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Bitcoin: ottimismo per l’effetto dell’halving sul prezzo

Ad aprile avverrà il quarto halving di Bitcoin, e circola già da ora un po’ di ottimismo sull’effetto che potrebbe avere sul prezzo. 

Il punto è che nel corso del 2022 il prezzo di BTC è sceso da circa 47.000$ a circa 16.000$, ma in questo 2023 non ha ancora recuperato del tutto le perdite. 

Nonostante un +164% da inizio anno, sembrerebbe ancora possibile un’ulteriore risalita, da 44.000$ a circa 48.000$, per recuperare del tutto le perdite del 2022. 

Qualora accadesse, gli ultimi due anni si sarebbero rivelati perfettamente speculari, cosa mai accaduta in passato. 

L’impatto degli halving passati sul prezzo di Bitcoin

Quello del 2022 è stato il terzo bear-market post-halving della storia di Bitcoin. 

In entrambi i casi precedenti ci vollero circa due anni per recuperare tutte le perdite del bear-market, che comunque in entrambi i casi durò un anno solo. 

Dopo il primo halving, quello del 2012, ci fu un’incredibile bolla speculativa nell’anno successivo (il 2013), seguita da un pesantissimo bear-market nel 2014, conclusosi a gennaio 2015. Il recupero seguente terminò a gennaio 2017, ovvero esattamente due anni dopo. 

Dopo il secondo halving, quello del 2016, la storia si è ripetuta, con una bolla speculativa l’anno seguente ed un pesante bear-market nel 2018. Il recupero completo delle perdite arrivò a fine 2020, ovvero circa due anni dopo il bottom. 

Anche dopo l’halving del 2020 si è gonfiata una bolla speculativa, ma con alcune differenze. Innanzitutto è stata molto più contenuta, tanto che in molti non la definiscono nemmeno bolla. Inoltre ha iniziato a gonfiarsi in anticipo, ovvero già a fine 2020 stesso e non l’anno successivo. 

Infatti, il grosso di quella bull run Bitcoin la fece nei primi quattro mesi del 2021, e non nella seconda metà dell’anno come avvenne nel 2013 o nel 2017. 

Anche il bear-market del 2022 è stato diverso, perchè sebbene abbia avuto tempistiche molto simili a quelle dei due precedenti, è stato contraddistinto da una perdita inferiore in termini percentuali. 

A questo punto è lecito prendere in considerazione l’ipotesi che anche il 2023 possa essere diverso dal 2015 e dal 2019, tanto che da settembre ad oggi il trend del prezzo di Bitcoin sembra più simile a quello di fine 2016 o fine 2020. 

L’halving di aprile

A questo punto sembra quasi che i mercati si aspettino che, a differenza degli scorsi cicli, il recupero successivo al bear-market avvenga in un solo anno, e no  in due, ovvero prima dell’halving. 

Per questo motivo è addirittura possibile che stiano già scontando l’halving stesso sul prezzo di BTC, dato che è scontato che avverrà circa ad aprile. 

Inoltre ci sono altri due eventi potenzialmente bullish che dovrebbero accadere nel frattempo. 

Il primo è l’approvazione degli ETF su Bitcoin spot negli USA, che dovrebbe avvenire ai primi di gennaio. 

Il secondo è l’inizio del taglio dei tassi di interesse negli USA, che potrebbe avvenire a marzo. 

Tutto ciò si sta sommando e così sta contribuendo alla diffusione di un certo ottimismo. 

Il pensiero degli analisti

Secondo il Chief Market Analyst di XTB, Walid Koudmani, c’è un crescente ottimismo sui mercati crypto. 

Koudmani ribadisce che la prima metà del 2024 si preannuncia come un periodo estremamente emozionante per Bitcoin ed i mercati crypto, e che il mercato si aspetta una nuova bull run.

Tuttavia evidenzia anche alcuni dubbi. 

Il primo riguarda l’impatto degli ETF sul prezzo di Bitcoin, perchè alcuni credono che possa essere simile a quello che avvenne per l’oro una ventina di anni fa, ma ci sono delle differenze. 

Ad esempio quando nel dicembre 2017 vennero lanciati i future su BTC sulla borsa di Chicago ci furono prese di profitto che fecero scendere il prezzo sul breve periodo. 

Allo stesso tempo però l’eventuale successo degli ETF su Bitcoin spot costringerebbe i loro gestori ad acquistare BTC sul mercato, facendone salire il prezzo. Però in Europa esiste già da tempo questa possibilità, ma non ha ancora suscitato grande interesse.

Altro dubbio sta nel fatto che Bitcoin ha solo 15 anni di storia, e per quanto riguarda gli halving ci sono solo tre eventi passati da analizzare e confrontare. 

A tutto ciò vanno aggiunti fattori esterni, come ad esempio una possibile recessione economica o una seconda ondata di inflazione, anche se questi casi non sembrano probabili al momento. 

Tutto ciò apre anche spazi per realizzare i profitti già ottenuti fino ad ora, anche se i dati on-chain invece suggeriscono che, per il momento, molti investitori si stanno invece preparando alla continuazione del trend.

In altre parole, sebbene tutto faccia pensare ad una possibile continuazione del trend degli ultimi mesi, non bisogna affatto darlo per scontato perché le incognite e le cose che potrebbero andare male sono ancora troppe. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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