HomeCriptovaluteBuone prospettive per i mercati crypto nel 2024

Buone prospettive per i mercati crypto nel 2024

Una recente ricerca sostiene che vi siano buone prospettive per i mercati crypto nel 2024. 

La chiave di volta dovrebbero essere gli ETF su Bitcoin spot, in grado di attrarre consistenti capitali prima impossibilitati ad accedere ai mercati crypto. 

La ricerca: l’outlook dei mercati crypto per il 2024

La ricerca è stata condotta da Todd Groth, secondo cui attualmente siamo in una fase di transizione del mercato, con la riaffermazione della domanda istituzionale, l’uscita dall’inverno crypto, e le aspettative sul taglio dei tassi di interesse negli USA. 

L’analisi di Groth ovviamente si concentra sul 2023 per cercare di individuare quali trend potrebbero essere significativi sui mercati crypto nel 2024.

Per quanto riguarda l’anno appena finito Groth sottolinea che il 2023 sia stato a tutti gli effetti un anno di transizione per i mercati crypto, a causa dello scoppio della bolla gonfiatasi nel 2021. 

Ora però, con la fine dell’inverno crypto, il mercato ha una maggiore interoperabilità tra protocolli e progetti, e gli sviluppatori possono contare su investitori istituzionali regolamentati per dare ai loro progetti crypto una maggiore utilità nel mondo reale.

Sottolinea anche come vi sia stato un cambiamento tra i grandi operatori di mercato, con FTX che è scomparso, Binance che ha perso quota di mercato, e Coinbase che è emerso. Inoltre evidenzia come anche i volumi di scambio dei prodotti derivati crypto sulle borse tradizionali, come il CME di Chicago, siano in crescita, tanto da aver superato anche quelli su Binance in termini di open interest sui future su BTC.

Ovviamente cita anche le numerose richieste di approvazione di ETF su Bitcoin spot, tra cui spicca quella di BlackRock. 

I mercati crypto

Secondo Groth il mercato crypto sarebbe diventato un po’ più maturo rispetto al passato, tanto che vi sarebbe in atto una transizione verso un contesto più istituzionale. 

In effetti il 2023 è stato molto diverso dal 2022, e l’ingresso di vere e proprie istituzioni come BlackRock nel 2024 potrebbe spostare molto gli equilibri verso una forma più matura e più istituzionalizzata dei mercati crypto. 

Anzi, secondo Groth la transizione in atto, e l’ampliamento dell’ecosistema vero investitori più tradizionali e più regolamentati, dovrebbero costituire il nucleo della narrativa per il prossimo ciclo di mercato che inizierà con l’halving di aprile.

In particolare fa notare come nel 2023 l’andamento dei mercati crypto sia risultato abbastanza scorrelato dalle borse tradizionali. Anche la volatilità è stata inferiore, rispetto ai due anni precedenti. 

Questo induce a credere che in effetti i mercati crypto potrebbero essere un poco maturati, con una particolarità riguardante Bitcoin che fa comprendere il ruolo sempre maggiore delle istituzioni finanziarie in questo mercato. 

Infatti ETH nel corso del 2023 ha avuto complessivamente un livello di volatilità simile a BTC, mentre invece storicamente aveva un rendimento superiore del 20% durante i rimbalzi post-bear market. Oltretutto la volatilità di Bitcoin è scesa ulteriormente, arrivando ad essere simile a quella di alcuni titoli azionari, ovvero più in linea con le asset class tradizionali.

Il cambiamento insomma è stato evidente. 

Il 2024

Tale trend dovrebbe continuare anche nel corso del 2024, soprattutto dopo lo sbarco sui mercati tradizionali degli ETF su Bitcoin spot. 

Inoltre nei prossimi mesi la Fed dovrebbe iniziare a tagliare i tassi, e le due cose sommate dovrebbero essere di buono auspicio per i mercati crypto. 

L’ipotesi riportata da Groth è che la domanda di BTC ed ETH come alternative liquide rispetto alle obbligazioni tradizionali potrebbe essere in crescita, arrivando a costituire un’inedita fonte di apprezzamento dei prezzi.

Oltretutto l’analista ritiene improbabile che dopo l’uscita della notizia definitiva dell’approvazione degli ETF su Bitcoin spot si scateni un forte sell the news, affermando che sul medio periodo un evento simile dovrebbe essere riassorbito. 

Il punto chiave è proprio l’accesso ai mercati crypto consentito dagli ETF a nuovi investitori finora di fatto esclusi, come i consulenti per gli investimenti registrati (RIA), i fondi pensione e gli hedge fund. 

L’attuale AUM gestito dai RIA è di circa 128.000 miliardi di dollari, quindi ipotizzando un’allocazione dell’1% o 2% sugli asset digitali tramite ETF sui mercati crypto potrebbero arrivare da 1.000 a 2.500 miliardi di dollari di nuovi capitali. 

Va però ricordato che si tratta di capitali che verranno attratti prima da BTC, e poi da ETH, ma difficilmente da altre criptovalute, per le quali non risulta ancora che nessuno abbia presentato negli USA domanda per l’emissione di ETF spot. 

A tutto ciò va aggiunta l’ipotesi che, in caso di problemi economici nella seconda metà dell’anno, le banche centrali potrebbero di nuovo essere costrette ad immettere liquidità sui mercati, favorendo così di nuovo gli investimenti e le speculazioni in criptovalute. 

Tutto ciò porta Groth ad affermare non solo che l’inverno crypto ormai sia finito, ma anche che il suo ecosistema ora sia decisamente più robusto rispetto al ciclo precedente, e con una narrazione più favorevole. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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