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Crypto: nel 2024 potrebbe crescere il ruolo degli investitori istituzionali

Gli investitori istituzionali sono stati uno dei fattori di traino dei mercati crypto durante l’ultima grande bull run, e potrebbero esserlo ancora di più del 2024. 

Con investitori istituzionali si intendono tutti i grandi investitori professionali che non appartengono alla categoria degli investitori retail. 

Nello specifico con investitori retail si intendono i singoli privati cittadini che investono per proprio conto, mentre gli istituzionali sono società o organizzazioni che investono in genere per conto di altri. 

Tra i più importanti investitori istituzionali ci sono i fondi pensione, le banche, i fondi comuni di investimento, gli hedge fund, e le compagnie assicurative.

Da questa definizione si evince anche che gli istituzionali sono investitori che investono grossi capitali, mentre nella maggior parte dei casi i retail investono cifre contenute. 

L’ultima bull run

I primi prodotti derivati che consentivano di prendere posizione sul prezzo delle criptovalute sulle borse tradizionali sono stati i future lanciati a dicembre 2017 sul CME e sul Cboe. 

Tuttavia quei derivati non furono in grado di attrarre grossi capitali. All’epoca, ovvero nel 2018 e nel 2019, gli investitori istituzionali erano ancora largamente estranei ai mercati crypto, e nonostante avessero a disposizione prodotti derivati su borse su cui operavano già ampiamente (in particolare il CME di Chicago) non si fecero attrarre molto da questi nuovi asset digitali. 

La svolta c’è stata nel 2020, sia perchè la risposta di Bitcoin e crypto al crollo dei mercati finanziari di marzo fu eccellente, sia perchè a maggio ci fu il terzo halving di BTC

Va però sottolineato come la presenza degli investitori istituzionali sui mercati crypto, o sul mercato dei derivati crypto, nel 2020 non fu massiccia. 

Si trattò solamente di un primo ingresso che comunque consentì probabilmente già a fine anno l’inizio di una nuova grande bull run, dopo quella del 2013 e quella del 2017. 

La bull run del 2021 però fu caratterizzata da incrementi relativamente minori del prezzo di Bitcoin, e da incrementi di gran lunga superiori in percentuale di memecoin e altcoin minori. 

Dato che gli istituzionali non sono interessati agli asset minori con volumi di scambio limitati, il successo delle memecoin e delle shitcoin del 2021 si dovette in grandissima parte solo agli investitori retail. 

Il 2024: l’anno degli investitori istituzionali nel mondo crypto?

Ci si aspetta che questo quadro possa cambiare nel corso del 2024. 

Infatti il lancio negli USA di prodotti derivati come gli ETF su Bitcoin spot potrebbe consentire agli istituzionali finalmente di investire direttamente su un derivato che rappresenta al 100% BTC. 

Gli ETF su Bitcoin già presenti sul mercato USA sono collateralizzati in contratti future, ovvero sono strumenti di speculazione e non di investimento.

Invece, i nuovi ETF che dovrebbero essere lanciati a gennaio saranno collateralizzati in BTC, e di fatto rappresenteranno perfettamente Bitcoin sulle borse tradizionali. 

Lo sbarco di Bitcoin al Nasdaq, sebbene tramite un derivato, dovrebbe consentire agli investitori istituzionali di investire in BTC quasi come acquistando direttamente i token sui mercati crypto spot, ma senza i problemi legati alla custodia e su piattaforme che già utilizzano. 

Le previsioni sull’impatto degli investitori istituzionali sul mercato crypto nel 2024

Secondo diversi analisti crypto, gli investitori istituzionali nel 2024 finiranno per interessarsi di più ed in maniera più attiva al mercato crypto. 

Questa previsione non deriva solamente dalla considerazione del fatto che sulle borse tradizionali USA arriveranno gli ETF su Bitcoin spot, ma anche dall’ipotesi che la Fed inizi una campagna di tagli dei tassi di interesse e da una possibile maggior chiarezza normativa.

Anzi, stando a quanto rivelato dal direttore commerciale di Deribit, Luuk Strijers, i dati della loro piattaforma  per lo scambio di derivati crypto mostrerebbero un aumento dell’attività degli investitori istituzionali fin a partire da ottobre.

Ottobre è stato il mese del risveglio del mercato crypto, con ad esempio il prezzo di Bitcoin che finalmente si è schiodato dalla banda di lateralizzazione intorno ai 27.000$ che aveva retto fin da marzo. 

Questo risveglio dei mercati crypto, unito al sempre maggiore ottimismo per l’approvazione degli ETF, ha attratto l’interesse anche degli investitori istituzionali, che si starebbero già preparando per un maggiore coinvolgimento in questo mercato nel 2024.

Secondo Luuk tale tendenza sarebbe guidata da un lato dall’anticipazione delle potenziali notizie sugli ETF previste per gennaio, e dall’altro dal posizionamento strategico da parte dei clienti per questo specifico evento.

L’attesa per il taglio dei tassi

Unitamente all’approvazione degli ETF su Bitcoin spot, l’ipotesi che la Fed già a marzo dia il via ad una campagna di taglio dei tassi di interesse sta contribuendo non poco a questo riposizionamento. 

In questo momento secondo i mercati ci sarebbero meno del 20% di probabilità che a marzo la Fed non tagli i tassi, con addirittura lo 0,3% di probabilità che a maggio i tassi siano ancora quelli attuali. 

Oltretutto, ipotizzano che vi siano più dell’80% di probabilità che a maggio avverrà un secondo taglio dei tassi, dopo il primo di marzo. 

Sempre secondo le scommesse dei mercati, a fine 2024 i tassi potrebbero essere scesi a 400 punti, dai 550 attuali, ovvero con sei tagli da 25 punti o tre da 50 (o un mix). 

Secondo gli analisti dell’exchange crypto Bitfinex, questo scenario incoraggerebbe gli investitori istituzionali ad aumentare nel corso del 2024 la loro propensione al rischio.

Se i retail hanno spesso una maggior propensione al rischio, a volte persino esagerata, gli istituzionali invece sono sempre molto più cauti, e preferiscono fuggire dal rischio in periodi di incertezza. 

Un loro ritorno alla propensione al rischio di fatto costituirebbe una sorta di passaggio epocale, ovvero una vera e propria svolta rispetto a ciò che è accaduto negli ultimi due anni. 

Un tale quadro sembra suggerire piuttosto chiaramente che il 2024 potrebbe rivelarsi un anno interessante per i mercati crypto. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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