Le cryptovalute sembra abbiano fatto breccia nel cuore degli statunitensi. Secondo uno studio di Finder, l’8% della popolazione ha infatti acquistato criptovalute.

Una percentuale importante se si pensa che, tradotta in numeri, equivale a 26 milioni di persone solo all’interno del territorio USA.

I numeri dello studio

Il dato ha un peso ancora maggiore se si guarda alle fasce di età di coloro che hanno acquistato.

Millennial, ovvero coloro che sono nati tra il 1990 ed il 2000, superano i baby boomer, ovvero coloro che sono nati durante i primi 15 anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale.

Nel primo caso siamo al 17,2%, nel secondo poco sopra il 2,2%.

Al centro, invece, i rappresentanti della Generazione X, cioè i nati tra il 1960 e il 1980.

Continuando ad analizzare i dati, emerge un comun denominatore che unisce uomini e donne. I primi hanno maggiore predisposizione delle donne per l’acquisto delle crypto, mentre entrambi i sessi convergono nel vedere le monete virtuali come asset di difficile comprensione anche se, il vero motivo espresso da chi, invece, non le compra, resta un livello di rischio troppo alto.

Una conferma in tal senso arriva anche da un altro report commissionato da Blockchain Capital ad ottobre del 2017, in cui si nota come i Millennial preferiscano il bitcoin (BTC) e le valute crypto invece delle tradizionali operazioni bancarie.

I giovani preferiscono il bitcoin

Come si legge nelle conclusioni del sondaggio condotto da Harris Pool, che prendeva in esame oltre 2.000 americani di età superiore ai 18 anni:

Il 30% degli americani ha almeno una certa familiarità con il bitcoin. La consapevolezza del bitcoin è significativamente più alta tra i giovani. Il 42% dei millennial ha descritto il suo rapporto con il bitcoin “familiare” a differenza di quanto fatto da coloro che hanno più di 65 anni. In questo caso solo il 15% di loro ha dato una risposta simile.”

Non solo ma sempre nello stesso studio si legge che “la propensione all’acquisto è notevolmente superiore rispetto agli attuali livelli di possesso: quasi un americano su cinque (19%) si dice intenzionato a comprare bitcoin nei prossimi cinque anni. La percentuale è più alta per i millennial, arrivando al 32% mentre oltre la metà dei millennial (52%) concorda con l’affermazione che il bitcoin è un’innovazione positiva nella tecnologia finanziaria”.

Un paradosso o una conferma?

Che la Securities and Exchange Commission (SEC), l’ente federale statunitense, guardi con sospetto le criptovalute non è una novità ed è proprio di qualche giorno fa la notizia secondo la quale potrebbe presto vietare il trading di vari token incluso il più famoso KODAKCoin.

La SEC, infatti, ha allargato la propria competenza a tutti i casi in cui sono i cittadini statunitensi ad investire, bloccando in molti casi ogni possibile utilizzo di exchange e partecipazione in ICO. Infatti, se volessero essere USA-friendy, le piattaforme di scambio dovrebbero essere tutti registrati presso il New York Stock Exchange poiché tutti i token sono per la SEC assimilabili a titoli azionari o obbligazionari.

Inutile dire che al momento nessun exchange risulta essere in regola, sebbene alcuni di loro abbiano tutte le caratteristiche di AML/KYC necessarie per operare nella legge.

Per questi motivi sembrerebbe essere un paradosso il fatto che ben 26 milioni di americani abbiano criptovalute e ci sarebbe da chiedersi anche come le acquistino visto che la maggior parte degli exchange è chiusa alle persone US.

Ma pensandoci meglio, è un paradosso o la dimostrazione del fatto che l’America ha paura delle crypto? Potrebbe essere che proprio la larga adozione delle valute virtuali nel Paese a stelle e strisce abbia scatenato l’intervento massiccio delle autorità?

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Rossana Prezioso
Appassionatasi alle nuove frontiere dell’editoria online, ha deciso di approfondire ulteriormente le sue conoscenze dedicandosi allo studio dei cambiamenti culturali ed economici derivati dalla nascita della finanza hitech, sviluppando le tematiche riguardanti i nuovi modelli di business ad essa legati e le influenze geopolitiche della new economy criptovalute