Negli Stati Uniti, la legge CLARITY si avvicina a un passaggio decisivo, mentre JPMorgan segnala progressi nei negoziati e meno nodi aperti rispetto ai mesi scorsi.
Summary
JPMorgan vede un accordo più vicino
Secondo un report di JPMorgan, la spinta a creare un quadro giuridico formale per le criptovalute negli Stati Uniti è ormai nella fase finale. Gli analisti affermano che i negoziati sul provvedimento stanno avvicinandosi a una svolta, grazie alla soluzione di diverse controversie su stablecoin e competenze di vigilanza.
In origine, i punti di attrito erano circa 12. Ora ne restano soltanto 2 o 3. Inoltre, questo ridimensionamento dei temi ancora aperti viene letto dalla banca come un segnale concreto di avanzamento dell’iter al Senato.
Cosa prevede la legge CLARITY per il mercato degli asset digitali
La legge CLARITY punta a diventare il primo quadro normativo ampio per gli asset digitali negli Stati Uniti. L’obiettivo è chiarire quali autorità federali controllano i diversi segmenti del settore, riducendo l’incertezza che ha frenato il comparto negli ultimi anni.
Il testo vuole definire con precisione dove termina l’autorità della SEC e dove inizia quella della CFTC. Inoltre, affronta il ruolo delle piattaforme di DeFi e delle stablecoin all’interno del sistema finanziario più ampio.
Il nodo dei rewards sulle stablecoin
Uno dei principali punti di scontro riguarda la possibilità, per gli emittenti di stablecoin, di offrire rendimenti simili a interessi ai detentori. Le banche si sono opposte, sostenendo che questo modello potrebbe creare rischi senza un adeguato controllo.
Tuttavia, secondo JPMorgan le proposte più recenti sui rewards stablecoin sono “in una buona posizione”. Il senatore Thom Tillis dovrebbe pubblicare una bozza su questo tema nel corso della settimana attuale.
La banca ritiene che l’ultima proposta sui rendimenti delle stablecoin possa ottenere il sostegno sia delle società crypto sia delle banche tradizionali. Detto ciò, un’intesa di questo tipo segnerebbe un passo importante dopo mesi di stallo.
Tempi stretti e rischio politico prima delle elezioni del 2026
Resta però il tema del calendario. Al momento, il disegno di legge non compare nel programma del Senate Banking Committee per la settimana del 20 aprile. C’è ancora la possibilità che venga aggiunto, ma non è stata fissata alcuna data formale per il voto.
Se il voto non venisse programmato prima della pausa del 21 maggio, il percorso potrebbe subire nuovi rinvii. Inoltre, questo sposterebbe la tempistica verso le elezioni di midterm del novembre 2026, aumentando l’incertezza politica.
JPMorgan indica proprio le midterm come un rischio. Se i Democratici dovessero riconquistare la Camera dei Rappresentanti, la legislazione sulle criptovalute potrebbe perdere priorità. Un consulente politico citato nel report ha osservato che una legge perfetta non esiste, lasciando intendere che saranno necessari compromessi.
Polymarket alza le probabilità di approvazione
Nel frattempo, il mercato delle previsioni offre un segnale incoraggiante. Polymarket stima al 65% la probabilità che il provvedimento venga approvato nel 2026, in aumento rispetto al 54% registrato all’inizio della settimana.
Inoltre, il testo finale non è ancora stato reso pubblico. Nel complesso, il dossier appare più vicino a un compromesso rispetto alle fasi precedenti, ma i prossimi passaggi parlamentari saranno decisivi per trasformare l’intesa politica in una norma operativa.

