HomeCriptovaluteBancarotta FTX: sentenza per gli ex-dirigenti non prima di ottobre

Bancarotta FTX: sentenza per gli ex-dirigenti non prima di ottobre

La sentenza del caso della bancarotta di FTX contro gli ex dirigenti dell’exchange non arriverà prima di ottobre. 

È quanto emerge da una nota depositata ieri dal giudice Lewis Kaplan presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York.

Gli ex-dirigenti di FTX e la sentenza per bancarotta attesa per ottobre

La sentenza contro il fondatore ed ex-CEO del gruppo FTX, Sam Bankman-Fired, è già stata pronunciata a marzo. SBF è stato condannato a 25 anni di carcere. 

Nel suo caso però c’è sempre stato un rifiuto a dichiararsi colpevole ed a collaborare con le autorità. 

Gli altri ex-dirigenti della società sotto accusa sono in particolare il co-fondatore Gary Wang, l’ex direttore tecnico Nishad Singh, ed l’ex CEO di Alameda Research Caroline Ellison.

Questi ex dirigenti di FTX hanno invece optato praticamente fin da subito per la dichiarazione di colpevolezza e la collaborazione con le autorità. È possibile pertanto che potranno beneficiare di uno sconto di pena. 

La nota presentata dal giudice Lewis Kaplan dichiara che l’udienza per la sentenza contro Wang è fissata per il 20 novembre, mentre quella per la sentenza contro Singh si terrà il 30 ottobre. Non vi è invece ancora alcun accenno alla data dell’udienza per la sentenza contro Caroline Ellison

Bancarotta FTX saga: La sentenza per i reati commessi arriverà ad ottobre

Wang ed Ellison si dichiararono colpevoli quasi subito, ammettendo di avere avuto un ruolo nel crollo dell’exchange chiuso nel 2022. Singh si è dichiarato colpevole in un momento seguente. 

I reati di cui sono accusati sono frode, riciclaggio di denaro ed altri. 

SBF è stato riconosciuto colpevole di sette capi d’accusa, per frode e cospirazione, e più o meno le stesse accuse sono state mosse anche contro Wang, Singh, ed Ellison.

Vi sono però un paio di significative differenze. 

La prima è che SBF di fatto era il capo, quindi aveva maggiori responsabilità ed era il vero mandante di quei reati. È persino possibile che Wang, Singh, ed Ellison vengano riconosciuti come meri esecutori del piano cospirazionistico di SBF. 

La seconda è che SBF non ha mai cercato di ottenere sconti di pena. Anzi, non sembra nemmeno essersi pentito di aver commesso tutti quei reati. 

Quando il giudice Kaplan presentò le motivazioni per la condanna a 25 anni di carcere sottolineò proprio quest’ultimo punto, che evidentemente ha costituito un’aggravante che potrebbe averlo indotto ad inasprire la pena. 

Insomma, Wang, Singh, ed Ellison erano probabilmente solo dei comprimari, anche se con ruoli da protagonisti, e soprattutto sembra che si siano prestati volontariamente a fornire alle autorità informazioni utili contro SBF nel tentativo di ottenere uno sconto di pena. 

L’altro dirigente

Inoltre, c’è un altro precedente. 

L’ex co-CEO di FTX Digital Markets, Ryan Salame, si era dichiarato colpevole, ma scegliendo di non collaborare molto con le autorità. 

Il risultato è stato una condanna a 90 mesi (sette anni e mezzo), comminata sempre dallo stesso giudice Kaplan. Salame in questo momento è ancora a piede libero, ma dovrebbe consegnarsi alle autorità il 29 agosto.

Questo fa pensare che la pena che verrà comminata a Wang, Singh, ed Ellison, se verranno ritenuti colpevoli, potrebbe essere inferiore, anche se il caso di Caroline Ellison è leggermente differente. Infatti il giudice non ha ancora stabilito la data della sua udienza per la sentenza. 

Ellison infatti era CEO di Alameda Research, quindi aveva responsabilità amministrative per quanto riguarda questa società, superiori a quelle di Wang, Singh che erano solamente dirigenti sottoposti a SBF.

Inoltre, Ellison era anche stata per un certo periodo la compagna di SBF, quindi potrebbe aver avuto un ruolo di maggiore complicità nella cospirazione di cui è stato accusato Bankman-Fried. 

I fondi

A tutto ciò va aggiunto che il curatore fallimentare di FTX, John J. Ray III, è riuscito a racimolare sufficienti fondi per ripagare i creditori addirittura al 110%.

Quindi tutti i fondi detenuti dall’exchange, se calcolati in dollari, sono stati recuperati. 

Va però sottolineato che si tratta per l’appunto di un calcolo effettuato in dollari, e non in crypto, prendendo come punto di partenza il valore al momento del fallimento (novembre 2022) quando il bear-market era al suo bottom. 

Questo fa pensare che SBF, Caroline Ellison, Gary Wang e Nishad Singh potrebbero non essere riusciti a mettere da parte molti fondi sottratti alla società. 

È noto che poco dopo la chiusura dei prelievi sull’exchange qualcuno riuscì a sottrarre molti fondi, ma non è ancora chiaro chi l’abbia fatto, dato che pare che si trattò di un hack. 

D’altro canto però è anche probabile che qualcosa siano riusciti a mettere da parte durante gli anni di splendore dell’exchange, che era arrivato ad essere uno dei maggiori al mondo. 

Quindi una volta usciti di prigione potrebbero anche avere a disposizione sufficienti fondi per vivere di rendita, anche se forse non nella piena opulenza. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
RELATED ARTICLES

MOST POPULARS

GoldBrick