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Previsione sul trading crypto

Il trading crypto cosiddetto intraday, ovvero basato su movimenti quotidiani, non ha bisogno di una vera e propria previsione, perchè lo scenario cambia in continuazione. 

Se però ci si concentra anche solo sulle compravendite sul medio periodo, allora qualche previsione è possibile effettuarla. 

La situazione sui mercati crypto

I mercati crypto ormai da diversi mesi sono relativamente fermi. 

Ci sono delle singole criptovalute che hanno fatto movimenti significativi, ma nella maggior parte dei casi da marzo fino ad oggi si è trattato quasi sempre di movimenti che sono rientrati abbastanza in fretta. 

Prendendo come riferimento la capitalizzazione totale dei mercati crypto, attualmente si aggira attorno ai mille miliardi di dollari, ovvero un livello simile per l’appunto a quello di fine gennaio. 

Anzi, anche ad inizio novembre dell’anno scorso, poco prima del fallimento di FTX, il livello era più o meno questo, anche se a fine dicembre toccò il minimo annuale sotto gli 800 miliardi. A gennaio 2023 però tale discesa fu completamente recuperata, e da allora ha iniziato una lunghissima lateralizzazione che è ancora in corso. 

A dire il vero dopo la metà di aprile era arrivata a sfiorare i 1.300 miliardi di dollari, ma solo per ridiscendere a mille a metà giugno. 

Da notare che la dominance di Bitcoin però da inizio anno è passata dal 40% a quasi il 50%. e questo indica che è soprattutto il prezzo di BTC a tenere alta la capitalizzazione di mercato, mentre quello delle altcoin invece è in discesa. 

Crypto trading: la previsione a medio termine

Tutto ciò fa capire che, al netto dei numerosi movimenti intraday, in alcuni casi significativi, nel 2023 il mercato crypto nel suo complesso non si è mosso molto, a parte il recupero di gennaio dei livelli pre-FTX. 

Questo trend però potrebbe essere destinato a terminare entro la fine dell’anno prossimo, perchè l’halving di aprile potrebbe innescarne un altro. 

Una previsione che si può fare a tal proposito è legata a ciò che sta accadendo in Cina, ricordandosi che l’andamento dei mercati crypto è ancora pesantemente influenzato dai movimenti di prezzo di Bitcoin, e che questi ultimi sono fortemente condizionati da come si muove la liquidità sui mercati finanziari. 

La situazione in Cina

In questo momento la Cina ha un paio di problemi seri. 

Il primo è una sorte di crisi economica latente, che non emerge chiaramente dai dati ma che sta mettendo in crisi interi settori, a partire da quello immobiliare. 

Il secondo è il rischio di andare in deflazione. 

Per sostenere l’economia pare che il governo cinese stia studiando un piano di stimoli. 

Dato che per combattere la deflazione occorrerebbe immettere liquidità sui mercati, c’è chi sta ipotizzando che la soluzione potrebbe essere un allentamento quantitativo (detto anche QE), in grado sia di consentire di aumentare la liquidità sui mercati, sia di stimolare l’economia. 

Stando ad alcune indiscrezioni, non ancora confermate, lo Stato cinese sarebbe già anche intervenuto sui mercati finanziari onde evitare il contagio dopo il fallimento di Evergrande e di altri importanti costruttori. 

Qualora l’ipotesi di un futuro QE si rivelasse corretta, questo potrebbe aiutare non poco il prezzo di Bitcoin, e ciò potrebbe favorire anche l’innesco di una nuova bull run sui mercati crypto. 

Trading: i cicli passati e la previsione sul mercato crypto

Fino ad ora ci sono stati tre halving di Bitcoin. 

In tutti i casi si è gonfiata una grossa bolla speculativa sui mercati crypto l’anno seguente all’halving (2013, 2017 e 2021). 

Il prossimo halving di Bitcoin avverrà ad aprile 2024, quindi è lecito attendersi che, in teoria, nel biennio 2024/2025 potrebbe innescarsi una nuova bull run. 

Oltretutto, la bull run del 2021 fu innescata già a fine 2020 anche proprio grazie all’immenso QE della banca centrale americana, insieme a quella europea. Invece nel biennio 2020/2021 la banca centrale cinese non diede affatto avvio ad una grande campagna di allentamento quantitativo. 

Quindi l’ipotesi che circola è che la Cina potrebbe fare il suo grande QE nel 2024/2025, ovvero proprio negli anni in cui potrebbe innescarsi una bull run del prezzo di Bitcoin. 

Il problema dei retail

C’è però un problema. 

Infatti in Cina in teoria agli investitori retail il trading crypto è ancora vietato. 

Tuttavia va sottolineato come ad Hong Kong la situazione da questo punto di vista si sia già sbloccata, e soprattutto che ad innescare la bullrun non sono certo i retail. 

Infatti i grandi capitali che entrano sui mercati provenendo dai piccoli investitori o speculatori retail arrivano soprattutto a bullrun già iniziata, ovvero quando i prezzi sono già in rapida salita. 

I grandi investitori e speculatori cinesi non hanno invece grossi problemi ad operare all’estero dove il trading crypto è consentito. 

Quindi anche in assenza dei retail cinesi una bullrun si potrebbe innescare, nel caso in cui la CIna avviasse un QE. 

Il problema dello yuan

C’è però un problema più grave che mina questa ipotesi alla base. 

Infatti un vero e proprio QE, ovvero la creazione dal nulla e l’immissione sui mercati di grandi quantità di yuan, quasi sicuramente farebbe precipitare il valore della moneta nazionale cinese. 

Il fatto è che lo yuan è già ai minimi sul dollaro degli ultimi sedici anni, e non è detto che alla Cina ciò stia bene. 

A partire da marzo dell’anno scorso, lo yuan ha perso quasi il 14% del suo valore rispetto al dollaro USA, e tutto ciò in solo poco più di un anno e mezzo. Quando ci fu il crollo dei mercati finanziari per l’inizio della pandemia, a marzo 2020, il valore dello yuan scese sotto gli 0,14$, mentre ora è sceso anche sotto gli 0,137$. 

Non è detto quindi che la Cina sia disposta ad accettare un’ulteriore perdita di valore dello yuan, ma se dovesse trovarsi con le spalle al muro potrebbe anche valutare di lasciarlo scendere anche sotto gli 0,13$, come accadde nel 2007. 

In questo momento non è prevedibile con certezza che nell’anno del quarto halving di Bitcoin ci sarà un QE della banca centrale cinese, ma questa è un’ipotesi che non può affatto essere ignorata. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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