Banca d’Italia stronca il mondo crypto. Troppi rischi
Banca d’Italia stronca il mondo crypto. Troppi rischi
Regolamentazione

Banca d’Italia stronca il mondo crypto. Troppi rischi

By Fabio Lugano - 22 Mar 2018

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La Banca d’Italia interviene sulle criptovalute, non per la prima volta. Già a gennaio vi era stato un monito sulle monete virtuali, così definite a Palazzo Koch, nel quale si invitava a distinguere questi metodi di pagamento dalle valute fiat.

Oggi, invece, l’avviso emesso appare molto più completo, anche perchè pubblicato in seguito a una comunicazione emessa dall’EBA, dall’ESMA e dall’EIOPA, cioè dall’Associazione Bancaria Europea, dall’Ente di Controllo per i Mercati Finanziari e dall’Ente di Controllo dei Fondi Pensione.

La comunicazione della Banca d’Italia non fa altro che riprendere i supposti pericoli evidenziati anche dalle altre autorità europee:

  • Volatilità e di creazione di bolle speculative, con rischio di perdere parte o tutto il capitale investito;
  • Mancanza di protezione da parte del diritto dell’Unione, sia per quanto riguarda l’acquisto delle criptovalute stesse, sia per quanto riguarda il funzionamento degli exchange, non garantito da alcuna normativa,
  • Assenza di opzioni d’uscita, cioè il rischio che la criptovaluta sia così sottile da non avere mercato;
  • Interruzione delle operazioni, cioè che alcune piattaforme cessino di funzionare senza preavviso;
  • Informazioni fuorvianti, non controllate, convogliate ai consumatori;
  • Inidoneità delle valute virtuali ai processi di investimenti anche nella prospettiva pensionistica

Un comunicato che dunque stronca, se così si può dire, il mondo delle crypto. Un atteggiamento che però in Italia non meraviglia.

Le autorità europee non escludono che una persona possa acquistare delle valute virtuali, ma dovrebbe farlo nel limite del denaro che può perdere.

Si tratta di norme che che comunque non dovrebbero riguardare solo le valute virtuali, ma ogni classe di investimento a rischio. Non veniamo forse da anni in cui i risparmiatori che avevano investito in “sicure” azioni di banche popolari si sono visti azzerare i propri investimenti. Due pesi e due misure, pare, quindi.

Del resto, nel mondo degli investimenti non esistono strumenti sicuri, ma solo un rapporto rischio-rendimento che può avvicinarsi a qualcosa di simile.

Le autorità europee si occuperanno di nuovo di criptovalute a luglio prossimo, con l’emanazione di un regolamento relativo alle attività antiriciclaggio.

Fabio Lugano
Fabio Lugano

Laureato con lode all'Università Commerciale Bocconi, Fabio è consulente aziendale e degli azionisti danneggiati delle Banche Venete. E' anche autore di Scenari Economici, e conferenziere ed analista di criptovalute dal 2016.

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