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Bitcoin: i miner pubblici contribuiscono solo per il 28% all’hash rate globale di BTC. L’innovazione introdotta da Bitcoin Minetrix

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Secondo i dati dell’Hash Index, presentati da Jamie Coutts, i miner pubblici ricoprono il 28% dell’hash rate globale di Bitcoin: questo dato ha riacceso il dibattito tra la centralizzazione e la decentralizzazione relativa al mining di Bitcoin.

Se ci sono ancora incertezze relative all’andamento di BTC, a causa di vari fattori, i nuovi token 2.0, ispirati a Bitcoin, possono dare delle soddisfazioni nel breve termine: l’ultimo ad arrivare è stato Bitcoin Minetrix, che ha raccolto $200.000 in prevendita in pochi giorni.

Si riaccende il dibattito sui miner di Bitcoin

Jamie Coutts ha presentato i dati dell’Hash Index, che rivelano come i miner pubblici vadano a costituire il 28% dell’hash rate globale di Bitcoin: un fattore che può offrire una prospettiva diversa nel dibattito tra centralizzazione e decentralizzazione, relativo al mining di BTC.

Anche se è errato ritenere che i miner abbiano il controllo centrale della rete, che invece è dei nodi, il fatto che i miner pubblici controllino meno di un terzo dell’hash rate globale rafforza l’argomentazione della decentralizzazione.

In ogni caso, è di grande importanza notare come i pool di mining possano ancora presentare punti di centralizzazione mentre la parte restante, circa il 70%, venga gestita da soggetti privati, stando sempre all’indice di Hashrate.

Il mix di partecipazione pubblica e privata si va ad aggiungere alla dinamica di decentralizzazione della rete Bitcoin, garantendo così la presenza eterogenea di più soggetti, che collaborano tutti insieme a rendere la rete più sicura. 

Arriva Bitcoin Minetrix, un nuovo token stake-to-mine

Nel panorama di incertezza relativa ad alcuni fattori determinanti nell’andamento del valore di BTC, nascono vari token cloni di Bitcoin, denominati “2.0”. L’ultimo ad arrivare è stato Bitcoin Minetrix, che ha introdotto l’innovativa formula dello stake-to-mine, che mette insieme lo staking e il mining.

La prevendita di BTCMTX procede molto velocemente: il token, ora al costo di $0,011 e nella sua prima fase, ha raggiunto $200.000 in pochi giorni, dimostrando così che gli investitori hanno molta fiducia nei loro confronti.

Il prezzo di base, che andrà ad aumentare nelle fasi successive, in tutto 10, del 10% per fase, può fare in modo che questa criptovaluta a bassa capitalizzazione cresca notevolmente nel corso del tempo.

Il più grande fattore di attrattiva, in questo nuovo progetto, è di sicuro l’unione dello staking e del mining: il sistema stake-to-mine, infatti, permette agli utenti di determinare in autonomia la potenza del mining di Bitcoin, correlata con il numero di crediti guadagnati con lo staking.

In aggiunta, Bitcoin Minetrix è costruito sulla blockchain di Ethereum, la piattaforma di smart contract più sicura in circolazione, per cui anche il cloud mining di BTCMTX è affidabile e, in più, il progetto è stato verificato da Coinsult. La costruzione su una rete come Ethereum permette inoltre di avere costi inferiori e maggiore efficienza.

Agli investitori piace anche non dover emettere depositi in contanti, visto che il progetto è decentralizzato con token negoziabili, di proprietà dell’utente e che possono essere prelevati in ogni momento e convertiti in fiat, altre crypto o stablecoin. 

Un’occhiata alla roadmap fa capire le intenzioni del team che, dopo la prevendita, vuole concentrarsi, in ordine, sullo sviluppo del progetto, sul suo lancio e sulla creazione di una community solida, fondamentale per far sì che un progetto abbia lunga vita, attraverso partnership con personaggi di spicco nel settore delle criptovalute, come gli youtuber.

Nella prima fase della prevendita è possibile acquistare i token BTCMTX con ETH, USDT o usando una carta di credito/debito bancaria. C’è un vantaggio in più per chi acquista usando ETH, infatti può iniziare subito a fare stake-to-mine ma, in questo caso, si dovrà calcolare anche una piccola quantità di ETH per il pagamento delle gas fee. 

*Questo articolo è stato pagato. Cryptonomist non ha scritto l’articolo né testato la piattaforma.

Massimo De Vincenti
Massimo De Vincenti
Laureato in Economics and Business presso l’Università Luiss di Roma, Massimo ha conseguito anche un Master in Amministrazione, Finanza e Controllo. Trader e analista esperto nel campo delle criptovalute e della finanza decentralizzata, è consulente tecnologico appassionato di innovazione ed evoluzione digitale, relatore anche per seminari o approfondimenti tematici nell'ambito fintech e crypto.
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