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Bitcoin: la stragrande maggioranza dei wallet è in profitto

Grazie al recente rally del prezzo di Bitcoin, la stragrande maggioranza dei wallet BTC è andata in profitto. 

Prendendo in considerazione gli ultimi movimenti on-chain di tutti i BTC esistenti, il 91% risulterebbe essere in profitto. 

In realtà si tratta solamente di una stima, perchè parte dal presupposto che il prezzo di acquisto sia quello di mercato al momento dell’ultima transazione on-chain. Questa è solamente un’approssimazione, ma dato che è impossibile sapere per ogni Satoshi quale sia stato il reale prezzo di acquisto, si tratta della migliore approssimazione che abbiamo.

Da notare inoltre che non si riferisce alla percentuale di wallet o indirizzi in profitto, ma a quella dei singoli BTC (o, meglio, dei singoli Satoshi). Un Satoshi è pari ad un centomilionesimo di BTC, ed è la frazione più piccola in cui può essere diviso Bitcoin on-chain. 

Il grafico dei wallet Bitcoin in profitto

Il grafico pubblicato su X da PlanB mostra l’andamento nel corso del tempo della percentuale di BTC in profitto. 

È molto curioso osservare che nel momento del bottom del bear-market dell’anno scorso questa percentuale non scese mai significativamente sotto il 60%.

Ciò è dovuto al fatto che molti BTC sono fermi ormai da molti anni perchè “persi”, ovvero non sono più utilizzabili perchè il loro proprietario ha perduto le chiavi private necessarie per utilizzarli. 

Non sapendo con precisione quanti Bitcoin siano da considerare perduti, non è possibile calcolare la vera percentuale di BTC in profitto. 

Anche perchè in tutta la storia di Bitcoin non si è mai scesi sotto il 60%. Il motivo è che nei primi 2  anni (2009 e 2010) praticamente tutti, o quasi, erano in profitto. E quando il prezzo iniziò a scendere in modo significativo per la prima volta, nella seconda metà del 2011, c’erano già molti Bitcoin fermi, tra cui il famoso milione di BTC minati da Satoshi Nakamoto. 

Tutto ciò rende particolarmente interessante il fatto che ad agosto di quest’anno tale percentuale sia scesa al 60%, ovvero vicino ai minimi storici, mentre ora a pochi mesi di distanza sia schizzata sopra il 90%. 

I motivi del recente rally di Bitcoin

Il motivo di tale risalita è presto detto. 

Tra la metà di agosto e la metà di settembre il prezzo di Bitcoin era sceso da 29.000$ a 25.000$. Questo probabilmente ha causato delle vendite che allora in parte erano in vendita, ma che oggi risultano invece essere acquisti in profitto. 

In particolare dal 16 di ottobre è iniziato un rally che ha riportato il prezzo prima a 30.000$, poi a 35.000$, e poi addirittura sopra i 42.000$.

Nel corso del 2023 ci sono stati quattro momenti di crescita del prezzo di BTC e tre di discesa. 

Dopo il primo momento di salita, a gennaio, ed il primo di discesa, a marzo, la percentuale di BTC in profitto era rimasta superiore al 70%. Scese sotto questa soglia con la seconda discesa, quella di giugno, mentre è scesa vicino ai minimi solo tra agosto e settembre. 

Da notare che qualcosa del genere avvenne anche durante lo scorso ciclo, tra il 2018 ed il 2020, prima che si innescasse l’ultima grande bull run. 

L’attesa dell’halving

L’attesa è tutta per l’halving del prossimo anno, previsto per aprile 2024

In passato non si è mai verificato che il mercato prezzasse in anticipo l’impatto dell’halving sul prezzo di Bitcoin. Anzi, sia nel 2016 che nel 2020 ci sono voluti diversi mesi dopo l’halving prima che il mercato iniziasse a prezzarne l’impatto sul valore di mercato di BTC. 

Stavolta sembra quasi che il mercato invece abbia già iniziato fin da ora a prezzarlo. 

Il fatto è che, se l’halving è certo (e molto probabilmente avverrà ad aprile), il suo impatto sul prezzo non lo è affatto. 

Nessuno di preciso sa quanto in teoria il dimezzamento del ritmo con cui vengono creati nuovi BTC farà aumentare i prezzi, anche perchè tale impatto dovrebbe essere inferiore a quello dei tra halving passati. 

Ma unendo tutto ciò alla probabile approvazione degli ETF su Bitcoin spot negli USA, prevista per i primi di gennaio, ed all’inizio dei tagli ai tassi di interesse della Fed, previsto per marzo, il quadro che ne risulta è quello di un mercato crypto che sta già prezzando in modo importante presunti futuri rialzi di prezzo. 

L’ipotesi che sta circolando quindi è quella di un possibile anticipo di un anno rispetto al previsto per la prossima grande bull run, che molti ritenevano dovesse arrivare nel 2025 mentre invece potrebbe arrivare già l’anno prossimo. 

Queste sono solo ipotesi, e non sono nemmeno le uniche in circolazione dato che c’è anche chi crede in un possibile forte ritracciamento. Ma già anche solo il fatto che si possa prendere in considerazione un’ipotesi tale è qualcosa di molto interessante. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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