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Transazione Bitcoin resistente a quantum: sicurezza a 118 bit senza fork

La prima transazione Bitcoin resistente a quantum è stata confermata sulla mainnet mercoledì 26 agosto, in un blocco che passerà alla storia della crittografia applicata alle crypto. A realizzarla è stata StarkWare, che ha spostato un output da 10.000 satoshi utilizzando un metodo chiamato Quantum Safe Bitcoin (QSB), senza bisogno di modificare il protocollo. La notizia arriva mentre l’industria discute da mesi di come proteggere Bitcoin da un’eventuale futura minaccia dei computer quantistici, e per la prima volta qualcuno lo ha fatto davvero, dentro le regole già esistenti della rete.

Punti chiave

  • La transazione è stata confermata nel blocco 964.199, muovendo un output da 10.000 satoshi con il metodo Quantum Safe Bitcoin.
  • QSB usa una tecnica chiamata signature grinding e si appoggia all’hashing RIPEMD-160 invece della crittografia a curva ellittica.
  • Il metodo offre una resistenza stimata di circa 118 bit contro un attacco basato sull’algoritmo di Shor.
  • QSB protegge una transazione alla volta, funziona solo con indirizzi pre-SegWit e non è compatibile con Taproot o Lightning Network.
  • Nessun computer quantistico oggi esistente è in grado di violare la crittografia di Bitcoin.

Storica transazione Bitcoin resistente agli attacchi quantistici sulla mainnet

Il blocco 964.199 segna il primo caso concreto in cui una transazione Bitcoin è stata costruita per resistere, almeno in parte, a un attacco quantistico. StarkWare ha spostato un output da 10.000 satoshi usando il metodo QSB, dimostrando che l’idea di proteggere fondi da un futuro computer quantistico non richiede necessariamente un fork della rete. È un dettaglio che conta: fino a oggi la discussione sulla sicurezza quantistica di Bitcoin era rimasta quasi interamente teorica, confinata a whitepaper e proposte di aggiornamento del protocollo.

Il ruolo di MARA Pool e del servizio Slipstream

Perché la transazione arrivasse a confermarsi, è stato necessario un passaggio non banale. I nodi Bitcoin ordinari non ritrasmettono in automatico un formato di transazione così inusuale, quindi StarkWare ha dovuto consegnarla direttamente a un miner disposto ad accettarla. È qui che entra in gioco MARA Pool, che ha minato il blocco dopo aver ricevuto la transazione tramite il proprio servizio Slipstream, pensato appunto per gestire transazioni fuori standard che altrimenti resterebbero bloccate fuori dalla coda pubblica della rete.

Come funziona Quantum Safe Bitcoin: signature grinding e RIPEMD-160

Il cuore tecnico di QSB si chiama signature grinding: invece di accettare la prima firma valida generata da un wallet, il metodo ne cerca milioni di candidate finché non ne trova una che non esponga il tipo di informazione sulla chiave pubblica che un computer quantistico potrebbe sfruttare mentre la transazione resta in attesa nel mempool. È esattamente in quella finestra temporale, tra invio e conferma, che una transazione Bitcoin rivela il materiale matematico teoricamente vulnerabile.

A differenza delle transazioni ordinarie, che si basano sulla crittografia a curva ellittica, QSB si appoggia alla solidità dell’hashing RIPEMD-160. È un cambio di fondamenta non da poco: la sicurezza non deriva più dalla difficoltà di invertire una curva ellittica, ma dalla resistenza di una funzione di hash diversa, pensata per restare solida anche davanti a un attaccante quantistico.

Un livello di sicurezza stimato in 118 bit

Secondo la documentazione tecnica diffusa da StarkWare, il metodo offrirebbe una resistenza stimata attorno ai 118 bit contro un attaccante che utilizzi l’algoritmo di Shor, la tecnica quantistica che in teoria potrebbe ricostruire una chiave privata partendo da quella pubblica. È una cifra che va letta come una stima ingegneristica, non come una garanzia assoluta, ma resta il primo numero concreto messo sul tavolo per una protezione applicata a una transazione Bitcoin reale.

I limiti che StarkWare stessa riconosce

QSB non è una soluzione universale, e questo è un punto che StarkWare non ha nascosto. Il metodo protegge una transazione alla volta, non l’intera rete, e funziona soltanto con indirizzi nel vecchio formato pre-SegWit. Non offre alcuna protezione per gli output Taproot né per i canali Lightning Network, che restano fuori dal perimetro di questa prima implementazione.

C’è poi un altro limite pratico: per raggiungere un output protetto da QSB, i fondi devono comunque passare prima attraverso una transazione normale, e quel passaggio espone brevemente le stesse informazioni sulla chiave pubblica che il metodo vorrebbe nascondere. È un compromesso che rende QSB più una toppa d’emergenza che una soluzione definitiva, e lo stesso Avihu Levy, il ricercatore di StarkWare che ha ideato il metodo, lo ha definito una misura da usare solo in ultima istanza.

Nessuna minaccia quantistica reale, ma la strada verso BIP-360

Oggi nessun computer quantistico esistente è in grado di violare la crittografia che protegge Bitcoin. Questo è un punto che StarkWare ha voluto chiarire con precisione, per evitare che la notizia venisse letta come l’annuncio di un pericolo imminente. Il CEO di StarkWare, Eli Ben-Sasson, ha descritto il test come una rassicurazione psicologica più che come un segnale d’allarme, paragonando il settore crypto ai passeggeri del Titanic: la scoperta di Levy dimostrerebbe che esistono scialuppe di salvataggio, non che la nave stia già affondando. Secondo Ben-Sasson, questo non è un motivo per rilassarsi, ma piuttosto una ragione per costruire più scialuppe, e farlo da subito.

La visione a lungo termine di StarkWare punta a BIP-360, la proposta indicata come percorso verso una soluzione permanente, perché aggiornerebbe la crittografia di Bitcoin direttamente a livello di protocollo invece di proteggere una singola transazione alla volta. Nel frattempo sono attesi una revisione indipendente del codice di QSB e ulteriori test sulla mainnet, passaggi che la comunità tecnica considera indispensabili prima di qualsiasi adozione più ampia.

Cosa cambia (e cosa non cambia) per chi usa Bitcoin oggi

Per chi possiede Bitcoin, nulla cambia nell’immediato. QSB non è disponibile su wallet hardware né su exchange popolari come Coinbase, e non lo sarà a breve: si tratta di un metodo costoso, che richiede ore di calcolo per produrre una singola transazione e che costa molto più di una normale commissione di rete. Quello che l’esperimento dimostra, però, è che le regole attuali di Bitcoin possono già sostenere almeno una forma di protezione contro attacchi quantistici, senza bisogno di una spaccatura della rete: un margine di manovra in più per gli sviluppatori che stanno lavorando a una soluzione permanente.

Il mercato ha reagito in modo contenuto ma visibile: STRK, il token collegato all’ecosistema StarkWare, ha guadagnato circa il 4,5% toccando 0,027 dollari subito dopo l’annuncio, prima di ritracciare dai massimi. Un movimento modesto, ma indicativo di come temi legati alla sicurezza quantistica di Bitcoin siano ormai in grado di muovere, anche solo per poche ore, l’attenzione degli investitori crypto.

FAQ

Qual è il significato della transazione Bitcoin resistente al quantum realizzata da StarkWare?

Dimostra la prima transazione Bitcoin resistente agli attacchi quantistici sulla mainnet, mostrando che le regole già esistenti di Bitcoin possono sostenere una forma di difesa quantistica senza bisogno di modifiche al protocollo.

In che modo Quantum Safe Bitcoin (QSB) migliora la sicurezza di Bitcoin contro gli attacchi quantistici?

QSB utilizza la tecnica del signature grinding e l’hashing RIPEMD-160 per minimizzare l’esposizione della chiave pubblica, offrendo una resistenza stimata di circa 118 bit contro attacchi quantistici basati sull’algoritmo di Shor.

Quali sono i limiti di QSB per gli utenti oggi?

QSB protegge una sola transazione alla volta, funziona solo con indirizzi pre-SegWit, non è supportato da Taproot né da Lightning Network, ha costi più alti della norma e non è ancora disponibile sui wallet o exchange più diffusi.

Bitcoin è oggi a rischio a causa dei computer quantistici?

No: nessun computer quantistico attualmente esistente è in grado di violare la crittografia di Bitcoin, ma QSB e i futuri aggiornamenti del protocollo, come BIP-360, servono a prepararsi a un’eventuale minaccia futura.

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