Il 30%. È la nuova probabilità stimata di approvazione del Clarity Act nel 2026, secondo i calcoli di Galaxy Research ripresi dagli analisti di Bernstein. Un dato che racconta meglio di ogni altro la traiettoria in discesa della più importante riforma sulla regolamentazione Clarity Act crypto mai discussa al Congresso americano, con il Senato che ha solo pochi giorni utili prima della pausa d’agosto per portarla al voto.
Summary
Punti chiave
- Le probabilità di approvazione del Clarity Act nel 2026 sono scese al 30%, secondo Galaxy Research citata da Bernstein.
- Il Senato ha a disposizione solo la settimana precedente alla pausa del 7 agosto per votare la legge.
- In caso di fallimento, Bernstein prevede un’accelerazione delle regole SEC e CFTC tramite Project Crypto.
- Colossi come BlackRock, Fidelity, Franklin Templeton, Goldman Sachs e SoFi hanno pubblicamente sostenuto la legge.
- I senatori Thom Tillis e Ruben Gallego hanno presentato alla Casa Bianca un compromesso rivisto sulle norme etiche.
Prospettive in calo per il Clarity Act nel 2026
Il quadro normativo che il Congresso sta cercando di costruire nasce con obiettivi ambiziosi. Quando i deputati French Hill e Glenn Thompson presentarono il Clarity Act nel maggio dell’anno scorso, i sostenitori lo definirono un framework atteso da anni per chiarire una volta per tutte i compiti di SEC e CFTC sulle crypto. Più di un anno dopo, quell’entusiasmo si è affievolito.
Il calendario del Senato prima della pausa d’agosto
Bernstein, nella nota firmata dagli analisti guidati da Gautam Chhugani, ha definito il Clarity Act “la legge sulla struttura di mercato crypto più importante nella storia degli Stati Uniti”, pur ammettendo che le chance di passaggio nel 2026 si stanno riducendo. Il Senato ha davanti a sé solo la settimana precedente al recesso per portare il testo al voto, nonostante siano stati risolti alcuni nodi controversi, tra cui le regole sul rendimento delle stablecoin.
Conseguenze potenziali del fallimento del Clarity Act
Un mancato passaggio della legge produrrebbe probabilmente una reazione negativa immediata sui mercati digitali, ma non fermerebbe il percorso di regolamentazione. È questa la lettura di Bernstein, che vede nell’eventuale stallo legislativo non un vicolo cieco, ma uno spostamento di iniziativa verso le agenzie federali.
Gli analisti scrivono che, senza la legge, Project Crypto potrebbe comunque fornire interpretazioni normative solide: una taxonomia chiara sui token, regole definite per la DeFi e il self-custody, oltre a un’accelerazione della cosiddetta “innovation exemption”, che esenterebbe temporaneamente alcuni token dalla classificazione come titoli.
Le parole del presidente CFTC Michael Selig
Il presidente della CFTC, Michael Selig, aveva anticipato lo stesso scenario in un’intervista a Fox Business il mese scorso, avvertendo che senza un intervento del Congresso saranno i regolatori a “scrivere tutte le regole” per le crypto. Selig ha descritto l’attuale assetto normativo come un “mosaico di leggi statali” definendolo “davvero dannoso per il business”, e ha chiesto standard federali definiti “assolutamente critici” per garantire certezza, chiarezza e protezione dei consumatori.
Bernstein, dal suo canto, prevede che il sostegno normativo alla tokenizzazione degli asset reali, ai futures perpetui collegati a quegli stessi asset e ai mercati predittivi continuerà indipendentemente dall’esito del voto sul Clarity Act.
Sostegno in corso e negoziazioni legislative
Il fronte a favore della legge si è ampliato nei giorni scorsi, con prese di posizione pubbliche da parte di alcuni dei più grandi nomi di Wall Street.
Il sostegno di BlackRock, Fidelity e Goldman Sachs
BlackRock, Fidelity, Franklin Templeton, Goldman Sachs e SoFi hanno esortato il Congresso ad approvare il testo, sostenendo che regole chiare proteggerebbero gli investitori e darebbero alle aziende la certezza necessaria per restare competitive. Franklin Templeton ha scritto che la legge “chiarirebbe come vengono regolate le crypto”, mentre il numero uno di Goldman Sachs, David Solomon, l’ha definita imperfetta ma capace di creare “un terreno di gioco equo” per la stabilità dei mercati.
Non tutti concordano sui dettagli: JPMorgan si è schierata su posizioni diverse da Coinbase riguardo alle restrizioni sul rendimento delle stablecoin, segno che anche dentro il settore bancario la partita resta aperta. Bernstein ha comunque definito “deludente” l’eventualità che la legge non ottenga sostegno bipartisan, sottolineando che garantirebbe chiarezza normativa duratura e incoraggerebbe banche, broker-dealer ed exchange a investire nell’industria digitale.
Le trattative restano in corso. La settimana scorsa i senatori bipartisan Thom Tillis e Ruben Gallego hanno presentato alla Casa Bianca un compromesso rivisto sulle norme etiche, nel tentativo di raccogliere abbastanza voti prima della pausa del Senato fissata per il 7 agosto.
FAQ
Qual è lo scopo del Clarity Act nella regolamentazione delle crypto?
Il Clarity Act punta a chiarire i compiti regolatori tra SEC e CFTC sulle criptovalute, stabilendo regole precise per gli asset digitali.
Cosa succede se il Clarity Act non viene approvato nel 2026?
Il mancato passaggio potrebbe innescare una reazione negativa immediata sui mercati crypto, ma dovrebbe accelerare la definizione di regole da parte di SEC e CFTC tramite Project Crypto.
Che ruolo ha Project Crypto nella regolamentazione del settore?
Project Crypto è l’iniziativa di SEC e CFTC pensata per fornire una taxonomia chiara sui token, regole per DeFi e self-custody, e potenzialmente accelerare le esenzioni per l’emissione di nuovi token.
Perché il sostegno bipartisan è importante per il Clarity Act?
Un sostegno bipartisan è necessario per garantire chiarezza normativa duratura, incoraggiare gli investimenti di banche e broker-dealer e favorire la crescita dell’industria degli asset digitali.
Contenuto realizzato con l’assistenza dell’intelligenza artificiale e con revisione editoriale umana.

