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Silk Road: in vendita i Bitcoin sequestrati grazie all’FBI

Il governo degli Stati Uniti d’America ha deciso di mettere in vendita i Bitcoin sequestrati grazie all’FBI a due spacciatori che utilizzavano Silk Road. 

La cifra che verrà messa all’asta sembra consistente (117 milioni di dollari), ma in BTC non è molto elevata. 

FBI e i Bitcoin di Silk Road 

Il sequestro dei Bitcoin è avvenuto nel 2021, ovvero tre anni dopo i fatti contestati e ben sette anni dopo la chiusura definitiva di Silk Road. 

Silk Road era un sito di scambi commerciali anonimi nel dark web, che utilizzava Tor per nascondersi alle autorità. In questo modo poteva ospitare in vendita vari prodotti di contrabbando o addirittura illegali, come per l’appunto le sostanze stupefacenti. Fu definito persino “l’Amazon delle droghe”.

La prima chiusura del sito venne imposta sempre dall’FBI già ad ottobre 2013, in piena bull run di Bitcoin (la prima grande bull run di BTC), ma a novembre il sito fu riaperto. 

La chiusura definitiva avvenne solo nel novembre del 2014. 

Onde evitare che i pagamenti venissero tracciati dalle autorità, molti dei prodotti illegali che venivano acquistati su Silk Road venivano pagati in Bitcoin, anche perchè allora esistevano pochissime criptovalute: la prima vera privacy coin, Monero, venne lanciata nel 2014. 

Per le vendite di prodotti illeciti, il creatore di Silk Road Ross Ulbricht nel 2015 è stato condannato all’ergastolo. 

Il sequestro dei BTC

A febbraio del 2021 la Drug Enforcement Administration (DEA) del Dipartimento della Giustizia degli USA sequestrò 2.875 Bitcoin a Ryan Farace. 

Farace in realtà era già in carcere dal 2018, quando venne arrestato dall’FBI per spaccio di droga. 

Ryan Farace era meglio conosciuto con lo pseudonimo di Xanaxman, perchè vendeva di contrabbando una forma di ansiogeno Xanax, Alprazolam, sul dark web. Uno dei canali che utilizzava era per l’appunto Silk Road, ed uno dei mezzi di pagamento preferiti era Bitcoin. 

Nel novembre 2018 un tribunale gli ordinò di rinunciare a 4.000 BTC guadagnati in questo modo, ma Farace continuò ad utilizzarli anche dal carcere. 

A febbraio del 2021 però le indagini dell’FBI consentirono alla DEA di sequestrargli 2.875 BTC, ed a maggio altri 59 BTC. 

FBI: la vendita dei Bitcoin sequestrati da Silk Road

Ora, dopo quasi tre anni, un tribunale ha finalmente autorizzato la vendita dei Bitcoin sequestrati a Farace. 

I BTC verranno venduti all’asta, con la solita procedura adottata in questi casi. 

Al momento della notifica del tribunale (8 gennaio) i 2.934 BTC totali avevano un valore di mercato complessivo che sfiorava i 130 milioni di dollari, mentre ora ne varrebbero circa 117. 

La cifra può sembrare elevata, ma 2.934 BTC messi in vendita non sono molti. Basti dire che a partire dall’11 gennaio il nuovo ETF du Grayscale su Bitcoin (GBTC) ha già liquidato quasi 110.000 BTC, causando una discesa del prezzo solamente del 15%.

Va, però, detto che buona parte dei Bitcoin liquidati dall’ETF di Grayscale sono stati riassorbiti dagli altri nuovi ETF su Bitcoin lanciati in contemporanea negli USA. 

Inoltre dato che la vendita dei 2.934 BTC non avverrà sugli exchange, ma tramite asta diretta, non avrà un impatto immediato sul mercato. L’impatto sarà indiretto, perchè chi li acquisterà all’asta non li acquisterà sugli exchange, e perchè prima o poi potrebbe volerli vendere sugli exchange, o sulle piattaforme OTC. 

Di fatto comunque rientrano in circolazione sui mercati quasi 3.000 BTC che erano fermi da tre anni, anche se sono decisamente pochi rispetto ai 2,1 milioni di BTC presenti ad oggi sugli exchange. 

Pertanto l’impatto di questa vendita sul valore di mercato di Bitcoin potrebbe essere molto contenuto. 

I Bitcoin degli USA

In totale però i BTC sequestrati ad attività illecite legate a Silk Road sono quasi 70.000, compresi i 3.000 sequestrati a Farace, e solo una piccola parte verrà messa all’asta a breve.

Anzi, stando alle informazioni che circolano online, in totale il Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti d’America potrebbe avere in cassa circa 215.000 BTC, provenienti da vari sequestri e non ancora venduti all’asta. 

Il dato non è preciso, ma l’ordine di grandezza è plausibile.

Questi Bitcoin non verranno venduti tutti insieme, proprio perchè per ogni singolo sequestro c’è bisogno di una singola ed esplicita autorizzazione di un tribunale per poter procedere con la vendita. 

Nel caso specifico del sequestro ai danni di Farace questa autorizzazione è arrivata l’8 gennaio, ma occorrerà attendere ancora un po’ prima che vengano autorizzate altre vendite. 

È possibile che vendite di tale portata abbiano effetto sul prezzo di Bitcoin, a patto che non vengano spalmate in molte tranche su diversi anni. D’altronde fino ad oggi di vendite simili ne sono già avvenute altre, e non sono ancora mai riuscite ad invertire il trend del prezzo di Bitcoin sul lungo periodo. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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