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Mastercard abbraccia il futuro del Web3 in collaborazione con società wallet self-custody

Ultime novità da parte di Mastercard, la quale sta progettando partnership nel mondo Web3 con aziende che offrono wallet self-custody. 

Nello specifico, il gigante dei pagamenti ha avviato collaborazioni con MetaMask e Ledger, tra gli altri, come confermato in una presentazione durante il Web3 Workshop. 

Vediamo di seguito tutti i dettagli. 

I progetti di Mastercard nel Web3: le collaborazioni con wallet self-custody

Come anticipato, secondo un rapporto proveniente da un workshop strategico Web3 visionato da CoinDesk, Mastercard sta attivamente cercando modalità di collaborazione con fornitori di wallet sel-custody, tra cui MetaMask e Ledger.

In una presentazione, Mastercard ha evidenziato il valore aggiunto che una carta di pagamento può portare ai provider di wallet, stimolando l’acquisizione di utenti attivi e favorendo flussi di entrate aggiuntivi. 

Questo permette, allo stesso tempo, ai detentori di carte di spendere in modo agevole i loro saldi in criptovalute.

Le aziende di wallet spesso affrontano significative sfide in termini di risorse quando cercano di introdurre carte in nuove regioni, ed è in questa prospettiva che Mastercard e i suoi partner di emissione entrano in gioco. 

La società di tecnologia dei pagamenti, con oltre mezzo secolo di esperienza, sta anche esplorando nuovi modelli per l’emissione globale, compresi l’utilizzo di stablecoin in catene di regolamento e l’adozione di catene veloci a basso costo, come menzionato nella presentazione.

Un portavoce di Mastercard ha dichiarato via e-mail che l’azienda sta portando il suo approccio affidabile e trasparente al mondo degli asset digitali attraverso una serie di prodotti innovativi, tra cui il Mastercard Multi-Token Network, Crypto Credential, il CBDC Partner Program e nuovi programmi di carte che collegano i mondi di Web2 e Web3.

Le reti di carte di credito alla conquista delle crypto: il futuro dei pagamenti innovativi

Inoltre, nonostante le sfide del mercato e l’incertezza regolamentare, le principali reti di carte di credito stanno intensificando il loro coinvolgimento nelle criptovalute. 

Mastercard, ad esempio, ha chiaramente definito l’obiettivo del suo programma Engage, focalizzandosi sull’introduzione di nuovi programmi di carte crittografiche. 

Nel frattempo, Visa sta collaborando con stablecoin USDC e la blockchain Solana per i pagamenti transfrontalieri e sta esplorando soluzioni per risolvere le sfide come le commissioni di gas di Ethereum.

Inoltre, Mastercard sta sviluppando standard di franchising, che stabiliscono regole per le aziende partner al fine di garantire la tutela dei consumatori, la competitività dei prezzi e i requisiti di monitoraggio delle transazioni. 

La società ha acquisito CipherTrace nel 2021, un esperto di analisi blockchain, per fornire servizi di monitoraggio.

Una volta convalidati gli standard proposti, il prossimo passo potrebbe essere l’emissione di carte destinate al mercato dell’UE o del Regno Unito, con l’obiettivo di offrire agli utenti soluzioni semplici per transazioni senza soluzione di continuità, senza pre-finanziamento, senza spesa diretta di criptovalute e senza oneri di transazione elevati. 

Mastercard collabora con la Banca Centrale Australiana per esplorare il futuro  delle CBDC su blockchain pubbliche

Mastercard ha recentemente partecipato a una collaborazione con la Banca Centrale Australiana, dimostrando come le banche centrali possano implementare le Valute Digitali Centrali (CBDC) su blockchain pubbliche. 

Questa iniziativa potrebbe rappresentare una significativa alternativa alle stablecoin.

Il conglomerato finanziario con sede a New York si è unito a questo progetto pilota insieme alla Reserve Bank of Australia (RBA) e al Digital Finance Cooperative Research Center, un programma di ricerca finanziato dal governo, dalle università e dalle istituzioni finanziarie con un budget di 115 milioni di dollari. 

Altri partecipanti includono le piattaforme di pagamento Cuscal e Mintable, specializzata in token non fungibili (NFT). Nel contesto del progetto pilota, sono stati acquistati NFT su una piattaforma basata su Ethereum. 

Successivamente, l’importo equivalente in dollari australiani digitali (eAUD) è stato bloccato sulla piattaforma CBDC, e allo stesso tempo sono stati creati i token CBDC corrispondenti.

Questi token CBDC, conosciuti come “token wrappati”, sono rappresentazioni tokenizzate di risorse digitali con un valore specifico, che possono essere utilizzate su reti diverse, grazie all’utilizzo di smart contract. 

Con l’eAUD bloccato, questi token wrappati fungono da mezzo di pagamento stabile all’interno della piattaforma NFT e su qualsiasi altra applicazione sulla rete. Gli utenti hanno anche la possibilità di convertire l’eAUD wrappato su altre reti blockchain.

Una condizione fondamentale per l’uso dei token wrappati è che gli indirizzi dell’acquirente e del venditore siano sottoposti a verifiche di KYC (Know Your Customer) e di valutazione del rischio e inclusi in una lista bianca, al fine di prevenire l’abuso della nuova tecnologia per attività illecite.

Alessia Pannone
Alessia Pannone
Laureata in scienze della comunicazione e attualmente studentessa del corso di laurea magistrale in editoria e scrittura. Scrittrice di articoli in ottica SEO, con cura per l’indicizzazione nei motori di ricerca, in totale o parziale autonomia.
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