HomeCriptovaluteBitcoinAnche Hong Kong è pronto ad approvare gli ETF su Bitcoin Spot 

Anche Hong Kong è pronto ad approvare gli ETF su Bitcoin Spot 

Dopo l’approvazione dell’ETF Spot Bitcoin da parte delle SEC negli USA, anche le autorità di regolamentazione di Hong Kong sono pronte ad approvare le richieste per l’ETF. 

La recente pietra miliare che ha coinvolto le autorità di regolamentazione statunitensi ha portato ad un effetto domino che ha coinvolto il globo intero. 

La Security and Future Commission di Hong Kong sono pronte ad approvare l’ETF Spot Bitcoin 

La notizia dell’approvazione dell’ETF Spot di Bitcoin, avvenuta il 10 gennaio, ha rivoluzionato il settore crypto e soprattutto la visione del Bitcoin da parte delle autorità regolamentari.

In particolare la SEC, che con il suo Presidente Gensler sembravano molto riluttanti all’approvazione dell’ETF. 

La notizia dunque, oltre a suscitare un forte interesse per gli investitori, ha spinto anche le autorità di regolamentazione finanziaria di diverse parti del mondo a chiedersi se fosse la scelta giusta. 

Tra queste anche la Security and Future Commission (SFC) di Hong Kong, che ora è pronta ad accettare le richieste ricevute per l’ETF a spot di Bitcoin.

Già dalla fine di dicembre, Hong Kong aveva spianato la strada a qualsiasi richiesta di ETF crypto Spot. 

Il regolatore, infatti, con una circolare congiunta all’Autorità monetaria (la Banca Centrale della città) avevano affermato di rivedere la loro politica esistente per gli intermediari che desideravano impegnarsi a questo tipo di attività legate agli asset digitali. 

Nel corso del 2023 Hong Kong si è dimostrata molto più aperta ad abbracciare il settore delle crypto. A differenza della Cina che da anni lotta contro il settore, Hong Kong si è aperta molto di più arrivando addirittura a incoraggiare le banche a lavorare con il settore crittografico. 

“Sono molto accoglienti nei confronti dell’industria delle criptovalute e sarebbero potenzialmente tra i primi ad approvare un ETF spot sulle criptovalute da parte di un mercato finanziario sviluppato” ,

ha dichiarato Jason Chan, partner dello studio legale Howse Williams con sede a Hong Kong.

10 gestori patrimoniali di Hong Kong pronti a lanciare gli ETF spot su Bitcoin e crypto

Il Chief Operating Officer di uno dei più importanti exchange crypto con licenza ad Hong Kong, HashKey, ha dichiarato che circa 10 società del posto sono pronti a lanciare exchange-traded fund di crypto spot. 

HashKey, che ha ricevuto una licenza dalla Securities and Futures Commission in agosto per fornire servizi di trading di criptovaluta al dettaglio, ha confermato che potrebbe partecipare a un potenziale ETF spot crypto a Hong Kong attraverso due aspetti principali: impegnarsi in transazioni crypto legate al ETF e fornire dei servizi di custodia.

La previsione è quella che Hong Kong sarà un altro dei precursori verso l’idea degli ETF Spot sulle crypto. 

La volontà delle autorità di regolamentazione di Hong Kong è quella di avere piattaforme autorizzate da loro stesse o istituti finanziari autorizzati che forniscono questo servizio, al fine di migliorare il traffico legale.

L’approvazione degli ETF potrebbe avere un impatto maggiore in Asia rispetto all’Europa

La chiarezza normativa che un ETF a spot di Bitcoin ha portato, molto probabilmente porterà un maggior impatto e una grande apertura alle attività capitalistiche in Asia. 

Sebbene nel corso degli ultimi anni, le crypto nel continente asiatico siano state più o meno messe da parte, l’approvazione della SEC del ETF a spot sul Bitcoin, apre la strada per gli investitori asiatici ad una maggiore sicurezza di investimento. 

“C’è chiarezza normativa e c’è questa volontà da parte dei governi e delle autorità di regolamentazione di costruire questo ecosistema e partecipare e vedere le opportunità che [sono] là fuori”, 

le dichiarazioni di Yat Siu, co-fondatore di Animoca Brands, con sede a Hong Kong. 

Siu ha sottolineato che gli investitori asiatici, soprattutto le giovani generazioni, sono in media più aperti al capitalismo rispetto a quelli statunitensi. 

“Se devo dirla così, direi che il sogno americano è più vivo in Asia che in America. Anche se ci sono disuguaglianze in Asia, ovviamente il capitalismo ha beneficiato in larga misura questa e l’ultima generazione. Voglio dire, guardate la Cina, la Corea del Sud, il Sud-Est asiatico, questi sono tutti Paesi che 30 anni fa non erano letteralmente da nessuna parte, in molti casi non avevano nulla”, 

ha spiegato il co-fondatore di Animoca.

Conclusioni 

Per concludere tra le tante opportunità che l’ETF sul Bitcoin approvato dalla SEC ha portato, una delle più importanti è quella di apertura ai mercati asiatici.

In particolare Hong Kong e la loro autorità di regolamentazione SFC potrebbero rivelarsi i prossimi al lancio dell’ETF a spot. La regione indipendente asiatica nell’ultimo anno si è vista aprire molto al settore crypto, valutando bene come regolare al meglio la questione. 

L’Asia si prepara a rilanciarsi in un settore che sembrava non riguardarla, ma con la rivoluzione che ha portato l’approvazione da parte della SEC le cose potrebbero cambiare. 

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