HomeCriptovaluteOpinione di Garlinghouse su Bitcoin: non è BTC il problema, è Saylor

Opinione di Garlinghouse su Bitcoin: non è BTC il problema, è Saylor

Brad Garlinghouse, CEO di Ripple, si dice ancora convinto del valore di lungo periodo di bitcoin. Ma ha usato un’intervista su CNBC per lanciare una critica diretta al modello finanziario costruito da Michael Saylor attorno all’acquisto dell’asset: un meccanismo, secondo Garlinghouse, che ha distolto il mercato crypto da ciò che conta davvero. L’opinione di Garlinghouse su Bitcoin è netta — positiva — ma quella sul metodo con cui Saylor ha scelto di accumularlo è tutt’altro.

Punti chiave

  • Garlinghouse resta rialzista su bitcoin ma critica apertamente il modello di finanziamento di Strategy basato su azioni privilegiate.
  • Le azioni privilegiate STRC di Strategy pagano un dividendo annuo dell’11,5% e sono progettate per scambiare intorno a 100 dollari, ma hanno toccato un minimo storico con un calo di circa il 25% sotto quella soglia.
  • Il titolo ordinario di Strategy è sceso ai livelli più bassi da febbraio 2024, chiudendo intorno a 82 dollari.
  • CryptoQuant raccomanda a Strategy di sospendere gli acquisti di bitcoin e ricostruire le riserve di liquidità, dopo che la copertura dei dividendi STRC si è ridotta da oltre sette anni a circa 14 mesi.
  • L’analista di Benchmark-StoneX Mark Palmer definisce il motore di finanziamento “meno efficiente”, non rotto.

L’ottimismo di Garlinghouse su Bitcoin, nonostante le critiche a Strategy

Garlinghouse ha separato con cura le due questioni. Bitcoin, come asset, resta a suo avviso un investimento valido. Il problema non è la criptovaluta, ma l’ingegneria finanziaria costruita attorno ad essa. “L’ingegneria finanziaria non genera valore nel lungo periodo”, ha detto Garlinghouse, sostenendo che il valore duraturo di qualsiasi asset digitale dipende dalla sua utilità concreta.

La critica al fondatore di Strategy è stata diretta: “Il team di Michael Saylor non era concentrato sulle cose giuste e questo ha danneggiato il mercato complessivo.” Una dichiarazione che ha fatto rumore, anche perché arriva dal CEO di Ripple — l’azienda dietro XRP, un asset in concorrenza con bitcoin per quote di attenzione e capitali nel settore.

Il punto di Garlinghouse non è ideologico. È operativo: quando una strategia di accumulo si regge su strutture finanziarie complesse che mostrano crepe, le ripercussioni si estendono oltre il singolo attore. E i numeri delle ultime settimane sembrano dargli almeno parzialmente ragione.

Come funziona il modello di finanziamento con azioni privilegiate di Saylor

Da circa un anno, Strategy raccoglie capitali emettendo azioni privilegiate — una classe di titoli che garantisce un dividendo fisso agli azionisti — per poi usare quella liquidità per comprare bitcoin. È un meccanismo che in teoria offre agli investitori un rendimento stabile mentre l’azienda punta alla rivalutazione del bitcoin.

Struttura e dettagli delle STRC

Il titolo privilegiato cardine di questo sistema è STRC. Porta un dividendo annuo dell’11,5% ed è costruito per essere scambiato vicino ai 100 dollari. La logica è semplice: finché STRC vale circa 100 dollari, Strategy può continuare a emettere nuove azioni, raccogliere cassa e comprare bitcoin. Un circolo virtuoso, in teoria.

In pratica, il circolo si è inceppato. Garlinghouse ha citato esplicitamente il fatto che STRC stava scambiando circa il 25% sotto quella soglia come una “condanna schiacciante” della strategia. E i dati di mercato confermano la sua lettura.

Pressioni di mercato: STRC ai minimi storici e il titolo Strategy in caduta

STRC ha toccato un minimo storico giovedì, scivolando fino al 26% sotto il valore nominale. Contemporaneamente, il titolo ordinario di Strategy ha chiuso intorno a 82 dollari venerdì, ai livelli più bassi dall’inizio del 2024. Tutto questo mentre bitcoin scendeva sotto i 59.000 dollari.

La convergenza di questi tre fattori — calo delle STRC, crollo del titolo azionario e pressione sul prezzo di bitcoin — racconta una settimana di stress simultaneo su tutti i livelli del sistema costruito da Saylor. E il meccanismo operativo è tale che il problema si autoalimenta: quando STRC scende sotto i 100 dollari, Strategy non può emettere nuove azioni in modo efficiente, il che blocca la raccolta di liquidità, che a sua volta frena gli acquisti di bitcoin. La società ha di fatto sospeso il programma.

Perché questo conta per il mercato più ampio

La critica di Garlinghouse tocca un nervo scoperto del settore. Strategy non è solo un’azienda con bitcoin in portafoglio: è diventata una sorta di proxy del sentiment istituzionale sull’asset. Quando il suo meccanismo di finanziamento mostra segnali di stress, l’effetto si propaga. Gli investitori che guardano al crypto come classe d’investimento leggono la pressione su STRC come un segnale di allerta più ampio.

Le opinioni degli analisti: inefficiente, non rotto

Non tutti leggono la situazione in chiave catastrofica. Mark Palmer, analista di Benchmark-StoneX, ha difeso il modello di Strategy con una distinzione importante: il motore di finanziamento è diventato “meno efficiente”, non si è rotto. Palmer ha anche respinto esplicitamente i paragoni tra STRC e asset che sono collassati del tutto — un riferimento ai timori, circolati in settimana, di analogie con episodi più drammatici della storia crypto.

Il consiglio di CryptoQuant: fermarsi e ricostruire

La lettura di CryptoQuant è più cauta. In un report pubblicato questa settimana, la società di analisi on-chain ha raccomandato a Strategy di mettere in pausa gli acquisti di bitcoin e ricostruire le riserve di cassa. Il motivo è preciso: la copertura dietro i dividendi delle STRC si è ridotta drasticamente, passando da oltre sette anni di copertura a circa 14 mesi. Un cuscino di sicurezza che si è quasi dissolto in tempi molto brevi.

È questo il punto che rende la situazione più delicata di quanto non sembri dall’esterno. Non si tratta solo del prezzo di un titolo che scende: si tratta della sostenibilità strutturale di un modello che ha attirato miliardi di dollari di attenzione istituzionale verso bitcoin. Se la macchina rallenta o si ferma, l’effetto non è neutro per l’intero mercato.

La domanda che resta aperta non è se Garlinghouse abbia ragione sulla natura di bitcoin — su quello il mercato sembra concordare. È se Strategy abbia ancora il margine operativo per correggere la rotta prima che la pressione sui dividendi diventi ingestibile. Con 14 mesi di copertura rimasti, il tempo per farlo non è illimitato.

FAQ

Qual è la posizione di Brad Garlinghouse su bitcoin?

Garlinghouse si dichiara ancora rialzista su bitcoin e ritiene che il suo valore di lungo periodo derivi dalla sua utilità concreta come asset digitale. La sua critica non riguarda bitcoin in sé, ma il modello finanziario usato da Strategy per accumularlo.

Come funziona il modello di finanziamento con azioni privilegiate di Michael Saylor?

Strategy emette azioni privilegiate — le STRC — che garantiscono un dividendo annuo fisso dell’11,5%. Il capitale raccolto viene poi impiegato per acquistare bitcoin. Il meccanismo funziona finché le STRC scambiano vicino ai 100 dollari; sotto quella soglia, l’emissione rallenta e con essa anche gli acquisti di bitcoin.

Perché le azioni privilegiate STRC di Strategy sono scese ai minimi storici?

Le STRC hanno toccato un minimo storico scendendo fino al 26% sotto il valore nominale di 100 dollari, riflettendo le preoccupazioni degli investitori sulla sostenibilità del modello, aggravate dalla contemporanea caduta di bitcoin sotto i 59.000 dollari e dal calo del titolo ordinario di Strategy.

Cosa raccomanda CryptoQuant riguardo agli acquisti di bitcoin da parte di Strategy?

CryptoQuant raccomanda a Strategy di sospendere gli acquisti di bitcoin e ricostituire le riserve di liquidità. La società di analisi segnala che la copertura dei dividendi STRC è crollata da oltre sette anni a circa 14 mesi, un deterioramento che rende il modello finanziariamente fragile nel breve periodo.

Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

Stefania Stimolo
Stefania Stimolo
Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.
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