ha il potenziale per supportare un protocollo veramente aperto per i pagamenti su Internet.

Nonostante sia famoso per il suo coinvolgimento nel progetto Libra di Facebook (ora chiamato Diem), è la sua ampia esperienza nel settore dei pagamenti digitali che conferisce a Marcus una particolare autorevolezza.

Fin dagli anni duemila, infatti, Marcus si è interessato al mondo dei pagamenti online e ha fondato una società specializzata nella monetizzazione dei media mobili. 

Inoltre, nel 2008, in seguito alla pubblicazione del whitepaper di Bitcoin da parte di Satoshi Nakamoto, Marcus ha dato vita a Zong, un servizio che permetteva agli utenti di pagare articoli online direttamente dal proprio cellulare.

Zong è stato in seguito acquisito da PayPal ed eBay, e nel 2011 Marcus ha assunto il ruolo di vicepresidente e direttore generale della divisione mobile di PayPal.

Poi, nel 2017, David Marcus ha fatto il suo ingresso nel mondo delle criptovalute come membro del consiglio di amministrazione di Coinbase, sfruttando la sua vasta esperienza nel settore dei pagamenti digitali acquisita con PayPal e Facebook.

Tuttavia, nel 2018, Marcus fu costretto a lasciare la sua posizione in Coinbase a causa di un conflitto di interessi derivante dalla sua nomina a capo del gruppo sperimentale di blockchain di Facebook.

Il whitepaper di Bitcoin dal punto di vista di Marcus: una rivelazione

Nonostante quanto riportato sopra, l’interesse e il sostegno di Marcus per Bitcoin erano ben noti già da molti anni, molto prima del suo coinvolgimento in Libra/Diem e della sua nomina nel consiglio di amministrazione di Coinbase nel 2017.

In una recente intervista, infatti, Marcus ha rivelato di aver letto il whitepaper di Bitcoin poco dopo la sua pubblicazione, anche se non lo aveva ancora approfondito a fondo.

Già nel 2012, mentre lavorava in PayPal, Marcus si avvicinò alla blockchain quando l’azienda affrontò una crisi in Argentina a causa del blocco dei trasferimenti di denaro imposto dal governo. 

Fu in quel momento che intuì le potenzialità di Bitcoin come rete di pagamento peer-to-peer immutabile. Marcus ha poi partecipato alla conferenza Bitcoin del 2013 a San Jose, California, dove è rimasto affascinato dalla rivoluzione che Bitcoin stava portando nel mondo dei pagamenti digitali. 

Nel 2018, ha incontrato Elizabeth Stark, CEO di Lightning Labs, per esplorare le possibilità di utilizzare Bitcoin e la Lightning Network per il progetto Libra di Facebook. Tuttavia, a causa delle limitazioni della Lightning Network in quel periodo, l’idea fu accantonata.

Dopo aver lasciato Facebook nel 2021, Marcus è tornato a interessarsi alla Lightning Network e ha iniziato a sviluppare soluzioni su LN per rendere uno strumento adatto alle masse nel 2022.

L’ex presidente di PayPal favorevole al Bitcoin come unica soluzione blockchain

Oggi, l’ex presidente di PayPal ha un’opinione ben chiara riguardo al Bitcoin e alle altre soluzioni basate su blockchain. Secondo lui, creare una soluzione decentralizzata su qualsiasi altra blockchain diversa da Bitcoin sarebbe stato un esercizio inutile.

Marcus ha inoltre sottolineato che solo Bitcoin e i suoi asset sottostanti possono effettivamente sostenere un protocollo aperto per i pagamenti su Internet in modo completamente decentralizzato.

Il team di Lightspark, guidato da Marcus, condivide questa prospettiva. Sebbene ci siano diverse alternative tecnologiche a Bitcoin, nessuna di esse raggiunge lo stesso livello di decentralizzazione. 

È importante notare che la decentralizzazione può variare su differenti livelli e non ha un significato assoluto. Bitcoin è attualmente la criptovaluta con il massimo grado di decentralizzazione, seguita da Ethereum, sebbene a distanza. 

Molti altri progetti basati su blockchain presentano un livello di decentralizzazione inferiore o, in alcuni casi, ne sono del tutto privi. Dunque, la vera rivoluzione introdotta da Satoshi Nakamoto nel tardo 2008 e all’inizio del 2009 è stata proprio la decentralizzazione.
Senza questa caratteristica fondamentale, le criptovalute perderebbero la loro potenza innovativa e sarebbero semplicemente un’altra tecnologia inefficiente per il trasferimento di valore.

Poiché Bitcoin è attualmente la criptovaluta più decentralizzata disponibile, è comprensibile che molti la considerino l’unica in grado di rivoluzionare veramente il settore, anche se Ethereum rimane un forte contendente.

Alessia Pannone
Alessia Pannone
Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.
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