Read this article in the English version here.

Le piccole isole dei Caraibi riescono a sopravvivere anche tramite i programmi di cittadinanza per investimento.

In pratica viene concesso il passaporto a chi può permettersi di investire cifre consistenti nel Paese, spesso in settori specifici. Ad esempio, Pavel Durov, co-fondatore di Telegram, è cittadino di St. Kitts e Nevis, dopo aver investito nell’industria locale della canna da zucchero.

Chiaramente i nuovi ricchi delle criptovalute sono molto sensibili ai vantaggi fiscali forniti da questi Paesi insulari. Così Antigua e Barbuda hanno deciso di favorire questi possibili nuovi cittadini.

In Parlamento è stato presentato un emendamento alla legge del Programma di Cittadinanza per Investimento (CIP, Citizenship Investment Program) grazie al quale sarà possibile investire anche in valute virtuali.

Spiega il ministro delle finanze Browne: “Oltre a offrire la possibilità di pagare in euro, permetteremo pagamenti in bitcoin e in altre criptovalute. In effetti, ci sono parecchi investitori in criptovalute che potrebbero voler prendere la nostra cittadinanza, a condizione di pagare in criptovalute. Al contrario, se non accettassimo le criptovalute saremmo fuori dal questo mercato”.

La cittadinanza richiede una cifra compresa tra 400mila e 5 milioni di dollari, a seconda del tipo di investimento che si intende fare. A questo bisogna aggiungere una corposa tassa di accettazione, che parte da un minimo di 25mila dollari.

Ad occuparsi delle procedure sono agenti del governo di Antigua e Barbuda che ricevono le cifre su conti autorizzati e quindi procedono allo svolgimento delle pratiche.

Alcuni agenti hanno avuto problemi con le transazioni attraverso il sistema bancario americano, per cui l’utilizzo delle criptovalute faciliterà anche tutto il processo di trasferimento dei capitali nell’isola caraibica.