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Periodo buono per le memecoin, ma occorre fare attenzione

Le memecoin stanno attraversando un periodo buono sui mercati crypto, ma in questi casi occorre sempre fare molta attenzione. 

Infatti non solo si tratta di speculazioni ad alto rischio, ma spesso le loro performance di mercato sono dovute a dei veri e propri pump&dump che finiscono sempre con un crollo. 

Le memecoin del momento

La memecoin del momento per definizione è DOGE di Dogecoin. 

Tuttavia per Dogecoin ormai occorre fare un ragionamento differente, che è meglio fare in un secondo momento. 

Tra le vere e proprie “classiche” memecoin, questo è il momento di Bonk. 

Bonk è una memecoin su Solana che a fine anno spesso performa bene grazie a dei burn di token. Stavolta la BONK DAO ha annunciato un piano che prevede il burn di un milione di token grazie ad una campagna community-driven. 

I mercati crypto hanno reagito con un -98% negli ultimi sette giorni per il prezzo di Bonk, che porta a +285% il guadagno da inizio anno. 

Sta performando bene però anche PEPE, la terza maggior memecoin al mondo per capitalizzazione di mercato dietro Dogecoin e Shiba Inu (Bonk è la quarta). 

PEPE è a +73% negli ultimi sette giorni, ed a +100% negli ultimi trenta. In questo caso però la cosa clamorosa è il +1.500$ da inizio anno, cosa che fa supporre la presenza di una bolla speculativa che potrebbe anche scoppiare. 

Sia il prezzo di Bonk che quello di PEPE non sono distanti dai massimi storici. 

La memecoin in maggiore guadagno

Tra le principali memecoin però quella che sta facendo registrare i maggiori guadagni è PNUT, ovvero Peanut the Squirrel. 

Si tratta però di un token appena lanciato, ad inizio mese, che ha accumulato un incredibile +2.900% da quando è stato lanciato due settimane fa. 

Il picco massimo sembrerebbe averlo già fatto, giovedì scorso, a quasi 2,5$, e dopo una performance del genere è normale che vi sia stato un calo del 34%. 

In questi casi è molto difficile immaginare cosa possa fare da ora in poi, ma avendo già raggiunto una capitalizzazione di mercato di 1,6 miliardi di dollari, la sua bolla speculativa potrebbe anche essere in procinto di scoppiare. 

Le bolle sulle memecoin

Va ricordato che, Dogecoin a parte, le memecoin non hanno veri e propri fondamentali, visto che il loro valore di mercato è sostenuto solo dalla community. 

Si tratta di asset crypto totalmente speculativi, la cui eventuale crescita è dovuta per l’appunto solo a speculazione. 

Questo da un lato significa che se il loro prezzo sale molto facilmente poi crolla, ma significa anche che non è detto che dopo il crollo non riesca più a risollevarsi. 

Ad esempio Bonk è nata a metà dell’anno scorso, ed è già alla sua quarta bolla speculativa. Inoltre il massimo storico è stato fatto ieri, perchè tutte e quattro le bolle hanno fatto segnare massimi crescenti. 

In questi casi è estremamente difficile dire quando e dove si fermeranno, anche se in genere il periodo buono di una memecoin dura un solo ciclo quadriennale dei mercati crypto. 

Il prezzo di Dogecoin (DOGE)

Dogecoin invece ormai fa eccezione. 

È stata in assoluto la prima memecoin ad essere stata lanciata sui mercati crypto, addirittura 11 anni fa. 

Fino al 2020 non aveva mai fatto segnare performance stellari, ma quando ha iniziato a promuoverla Elon Musk ha fatto il botto. 

Il suo prezzo tra il 2020 ed il 2021 passò da 0,2 a 73 centesimi di dollaro, con un clamoroso +36.000% in meno di un anno. 

Anche quella comunque era una bolla speculativa, sebbene supportata da un apparente progetto di Elon Musk a riguardo, tanto che poi scoppiò nel 2022, riportando il prezzo sotto i 6 centesimi di dollaro a fine dell’anno scorso. 

Con la vittoria di Trump, ed il lancio del Department Of Government Efficiency (DOGE) di Elon Musk, ha ripreso vigore, anche se il picco di 43 centesimi raggiunto la scorsa settimana è ancora nettamente inferiore a quello del 2021. 

Se però il progetto DOGE di Elon Musk dovesse avere successo, è possibile che la principale memecoin al mondo possa finire per superare ampiamente i massimi di tre anni e mezzo fa. 

Attenzione all’effetto memecoin

Dogecoin a parte, le memecoin tendono a seguire un andamento sui mercati crypto caratterizzato da pump seguiti da dump. 

Come detto prima, si tratta di pura speculazione, senza basi fondamentali solide. 

Questo significa che non sia poi così difficile farne salire il prezzo molto e molto velocemente, soprattutto quando hanno capitalizzazioni di mercato ancora basse. Tuttavia significa anche che tali salite sono basate fondamentalmente sul nulla, e che quindi prima o poi vengono seguite da discese. 

Quando però scoppia una bolla speculativa su una memecoin, non è assolutamente detto che quella memecoin non abbia più possibilità di risollevarsi in futuro sui mercati crypto. Va però aggiunto che non sono molte quelle che sono sopravvissute a scoppi di grandi bolle. 

Ciò porta a non considerare le memecoin dei buoni asset da investimento, tranne rarissime eccezioni ancora tutte da dimostrare, mentre possono dare luogo a vere e proprie occasioni da sfruttare ma solo a patto di riuscire a comprarle a prezzo davvero basso.

Infatti, una volta che il prezzo è salito, se ciò è avvenuto a causa di una bolla c’è il serio rischio che quest’ultima scoppi, generando il classico andamento del pump&dump. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli
"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".
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