Un attacco informatico ha colpito nelle scorse ore la blockchain Harmony, con un attaccante che è riuscito a coniare senza autorizzazione 4 miliardi di token ONE. L’exploit Harmony ONE è stato confermato dallo stesso progetto dopo che un utente di X aveva segnalato movimenti anomali sulla rete, scatenando un crollo immediato del prezzo del token e riportando alla memoria il grave attacco subito dal protocollo nel 2022.
Summary
Punti chiave
- Harmony ha confermato un exploit con minting non autorizzato di 4 miliardi di token ONE
- L’attaccante ha ancora circa 115 milioni di ONE da vendere onchain, pari al 2,9% del totale coniato
- Il 97% dei token mintati è già finito su exchange, venduto o pronto per la vendita
- ONE è sceso del 34% in 24 ore, scambiando intorno a 0,0008 dollari
- Il valore attuale dei token sottratti è stimato in circa 3,2 milioni di dollari
Un attacco di minting non autorizzato scuote Harmony ONE
Tutto è partito da una segnalazione pubblicata su X da un utente identificato come Juiceberg, che ha ricostruito in tempo reale la dinamica dell’attacco: un aggressore avrebbe sfruttato blocchi vuoti sulla rete per generare 4 miliardi di ONE dal nulla, senza alcuna autorizzazione. Un dettaglio che ha reso ancora più difficile individuare subito l’anomalia è che l’endpoint totalSupply non rifletteva immediatamente l’aumento dell’offerta, complicando il monitoraggio della situazione nelle primissime fasi.
Harmony, piattaforma blockchain di Layer 1 lanciata nel 2019 come alternativa a Ethereum più rapida ed economica, ha confermato l’accaduto rispondendo direttamente al post di Juiceberg. Il token ONE viene utilizzato sulla rete per il pagamento delle commissioni di transazione, lo staking e la governance del protocollo.
Il prezzo di ONE crolla del 34% in 24 ore
L’impatto sul mercato non si è fatto attendere. Il token ONE ha perso il 34% del proprio valore nell’arco di 24 ore, scendendo a circa 0,0008 dollari. Considerando questo prezzo, il valore corrente dei token sottratti nell’exploit si aggira intorno ai 3,2 milioni di dollari.
È un dato che aiuta a inquadrare la reale portata economica dell’attacco: nonostante i 4 miliardi di token coniati sembrino una cifra enorme, il crollo del prezzo ha di fatto eroso gran parte del valore nominale che l’attaccante avrebbe potuto incassare, un effetto tipico degli attacchi di minting non autorizzato su asset a bassa capitalizzazione.
Harmony al lavoro per bloccare i fondi e sviluppare una patch
Harmony ha dichiarato di essere al lavoro insieme al proprio team e agli exchange coinvolti per bloccare e congelare i fondi rubati. Il progetto ha inoltre annunciato di stare sviluppando una patch e di valutare opzioni di rollback per riportare la rete a una condizione precedente all’attacco.
Si tratta di misure standard in casi simili, ma la loro efficacia dipenderà dalla rapidità con cui gli exchange coinvolti riusciranno a congelare i wallet di deposito che ancora custodiscono parte dei token rubati, prima che vengano ulteriormente liquidati sul mercato.
L’indagine sulle cause resta aperta
Al momento, Harmony non ha reso pubblica la causa tecnica alla base dell’exploit. L’incidente resta sotto indagine e non è ancora chiaro quale falla abbia permesso all’attaccante di coniare token in questo modo. Questo tipo di silenzio, per quanto comprensibile nelle prime fasi di un’analisi forense, lascia aperti interrogativi importanti sulla sicurezza dell’infrastruttura di Harmony, soprattutto per chi detiene ONE o opera su applicazioni collegate alla rete.
Dove sono finiti i 4 miliardi di token mintati
Secondo la ricostruzione di Juiceberg, la stragrande maggioranza dei token coniati illegalmente è già stata mossa. Circa il 97% dei 4 miliardi di ONE mintati risulta già depositato su exchange, dove è stato venduto oppure parcheggiato in wallet di deposito pronti per la vendita immediata.
All’attaccante restano ancora da liquidare circa 115 milioni di ONE onchain, una quota pari al 2,9% del totale coniato. È un margine relativamente piccolo, ma sufficiente a mantenere pressione ribassista sul token nelle prossime ore, qualora venisse effettivamente scaricato sul mercato.
Non è la prima volta: l’ombra del hack Horizon del 2022
Questo non è il primo grave incidente di sicurezza per Harmony. Nel giugno 2022 il ponte cross-chain Horizon del progetto era già stato oggetto di un attacco, con il furto di asset crypto per un valore di quasi 100 milioni di dollari, tra cui Ethereum e diverse stablecoin. Gli esperti di sicurezza avevano collegato quella violazione a una compromissione del multi-signature wallet del ponte.
Nel gennaio 2023, l’FBI ha attribuito formalmente quell’attacco a organizzazioni di hacker legate alla Corea del Nord, il Lazarus Group e APT 38, gruppi già noti per una lunga serie di operazioni contro il settore crypto a livello globale. Il nuovo episodio riporta quindi l’attenzione su una vulnerabilità ricorrente per Harmony, che negli anni si è trovata più volte al centro di incidenti di sicurezza di rilievo, alimentando dubbi sulla robustezza complessiva della sua infrastruttura.
FAQ
Cosa è successo nel recente exploit del token ONE di Harmony?
Un attaccante ha coniato senza autorizzazione 4 miliardi di token ONE, provocando un forte calo del prezzo e il trasferimento dei token verso gli exchange.
Come sta reagendo Harmony all’exploit?
Harmony sta collaborando con il proprio team e con gli exchange per congelare i fondi sottratti, sta sviluppando una patch e stava indagando sulla causa tecnica dell’attacco.
Che impatto ha avuto l’exploit sul prezzo del token ONE?
Il prezzo di ONE è sceso del 34% nelle 24 ore successive all’attacco, scambiando intorno a 0,0008 dollari al momento della segnalazione.
Harmony aveva già subito incidenti di sicurezza simili in passato?
Sì, nel giugno 2022 il ponte cross-chain Horizon di Harmony era stato violato con un furto di quasi 100 milioni di dollari in asset crypto.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

