L’evento di presentazione del progetto Blockchain Napoli di sabato 15 dicembre si è concluso con il sindaco Luigi De Magistris che ha acquistato una pizza in bitcoin presso una storica pizzeria partenopea.

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Castel dell’Ovo, uno dei luoghi millenari di Napoli, ha accolto le numerose realtà associative e commerciali della città, tra cui le storiche pizzerie partenopee e una nutrita rappresentanza di professori universitari, esperti e volenterosi studenti aderenti al progetto.

Al sindaco De Magistris, Cryptonomist ha chiesto quali problemi vuole affrontare il Comune di Napoli con il progetto dedicato a blockchain.

“Il progetto blockchain riguarda soprattutto la trasparenza degli atti amministrativi, la tracciabilità, una pubblica amministrazione efficace e vicina ai cittadini. Accanto alla blockchain c’è la criptovaluta. Dal prossimo anno puntiamo a essere la prima medio grande città a partire con il suo utilizzo, che servirà ad avvicinare i cittadini all’Amministrazione. Tant’è che sono coinvolti alcuni servizi del Comune di Napoli, società partecipate strategiche come Asia, Anm azienda dei trasporti, ma anche ad oggi circa 200 esercizi commerciali. Quindi una moneta vera che fidelizza il napoletano agli esercizi che valorizzano soprattutto i prodotti del territorio, ma anche il decoro, l’arredo urbano.

Inoltre, intendiamo incentivare attività virtuose del tipo, vai a conferire un rifiuto nell’isola ecologica, ne ricevi una moneta virtuale che poi puoi spendere negli esercizi che si convenzionano con questo progetto.Siamo convinti che questo vada a rafforzare l’economia reale, la qualità della vita e la partecipazione del cittadino alla vita delle istituzioni locali.”

Napoli e le tecnologie sulla cresta dell’innovazione

L’obiettivo della città di Napoli è di “essere la prima città d’Italia che si fornisce di un progetto istituzionale” basato su blockchain, ha detto il Vicesindaco di Napoli Enrico Panini poi aggiungendo che:

 “ci inorgoglisce di misurarci con tecnologie sulla cresta dell’innovazione. Ci piace il fatto che come strumento possa essere utile ai cittadini.”

Confesercenti interessata al modello Napoli blockchain

Il progetto Blockchain Napoli attrae gli interessi trasversali di molteplici attori, come ha confermato il presidente interregionale di Confesercenti, Vincenzo Schiavo:

“La struttura Confederale nazionale mi ha chiesto cosa stiamo facendo a Napoli, perché vorrebbero in futuro esportare ed implementare il modello in altre città”.

La piattaforma blockchain del Comune di Napoli

Un primo embrione del sistema informatico basato su blockchain è già operativo ed è stato utilizzato per tracciare le cedole librarie.

La registrazione delle cedole sul registro immutabile è riuscita con successo e ora si pensa di estendere le funzionalità per integrare i servizi di altri comparti dell’amministrazione comunale.

Le cedole sono state registrate con MetaMask sulla blockchain di Ethereum.

Quello che si è potuto apprezzare maggiormente, oltre la trasparenza, è stato il vantaggio economico.

L’operazione di registrazione è costata pochi centesimi di euro rispetto ai costi decisamente superiori della procedura cartacea.

Il processo di certificazione resta per ora parzialmente manuale, ma in futuro verrà automatizzato completamente.

Il token TTS di Napoli: come funzionerà

Si chiamerà (TTS) il token sperimentale del Comune di Napoli che sarà adottato solo in una prima fase, per poi lasciare il posto alla criptovaluta della città di Napoli.

Il token TTS servirà come primo approccio e avrà lo scopo di valutare la reazione dei cittadini.

Mentre il token è già esistente su una sorta di testnet privata, l’ente emettitore del token sarà con tutta probabilità una Università o centro di ricerca.

I token TTS avranno il valore di un euro e si riceveranno dal Comune o società partecipate sotto forma di buono.

La tabella di distribuzione riportata sotto mostra in che modo i cittadini potranno ricevere i token TTS.

Il parcheggio Brin, ad esempio, distribuirà 1 token al giorno ai residenti che spenderanno almeno due euro alla cassa. L’utente dovrà mostrare il QR-Code del suo wallet alla cassa e riceverà il token spettante.

Ottenuti i token TTS, i cittadini o i turisti, potranno spenderli presso gli esercenti di Napoli aderenti al circuito, oppure, è in fase di valutazione la possibilità di usarli per accedere ai musei partenopei.

Napoli nell’EU Blockchain Observatory and Forum

La città di Napoli mira ad inserirsi nell’EU Blockchain Observatory and Forum costituito a inizio 2018 ed al quale ha aderito anche l’Italia, attraverso il CNEL il quale, insieme all’Università Roma Tre, ha istituito a luglio 2018 l’Osservatorio italiano sulle politiche in materia di blockchain.

L’EU Blockchain Observatory ha un fondo di 80 milioni di euro, da riservare a progetti privati e di P.A. dedicati alla blockchain e il Comune di Napoli ambisce a rientrare nella misura dell’Unione Europea per finanziare il suo progetto.