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Polyhedra e la collaborazione con Google Cloud per potenziare le prove ZK sulle reti Polygon, Linea e Lita

Il protocollo di interoperabilità Polyhedra Network ha stretto una partnership con Google Cloud che permetterà di espandere l’uso delle prove ZK sulle reti Polygon, Linea e Lita.

Insieme il progetto crittografico e la piattaforma di cloud computing hanno lanciato lo strumento di benchmarking “Proof Cloud”, portando ad una forte riduzione dei costi computazionali su blockchain.

Nel frattempo è da sottolineare come Polygon stia portando avanti la propria sfida alla creazione di un layer con liquidità unificata, potenziato dalla tecnologia ZK.

Vediamo tutto nei dettagli di seguito.

Polyhedra Network e la collaborazione con Google Cloud: il test sugli ambienti blockchain Polygon, Linea e Lita

Polyhedra Network ha appena annunciato il lancio del servizio “Proof Cloud” insieme a Google Cloud, con un test programmato sulle catene Linea, Polygon e Lita

Il famoso protocollo web3 incentrato sul trasferimento di asset cross-chain ha reso pubblica la notizia durante il Google Zk Summit di San Francisco, a cui hanno partecipato vari team crittografici.

Proof Cloud non è altro che una piattaforma ZK-as-a-service, basata sul concetto di “zero-knowledge” che gli sviluppatori possono sfruttare nel campo blockchain.

L’obiettivo è quello di soddisfare la crescente domanda per la tecnologia di prova ZK, attraverso un’infrastruttura efficiente, veloce e conveniente.

Sfruttando questa nuova soluzione concepita da Google Cloud è possibile ridurre i costi computazionali di circa il 90%, portando ad un nuovo livello i dimostratori ZK.

In merito all’ottima notizia, lo Chief Strategy Officer di Polyhedra Network Eric Vreeland ha commentato come di seguito:

“L’obiettivo di Proof Cloud è rendere le dimostrazioni a conoscenza zero più accessibili a tutti, sia in web2 che in web3, e siamo entusiasti di lavorare con team come Google Cloud, Polygon, Linea e Lita per rendere ciò possibile.”

Il lancio di Proof Cloud sulle reti Linea, Polygon e Lita include anche l’inaugurazione della piattaforma affiliata “Proof Arena”, che rappresenta una soluzione di benchmarking.

Grazie a questo facilitatore, gli utenti potranno massimizzare le prestazioni delle loro prove ZK, visualizzare risultati comparativi  e testare le prestazioni dell’architettura di prover specifica.

Attraverso test imparziali, gli sviluppatori possono determinare in che modo i propri algoritmi si confrontano con gli altri in Proof Cloud e, in definitiva, scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.

L’ultima innovazione di Google Cloud apre le porte a nuove connessioni per gli sviluppatori del mondo crypto, che da oggi potranno supportare vari sistemi di proofing open source.

Tra questi emergono gli strumenti Expander ZK di Polyhedra, Plonky3 di Polygon, Stwo di StarkWare e Gnark di Linea.

A tal proposito, Sandeep Nailwal, co-fondatore di Polygon Labs ha commentato così la bella notizia:

“Strumenti come Proof Cloud di Polyhedra sono fondamentali per abbassare la barriera all’ingresso per la creazione con ZK e aggiungere la tanto necessaria trasparenza allo spazio”.

L’importanza delle ZK proof nel mondo dei dati digitali di Google Cloud

La presentazione del servizio Proof Cloud, concepito dalla collaborazione tra Polyhedra e Google Cloud e sviluppato sulle reti Polygon, Linea e Lita, sottolinea l’importanza delle prove ZK all’interno del mondo archiviazione dati.

Google Cloud  ne è a conoscenza ormai da diverso tempo, essendo stata una delle prime società di cloud computing ad integrare la tecnologia a conoscenza zero.

A fine 2023 ha infatti rivelato una partnership con la piattaforma di dati decentralizzata “Space and Time”, rivoluzionando il modo in cui i risultati delle query vengono verificati tramite i sistemi ZK.

Questa integrazione, che sfrutta la potenza del data warehouse multi-cloud BigQuery, garantisce che gli utenti possano verificare la correttezza dei risultati delle query.

Il tutto senza rivelare i dati sottostanti, mantenendo così la privacy e la sicurezza e spingendo l’adozione di questa tecnologia nel mondo dei dati digitali.

È chiaro che la partnership tra Google e il verificatore crittografico rappresenta una pietra miliare per lo sviluppo di soluzioni che consentano l’integrità dei dati su blockchain.

La tecnologia delle ZK proof è stata sposata in toto dalla sezione di cloud computing del colosso tech, proprio poiché il team è a conoscenza dell’importanza dei dati verificabili.

Molto probabilmente da qui ai prossimi anni vedremo Google Cloud presentarsi in maniera sempre più massiva nell’integrazione di strumenti tecnologici ZK, visto il loro impatto sul mercato dei dati.

Ultime novità sul fronte Polygon Labs: liquidità unificata sulle catene L2 basate su Move

Oltre alle novità in casa Google Cloud e Polyhedra con il lancio della soluzione di benchmarking per catena Linea, Polygon e Lita, dobbiamo riportare un’altra grande notizia per il settore dell’interoperabilità su blockchain.

Parliamo della collaborazione tra lo sviluppatore blockchain Movement Labs e la società di sviluppo software Polygon Labs. Lo scopo di questa unione è quello di portare liquidità unificata sulle reti L2 basate sul linguaggio di programmazione Move.

Nel dettaglio AggLayer funge da base operativa per collegare MoveVM, AggChains ed Ethereum, affrontando il problema critico della liquidità frammentata nel web3.

L’infrastruttura utilizzerà il livello di disponibilità dei dati di Celestia, fornendo una soluzione conveniente e ad alta produttività per l’archiviazione dei dati delle transazioni off-chain.

Allo stesso tempo si manterrà la sicurezza insita dell’ambiente Ethereum.

Unendosi all’“AggLayer” di Polygon, Movement Labs rompe il divario esistente tra la comunicazione Move ed EVM, aiutando l’interconnessione dei capitali.

L’annuncio, rivelato ieri su X, coincide con il lancio in testnet pubblico della rete di Movement, che ha già attirato un TVL impressionante di 160 milioni di dollari.

Una buona fetta di questa cifra, impegnata già da prima del lancio in mainnet,  è stata in sponsorizzata dal progetto Solv Protocol. Il pioniere della Decentralized Bitcoin Reserve ha contribuito con 100 milioni di dollari ad innalzare il TVL di Movement.

Come riportato da Rushi Manche, co-fondatore di Movement Labs, in merito a questa novità:

“La nostra piattaforma risponde a un’esigenza critica nell’ecosistema Web3.Gli sviluppatori non devono più scegliere tra l’ambiente Ethereum affidabile e la sicurezza di L1 alternativi. Movement offre il meglio di entrambi i mondi: la familiarità di un L2 Ethereum con la sicurezza e le prestazioni migliorate del linguaggio Move. Ciò consente ai progetti di essere distribuiti con sicurezza, sapendo di essere protetti dalle vulnerabilità comuni, sfruttando comunque la forza economica dell’ecosistema Ethereum”.

Alessandro Adami
Alessandro Adami
Laureato in "Informazione, Media e Pubblicità", da oltre 4 anni interessato al settore delle criptovalute e delle blockchain. Co-Fondatore di Tokenparty, community attiva nella diffusione di crypto-entuasiasmo. Co-fondatore di Legal Hackers Civitanova marche. Consulente nel settore delle tecnologie dell'informatica. Ethereum Fan Boy e sostenitore degli oracoli di Chainlink, crede fermamente che in futuro gli smart contract saranno centrali all'interno dello sviluppo della società.
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