Iniziamo dal Fondo Monetario Internazionale. Il direttore generale Christine Lagarde si fa avanti proponendo di fatto che l’FMI diventi il punto di riferimento per dare vita a una regolamentazione globale di bitcoin e delle altre criptovalute. Di fatto, vorrebbe che rappresentasse una sorta di collettore per mettere insieme i vari obiettivi. Programma certamente non facile.

Del resto, i bitcoin e le altre crypto, sono strumenti globali per definizione, quindi ha poco senso regolamentarli a livello nazionale, il rischio evidente è che tutto  si sposti da un Paese all’altro, come già accaduto.

Lagarde dichiara così che ”nessun paese può affrontare questa sfida da solo. Noi siamo nella posizione di essere un forum per aiutare a sviluppare risposte per le criptovalute. L’obiettivo principale sarebbe quello di controllare e regolare i ”lati oscuri” del settore.

A Lagarde fa eco il Giappone, con la richiesta ufficiale che le criptovalute siano uno degli argomenti del prossimo G20 di Buenos Aires (dal 19 al 20 marzo), compresi i rischi derivanti dall’utilizzo delle criptovalute per il riciclaggio di “denaro sporco”.

Il Giappone, infatti, è uno dei paesi al mondo in cui le criptovalute sono più utilizzate (se non proprio il principale), ed è l’unico Stato al mondo fino ad oggi ad aver riconosciuto al bitcoin lo status ufficiale di moneta.

Tuttavia con ogni probabilità si tratterà solo di una discussione, perchè il G20 non ha alcun potere effettivo di prendere decisioni riguardo la possibile regolamentazione. Semmai l’FMI potrebbe riuscire a far sedere allo stesso tavolo tutti i principali policy maker mondiali nella speranza che si muovano i primi passi verso una regolamentazione internazionale.

La conferma delle difficoltà di agire a livello nazionale arriva dall’India (notoriamente diffidente nei confronti delle criptovalute), dove il direttore della commissione sulle criptovalute Shaktikanta Das ha dichiarato di non essere in grado “di immaginare una regolamentazione nazionale. E soprattutto su come, eventualmente, farla rispettare. “Non puoi entrare in ogni casa – ha detto Das – per verificare quali transazioni stanno facendo. Accettiamo il fatto che non sarebbe possibile regolarlo in modo efficace”.

Quindi tutti sembrano chiedere regolamentazioni, ma nessuno per ora pare essere in grado di farle. In questo scenario l’auto-candidatura dell’FMI sembrerebbe l’unica via effettivamente percorribile (per ora).