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Donald Trump colpevole: regolamentazione crypto a rischio?

Donald Trump è stato dichiarato colpevole di ben 34 capi di accusa dal tribunale di Manhattan e questo mette a rischio le sue proposte in tema regolamentazione crypto.

La notizia però non ha provocato scossoni sul mercato crypto.

La memecoin di Trump

Esiste in particolare un token, il cui ticker è proprio TRUMP, che appartiene alla memecoin MAGA.

Nel corso del 2024 il prezzo del token TRUMP era salito da 0,25$ fino al massimo storico di oltre 15$ di mercoledì. In altre parole in poco meno di cinque mesi aveva guadagnato il 10.000%, con il grosso di questo aumento che è avvenuto tra la metà di gennaio ed i primi di marzo. 

Da allora era prima sceso da 9,7$ a 3,9$, ma solo per poi decollare nuovamente verso i 15$.

Ieri alla pubblicazione della notizia della condanna penale di Donald Trump aveva subito un rapido crollo (-36% in due ore), ma dopo essere sceso per un breve momento sotto i 10$, ha poi fatto registrare un clamoroso rimbalzo che lo ha portato nuovamente sui massimi storici. 

Successivamente però è tornato a scendere, cosa che dimostra che la volatilità spesso elevate delle memecoin è dovuta proprio soltanto a pura speculazione. 

Prima della notizia era passato in poche ore da 12,4$ ad oltre 15$, per poi precipitare sotto i 10$ in due ore, rimbalzare andando a far registrare pre un brevissimo momento il nuovo massimo storico sopra i 17$, ed in seguito tornare a circa 13,5$. 

Praticamente ha fatto un +8% in poco meno di 24 ore ma passando per un +20% seguito da un -36%, poi da un +88% e poi ancora da un -24%. 

Oltretutto il prezzo attuale è perfettamente in linea con quello del 29 maggio prima che facesse un primo balzò che lo ha portato per la prima volta nella sua storia sopra i 15$. 

In altre parole si può affermare che sta lateralizzando da tre giorni, ma con una volatilità davvero notevole. 

Le elezioni di novembre: Donald Trump punta sulla regolamentazione crypto

È chiaro che i dati riguardo i prezzi della memecoin TRUMP non sono utili ad altro che ad analizzare la sua volatilità sul mercato, o a specularci sopra. 

La vera questione, ovvero quella politica, è tutta un’altra cosa. 

Trump rimane il principale sfidante dell’attuale presidente USA Joe Biden alle elezioni presidenziali di novembre. 

Non è ancora chiaro quanto la condanna di ieri possa influire sul suo consenso, ma a quanto pare sta già ricevendo dichiarazioni di supporto da parte dei suoi sostenitori. 

Per quanto riguarda il mondo crypto, Trump quest’anno si è detto molto favorevole allo sviluppo del settore negli USA. L’amministrazione Biden invece in un primo momento praticamente si era scagliata contro, salvo poi nelle ultime settimane fare un vero e proprio dietro-front appoggiando ad esempio l’approvazione degli ETF su Ethereum spot. 

È possibile che nell’attuale campagna elettorale le crypto stiano giocando un certo ruolo, anche se non centrale, ma a quanto pare non sembra esserci alcun candidato che, a parole, sia davvero schierato contro. 

In realtà il candidato maggiormente pro-crypto, anche se sarebbe meglio dire pro-Bitcoin, è Robert Kennedy Jr., ma non sembra avere alcuna concreta possibilità di vincere. 

Rimangono solo Biden e Trump, con quest’ultimo schierato molto a favore delle crypto, perlomeno a parole, mentre il primo sembra aver cambiato idea di recente e pur non schierandosi apertamente a favore almeno sembra essere diventato concretamente tollerante. 

Non va però dimenticato che ciò che i politici affermano in campagna elettorale non è legge, ed una volta eletti spesso si comportano in modo differente rispetto alle aspettative che avevano generato con la propaganda fine solamente a vincere le elezioni. 

La regolamentazione crypto negli USA e il ruolo di Donald Trumo

La vera questione in ballo per il settore crypto è la regolamentazione, negli USA, e questa presumibilmente verrà approvata definitivamente soltanto dopo le elezioni. 

Tale regolamentazione non la sta però elaborando il governo democratico di Biden, ma il Congresso, che ha la Camera a maggioranza repubblicana ed in Senato a maggioranza democratica. 

I repubblicani sembrano essere mediamente favorevoli non solo all’evoluzione ed all’espansione del settore crypto, ma anche ad una regolamentazione nazionale più favorevole. Tra i democratici invece la maggioranza risulta essere contraria. 

Infatti in Senato già da anni si lavora ad una regolamentazione crypto, ma la maggioranza democratica non ne ha permesso l’approvazione. Invece alla Camera è da poco stato approvato un primo disegno di legge che però potrebbe venir bocciato in Senato. 

Trump in campagna elettorale ha promesso che se verrà eletto darà una mano allo sviluppo di una regolamentazione crypto favorevole. 

Le crypto e gli USA

Gli Stati Uniti d’America rimangono il Paese più innovativo al mondo, non fosse altro che per il fatto che le maggiori aziende innovative del mondo hanno sede lì. 

Per quanto riguarda le criptovalute la società americana di riferimento è sicuramente Coinbase, che oltretutto è anche quotata al Nasdaq dal 2021, ma anche MicroStrategy è una società americana. 

Allo stesso tempo però il maggior fallimento di sempre per un exchange crypto è quello dell’americano FTX, anche se aveva sede alle Bahamas. 

Gli USA, soprattutto durante la prima amministrazione Trump, erano diventati il cardine a livello mondiale del settore crypto, ma durante l’amministrazione Biden sono emerse nuove realtà estere, in primis Dubai. 

Nonostante ciò i mercati USA rimangono in assoluto quelli dominanti, anche nel settore crypto, come dimostra l’incredibile boom generato dal solo sbarco degli ETF su Bitcoin spot sulle borse statunitensi. 

Mentre molte altre giurisdizioni, in primis l’Unione Europea, si sono dotate di un framework normativo chiaro sulle criptovalute, gli USA da questo punto di vista sono ancora indietro, rendendo le cose difficile alle aziende crypto locali come Coinbase.

In un tale marasma ci si è poi messa anche la SEC che ha sfidato in tribunale diverse realtà crypto, in genere finendo solo per perdere. 

Alla luce di ciò sembra probabile non solo che in caso di vittoria di Trump venga approvata una nuova normativa crypto negli USA, ma che forse anche in caso di vittoria di Biden si potrebbe arrivare ad un esito simile. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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