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Binance accusa la CFTC di sfruttarla per la regolamentazione crypto

Qualche giorno fa, Binance ha presentato alla corte una risposta scritta nella quale accusa esplicitamente la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) di averle fatto causa solo per tentare di espandere la propria portata anche oltre gli USA in termini di regolamentazione crypto.

L’exchange crypto sostiene che le tesi dell’agenzia, definite eccessive, siano infondate per un problema giurisdizionale, e l’accusa di cercare di regolamentare anche individui e società straniere che risiedono ed operano al di fuori degli USA.

Hanno scritto: 

“Il Congresso non ha reso la CFTC la polizia mondiale dei derivati, e la Corte dovrebbe respingere il tentativo dell’agenzia di espandere la propria portata territoriale oltre quanto consentito dalla legge”. 

Regolamentazione crypto: la causa della CFTC contro Binance

Tutto ebbe inizio a marzo, quando la CFTC statunitense intentò una causa contro Binance per presunte violazioni sul trading dei prodotti derivati. 

Da notare che in questo caso non si tratta di Binance US, ovvero la società statunitense che gestisce l’exchange crypto riservato ai residenti negli USA, ma proprio di Binance.com, ovvero la piattaforma internazionale che in teoria non dovrebbe operare negli USA. 

La Commodity Futures Trading Commission è per l’appunto l’agenzia governativa statunitense che regola i mercati delle commodity e dei derivati finanziari negli USA. 

In teoria dovrebbe operare solo negli Stati Uniti, e Binance.com è una società estera che non dovrebbe fornire i propri servizi agli statunitensi. 

Tuttavia la CFTC sostiene che Binance abbia violato la legge fornendo anche servizi a cittadini residenti negli USA, ed è anche per questo che le ha fatto causa. In questo caso al posto che fornire loro servizi tramite Binance US, che è abilitata ad operare negli USA, lo avrebbe fatto direttamente tramite Binance.com. 

Binance negli USA

Il fatto è che, onde evitare accuse come quelle presentate dalla CFTC, Binance US non offre ai suoi utenti il trading di derivati crypto, ma solo il trading spot. 

Quindi le accuse della CFTC non possono riguardare servizi che Binance US semplicemente non offre. 

Invece la piattaforme internazionale Binance.com offre anche trading di derivati, ovvero un servizio che fa registrare volumi decisamente maggiori rispetto ai normali scambi spot: 50 miliardi di dollari nelle sole ultime 24 ore, contro 12 miliardi. 

In teoria i cittadini residenti negli USA non dovrebbero utilizzare Binance.com, ma solo Binance US, e quindi non dovrebbero poter scambiare derivati crypto su Binance. 

La CFTC invece accusa l’exchange straniero di aver consentito a cittadini residenti negli USA di fare trading di derivati crypto sulla piattaforma internazionale a cui, in teoria, non dovrebbero invece avere accesso. 

L’exchange internazionale ha sempre respinto tali accuse, e quindi ora controbatte sostenendo che si tratterebbe solo di un tentativo di estendere il potere dell’agenzia statunitense anche al di fuori degli USA. 

La regolamentazione crypto: la lotta di Binance

Va ricordato che la regolamentazione crypto cambia da paese a paese. 

Negli USA ad esempio non c’è ancora una regolamentazione crypto specifica, e le norme tradizionali che vengono applicate risultano particolarmente stringenti. 

Nello specifico gli USA obbligano chi vuole offrire trading di derivati finanziari ai cittadini statunitensi a chiedere ed ottenere un’apposita approvazione da parte della stessa agenzia. 

Né Binance US nè Binance.com hanno mai richiesto ed ottenuto tale approvazione, perché la prima non offre tali servizi, e la seconda in teoria non dovrebbe offrire alcun servizio ai cittadini statunitensi. 

Pertanto se Binance avesse ragione ad affermare che non ha mai offerto il servizio di trading di derivati crypto ai cittadini statunitensi, non avrebbe violato alcuna norma. 

In tal caso sta chiedendo alla corte di archiviare la causa della CFTC, sostenendo che l’unico motivo per cui tale causa è stata presentata sarebbe proprio quello di estendere il potere dell’agenzia stessa anche all’estero. 

Non è chiaro come andrà a finire la vicenda, anche perchè la CFTC invece sostiene che Binance.com abbia offerto i propri servizi di trading di derivati crypto anche a cittadini statunitensi. 

Sembra però che, qualora il giudice non decidesse di archiviare la causa, questa potrebbe protrarsi anche per un bel po’. 

I problemi di Binance

Questo non è l’unico problema che sta affrontando in questo momento storico il maggior exchange crypto del mondo. 

Infatti nel corso dei primi tre trimestri dell’anno ha perso una significativa quota di mercato in tutto il mondo. Pur rimanendo di gran lunga il maggiore exchange crypto del mondo, alcuni utenti hanno scelto di migrare verso altre piattaforme, forse anche proprio a causa dei numerosi problemi che sta avendo con varie autorità in giro per il mondo. 

A dire il vero non sembra che questi problemi abbiano portato grossi guai tecnici alla piattaforma, se non la sospensione dei prelievi e dei depositi in euro, in via di ripristino, e la chiusura delle carte di debito in Europa. 

Probabilmente si tratta di un periodo di passaggio, da un’epoca in cui i controlli erano pochi e la società privilegiava la crescita alla compliance, ad un’altra in cui invece la crescita ormai c’è stata e la società può finalmente concentrarsi anche sulla compliance. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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