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Elezioni in Argentina, ballottaggio tra Massa e il bitcoiner Milei

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In questo momento l’Argentina versa in una profonda crisi economica e si appresta a eleggere il nuovo presidente. I due contendenti che hanno ricevuto più voti sono stati il ministro dell’Economia Sergio Massa e l’ultranazionalista Javier Milei che si scontreranno nel ballottaggio del 19 novembre.

Milei sostiene fortemente Bitcoin che sta vivendo un momento felice, anche in vista dell’halving del 2024 che, finora, non ha deluso: i token collegati a BTC stanno traendo vantaggio dalla situazione generale, come Bitcoin Minetrix, un nuovo progetto stake-to-mine che permette a tutti di fare mining di Bitcoin attraverso lo staking e che ha superato $2,1 milioni in prevendita.

L’inflazione è un grosso problema per l’Argentina

Se c’è un problema veramente importante per l’Argentina è l’inflazione, che ha superato addirittura il 100% e continua ad aumentare. Il peso, valuta locale, continua il suo andamento oscillatorio, tanto che il governo ha imposto dei controlli molto severi sui dollari americani, che però arrivano nel paese attraverso il mercato nero

A causa di questa inflazione imperante, molti argentini si sono avvicinati sempre di più a Bitcoin, facendolo diventare una riserva economica e non uno strumento di investimento: basti pensare che l’Argentina ha superato El Salvador nell’adozione delle crypto, un paese in cui il presidente Bukele, nel 2021, ha introdotto BTC proprio come valuta nazionale, anche se con risultati abbastanza deludenti.

Di conseguenza non sorprende l’interesse della cittadinanza per Milei, il candidato alla presidenza che appartiene alla destra e, per l’esattezza, al Partito libertario, che propone l’adozione governativa del BTC e l’abolizione della Banca Centrale dell’Argentina, soluzioni drastiche dovute al fatto che l’Argentina è il più grande paese in debito con il FMI.

Il paese deve infatti più di $44 miliardi al Fondo monetario internazionale, relativi a un prestito del 2018, per un ammontare complessivo di $57 miliardi. I “rivali” di Milei sono il ministro dell’economia in carica, Sergio Massa, e l’ex ministro della sicurezza, Patricia Bullrich.

Il bitcoiner Milei in testa ai sondaggi fino a oggi

Javier Milei è in testa con quasi il 32% delle preferenze ed è tallonato, secondo Bloomberg, da Together for Change, partito conservatore, con il 30%; terza, con il 28,5%, la coalizione di sinistra Unión por la Patria.

Milei è quindi a capo di un movimento a metà tra il libertario e l’estrema destra: La Libertad Avanza è il suo partito, che chiede non solo l’abolizione della banca centrale ma anche la liberalizzazione della vendita degli organi umani e che nega l’esistenza del riscaldamento globale

Milei appoggia Bitcoin perché la considera una reazione contro i “truffatori delle banche centrali”, un concetto che piace ai cittadini vista l’inflazione imperante. Ma Milei è anche un vero e proprio “personaggio”, che si è fatto conoscere attraverso i suoi comizi, nei quali spesso appare con in mano una motosega, a simboleggiare un “taglio” col passato. 

Nonostante la popolarità di questo candidato, la Banca centrale dell’Argentina a maggio ha vietato ai fornitori di pagamenti di consentire le transazioni in criptovalute, rendendo la situazione ancora più difficile.

Di base, è importante però che qualsiasi candidato che promuova le criptovalute riconosca anche la necessità di creare una regolamentazione adeguata, la cui assenza può portare a grande instabilità e anche all’uso improprio delle valute, un problema ben noto agli argentini.

Bitcoin Minetrix: il progetto stake-to-mine che gode del momento felice di Bitcoin

Oggi Bitcoin è sopra $30.000, con una crescita di oltre il 10% negli ultimi sette giorni: questo momento felice per BTC si riversa anche sui token 2.0, i cloni di Bitcoin che possono dare buoni ritorni in prevendita.

Infatti quella di Bitcoin Minetrix ha da poco superato $2,1 milioni ed entra nella fase 2 di 10, nella quale BTCMTX, il token nativo, passa da $0,011 a $0,0112, con un aumento del 10%.

L’innovazione dello stake-to-mine è il punto di forza di Bitcoin Minetrix, che permette a tutti di fare mining di Bitcoin, mettendo in stake i token BTCMTX. Basterà acquistarne un minimo di $10 in prevendita, poi metterli in stake e guadagnare crediti per il mining, che sono token ERC-20 non negoziabili e che possono essere sottoposti a burning in cambio di tempo per il mining.

Il settore del cloud mining, del quale Bitcoin Minetrix fa parte, non è sicuro perché le truffe sono all’ordine del giorno: il progetto, invece, è stato verificato da Coinsult, rendendo trasparente il settore, e agli investitori piace anche il non dover lasciare depositi in denaro. 

Inoltre gli smart contract gestiscono in autonomia le allocazioni dei token e i pagamenti degli utenti, mettendo quindi il controllo dei fondi nelle mani degli utenti finali durante l’intero processo.

Chi acquista i token BTCMTX con ETH (è possibile usare anche BNB, USDT o una carta bancaria) può iniziare da subito a fare stake-to-mine: finora sono stati messi in stake oltre 150.000 token, con un APY attuale del 277%.

La roadmap del progetto prevede anche delle partnership con influencer del settore che, insieme alla crescita della community di Bitcoin Minetrix su Telegram, contribuiranno a rendere virale il progetto e a farlo crescere nel tempo.

*Questo articolo è stato pagato. Cryptonomist non ha scritto l’articolo né testato la piattaforma.

Massimo De Vincenti
Massimo De Vincenti
Laureato in Economics and Business presso l’Università Luiss di Roma, Massimo ha conseguito anche un Master in Amministrazione, Finanza e Controllo. Trader e analista esperto nel campo delle criptovalute e della finanza decentralizzata, è consulente tecnologico appassionato di innovazione ed evoluzione digitale, relatore anche per seminari o approfondimenti tematici nell'ambito fintech e crypto.
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