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Il proprietario della società che detiene la Borsa di New York sta per lanciare una nuova piattaforma regolamentata che potrebbe consentire agli istituzionali di investire senza problemi in bitcoin, e agli utenti consumer di spenderli più facilmente.

Se gli ETF saranno utili per portare bitcoin a tutti gli investitori, compresi quelli istituzionali, e se Lightning Network potrà consentire a tutti di usare BTC come mezzo di pagamento, Bakkt si propone di fare entrambe le cose.

Ma cos’è Bakkt?

Per capire bisogna partire dal suo ideatore, Jeff Sprecher, e dalla moglie Kelly Loeffler.

Sprecher è il Presidente e CEO di Intercontinental Exchange (ICE), ovvero la società che possiede la più grande borsa del mondo, il New York Stock Exchange (NYSE).

La moglie è il CEO di Bakkt.

L’idea di Sprecher e Loeffler è quella di realizzare un cosiddetto “second layer” di Bitcoin simile a Lightning Network, ma integrato con un exchange.

Anzi, un intero ecosistema regolamentato, e solido tanto quanto la Borsa di New York, che da un lato consenta a tutti gli investitori istituzionali di poter investire su bitcoin con facilità e senza doversi preoccupare di alcuna questione tecnica, e dall’altro consenta a tutti i detentori di bitcoin di scambiarseli velocemente più o meno come potrebbero fare con Lightning Network.

Certo, si tratterebbe di un sistema centralizzato con relativi costi di commissione, ma visto che ci stanno già lavorando da 14 mesi e come data di lancio circola novembre 2018, nell’attesa che vengano approvati gli ETF e che si diffonda l’uso di Lightning Network questa idea potrebbe giocare un ruolo cruciale.

Sprecher non è nuovo a cercare di occupare un business prima degli altri per arrivare ad esercitare un vero e proprio dominio su un mercato, quindi non stupisce affatto che voglia cercare di sbarcare su questo mercato.

Per quanto riguarda gli ETF oramai si parla di febbraio 2019 come data della possibile approvazione, mentre per quanto riguarda Lightning Network la diffusione completa sui mercati retail potrebbe arrivare verosimilmente lungo il corso del prossimo anno.

Pertanto Bakkt potrebbe riuscire ad anticipare entrambi.

Inoltre, Sprecher è riuscito a coinvolgere nel progetto sia Microsoft, che offre i servizi tecnologici di base tramite Azure, sia Starbucks, anche se quest’ultima ha recentemente smentito che questo potrebbe portare a breve alla possibilità di pagare in Bitcoin presso i propri punti vendita.

Tuttavia il progetto Bakkt ha come obiettivo anche questo, ovvero consentire pagamenti immediati in bitcoin, in concorrenza ai servizi offerti attualmente dalle carte di pagamento.

Tutto parte da un nuovo future su Bitcoin, che dovrebbe essere approvato proprio a novembre, e che a differenza dei precedenti ha come sottostante proprio dei BTC.

Bakkt custodirà fisicamente le chiavi private di wallet in cui verranno conservati dei BTC, e consentirà lo scambio sulla loro piattaforma informatica dei nuovi future basati su bitcoin fisici.

A quel punto il passaggio ad un “second layer” che consenta lo scambio di questi future è davvero breve: sarà proprio scambiandosi il possesso dei BTC, e non i BTC stessi, che si potranno effettuare pagamenti in Bitcoin in modo per certi versi simile a Lightning Network.

I dettagli tecnici sono complessi, e ci sarà modo di approfondire in seguito, ma trattandosi di un mercato completamente regolamentato di fatto Bakkt consentirebbe sia agli investitori istituzionali di investire in Bitcoin senza particolari problemi (più o meno come potrebbero fare con gli ETF), sia di scambiarsi la proprietà di BTC in modo molto facile e veloce (come si potrebbe fare con Lightning Network).

I tre principali vantaggi di questa nuova piattaforma sono le tempistiche, visto che dovrebbe essere operativa a novembre, la facilità d’uso, probabilmente alla portata di tutti, e soprattutto la piena regolamentazione, visto che si mormora che sarà approvata dalla Commodity Futures Trading Commission (CFTC).

Il principale svantaggio è la mancanza di decentralizzazione, ma se da un lato questo molto probabilmente a molti utilizzatori interesserà poco, dall’altro Lightning Network rimane perfettamente funzionante e decentralizzato, pertanto l’alternativa decentralizzata per chi non dovesse apprezzare quella centralizzata continuerà ad esserci.

C’è chi sostiene che questa nuova piattaforma renderà Bitcoin finalmente accessibile davvero a tutti, in particolare a tutti quegli investitori istituzionali che fino ad oggi non hanno voluto investire proprio perché mancavano strumenti simili.